le parole son pietre

Post N° 287


Allora per rilassarti ti racconto una fiaba...perchè le fiabe non hanno età...e sono per tutti...Con affetto Stella!La leggenda dell'arcobalenodi Mario Vecchioneun principe di lontane terre, coperte di verde e attraversata da luccicanti torrenti dove i pesci saltellavano felici, sicuri che nessuno li pescasse, si innamorò perdutamente di una fanciulla del luogo, dai capelli di grano, sempre di bianco vestita e con gli occhi di un azzurro cielo così intenso che, spesso, gli uccelli sostavano incantati ad ammirarli, scambiandoli per la volta del creato. Anche lei voleva bene al suo principe, di un amore tenero e delicato, fatto di struggimenti e di sogni, ma….In tutte le storie che si rispettino, purtroppo c’è un ma, uno ostacolo, un muro difficile da valicare, anche con la forza del proprio cuore. Si trattava della solita differenza di classe: lui, erede di un regno con il mondo ai suoi piedi; lei, una povera contadinella, padrona solo della sua giovane vita e dell’aria per fantasticare. Nonostante ciò si amarono, di nascosto si capisce, giurandosi eterno affetto, ma anche versando lacrime amare per la loro condizione sociale. Solo che il principe, un bel giorno, presentò a corte e ai suoi genitori la sua amata, nel tentativo di convincere le menti ottuse dei cortigiani. Ma gli altri non capirono e fecero di tutto per ostacolare quell’unione. Il principe fu mandato a combattere in terre ancora più distanti delle sue e la giovinetta a servire proprio alla corte, sotto stretta sorveglianza degli sgherri di palazzo. Così lei non poteva assolutamente comunicare col suo innamorato se non con il pensiero. Appunto il suo pensiero di lui fu tanto forte da trasformarsi un bel mattino in miracolo: i colori dei suoi dolci sentimenti, uniti come una calamità, formarono un ponte nel cielo a forma di arco e raggiunsero l’amato bene. Solo che ciò avveniva dopo le piogge, ma la fanciulla pregò che, almeno una volta alla settimana, dal cielo cadessero le lacrime delle nuvole, di modo che, con il sereno, spuntasse il suo messaggero. E sapete quali erano i messaggi spediti dalla giovane? Non certo parole o segnali di fumo o sms, che allora non c’erano, ma…sì, avete intuito, i colori!! Il rosso del suo amore, forte e passionale; l’arancione della stagione più bella dell’anno, allegra e spensierata; il giallo dei suoi capelli e del sole amico, nemico delle ombre più cupe e degli spettri; il verde della sua terra e della speranza di unirsi per la vita; l’azzurro dei suoi occhi, l’indaco per qualche pensieruccio malinconico e il violetto, per ultimo, per non dimenticare il pianto per la sua assenza. Questo fu la sempre la “lettera d’amore” della fanciulla. Riusciranno a stare insieme i due innamorati felici e contenti per mille anni?