Sgosh!

ADDOLORATA


Se qualcuno anni fa mi avesse predetto che, a quasi 28 anni suonati, avrei sofferto senza dignità alcuna per la morte di un pesce, gli avrei risposto che non è più l'età per piangere come un vitello di fronte a certi eventi. Con tutto quello che accade nel mondo, un pesce in più o in meno che differenza vuoi che faccia?E, invece, ora sono profondamente addolorata e affranta per l'imminente morte della mia adoratissima pesciolina, la quale agonizza senza possibilità di salvezza già da qualche giorno. Arrivata a casa mia inaspettatamente e nemmeno particolarmente desiderata, è stata una compagna di stanza impareggiabile. Vivace, bisbetica, sempre pronta a sbranare qualsiasi cosa con voracità (tentò pure con le lumache, e fu molto delusa dell'insuccesso), sprizzava entusiasmo e voglia di vivere.Nonostante le mie attenzioni sempre crescenti, il due gennaio è stata attaccata da un parassita che non sono riuscita a sconfiggere nemmeno con due cicli di antibiotico. Debilitata dal parassita, si è trovata in pochissimi giorni devastata da una micosi che non ho saputo prontamente riconoscere, e che l'ha ridotta a quello che è ora: un pesce morente.Un tributo a lei che mi ha tenuto compagnia per quasi un anno e a cui ho dedicato più attenzioni di quante ne potessi immaginare nei confronti di un animaletto apparentemente così insignificante, e che invece mi ha insegnato tanto sui pesci e sulla mia voglia di prendermi cura di loro. Forza Celeste, ormai è finita. So che non te ne vuoi andare perché non sopporti che le lumache prendano possesso dei tuoi 25 litri, ma vedrai che ne avranno cura.