Non c'è nulla di piu' pittoresco di una campagna elettorale a Pompei!In un tempo in cui la stampa non ha ancora fatto la sua comparsa, in una citta' in cui non esiste, come a Roma, una gazzetta ufficiale la propaganda si fa direttamente sui muri, cioe' mediante iscrizioni.E ce ne sono tante! Nel solo 79 ne sono apparse piu' di millecinquecento.Le iscrizioni Hanno questo di particolare:che sono opera di professionisti.A trascriverle non e' il primo venuto ma agenti di <pubblicita'>, I dealbatoresSi trasmette loro un certo testo e loro si impegnano a diffonderlo su muri e tufi.Chi fa il sostenitore? Ma tutti!Basta avere i mezzi per pagare un dealbator.E quando non si puo' da soli, ci si mette in tre o quattro. E se in tre o quattro non si riesce ancora perche' poveri mulattieri, perche' miserabili facchini, allora uno a sempreil modo di far intervenire la corporazione a cui appartiene .A Pompei, infatti, le associazioni professionistiche non vogliono essere apolitiche.Anzi! Ogni mestiere ha il suo candidato e per lui si da' un gran da fare.Mulattieri, facchini, pollivendoli, erbivendoli, fruttivendoli, carpentieri, carradori, fulloni, tintori, fornai, pasticcieri, orefici , tutti pregano ,supplicano che si voti per il loro uomo.tratto da: (Pompei la vita di una citta' prima della morte. -Renè Guerdan-)Continua...