E' uno dei viaggi che ricordo più frequentemente. Forse perchè è stato il primo che abbiamo fatto, insieme ad una coppia di amici, con il solo biglietto aereo in tasca, senza agenzie nè tours organizzati e questo contribuiva a darci un po' il senso dell'avventura. Cinque o sei giorni prima della partenza c'era stato l'attentato al volo Pan Am 103 a Lockerbie, un fatto di cui si è parlato fino a pochi anni fa. Lo ricordo bene perchè i nostri bagagli furono messi completamente sottosopra alla partenza, come di solito accade nei giorni immediatamente successivi a questi fatti.
La cosa che più ci colpì fu il senso della religiosità in questo paese. Una religiosità che entrava in tutti gli aspetti della vita quotidiana ad iniziare dal mattino con le offerte alle divinità. Induisti e buddisti in questo non differivano molto. Anzi spesso gli uni pregavano nel tempio degli altri, grande esempio di tolleranza religiosa.
Un altro spettacolo indimenticabile fu la visita alla città sacra di Pashupatinath, sul fiume sacro Bagmati. Il villaggio, dedicato a Shiva, è il luogo che accoglie i fedeli da tutto il Nepal, prima e dopo la morte. Questo è il luogo nepalese più importante per le cerimonie funebri e le cremazioni.
Un altra esperienza bellissima fu raggiungere, dalla valle di Katmandu (circa 1500 m.) la cittadina di Nagarkot, sulle alture che circondano la valle. Nagarkot e' il luogo ideale per poter ammirare il panorama delle vette più alte dell'Hymalaya. La nebbia non ci consenì di gustare a pieno il panorama, ma nella discesa a piedi a valle attraversammo molti villaggi ed anche uno splendido monastero buddista, completamente isolato dalla civiltà moderna.
Un'altra escursione straordinaria fu la salita del monte Shivapuri, da 1550 a 2800 metri circa. Oltre alla guida ci accompagnarono nella salita (faticosissima, quasi quanto la discesa) due fratellini che si recavano a portare qualcosa da mangiare al padre che si era ritirato sulla montagna a fare l'eremita. Mentre salivamo incrociammo un uomo che aveva sulle spalle un enorme canestro intrecciato con cui trasportava per l'impervio sentiero un vecchio malato che avrebbe portato a valle, all'ospedale.
Questa foto, che è la mia preferita fra quelle in B/N che ho fatto in Nepal, rappresenta tre ragazze che guardano con sguardo attento e partecipato quello che sta accadendo di fronte a loro. Siamo a Dakshinkali, un villaggio famoso per il tempio dedicato alla dea Kali. Ogni martedi e sabato vengono fatti sacrifici alla dea. Animali da cortile, agnelli, ecc. vengono portati al tempio, sgozzati e il sangue viene sparso sulle pareti del tempio, in omaggio alla dea sanguinaria. Le tre ragazze stanno appunto guardando il lavoro degli inservienti che stanno uccidendo gli animali. In passato era sangue umano quello veniva sparso nel tempio.