Sgosh!

ONIRICAMENTE


Abitavo con il CdM in un appartamento di un palazzo che sul retro si affacciava sul mare. Ovvero, dove finiva il marciapiede del palazzo iniziava una enorme distesa di acqua.Il CdM stava per uscire, ma avendo dimenticato di dirgli una cosa (non ricordo cosa) cominciavo una folle corsa per arrivare da lui prima che mettesse in moto la sua auto e partisse. Una corsa in stile Holly e Benji, chilometri e chilometri di sballonzolamento dei rotolini per scendere lungo le scale e raggiungere il cancello. Ansante, valutavo la distanza che mi separava da lui e pensavo che forse potevo fare a meno di dirglielo, così tornavo indietro. Sul mio pianerottolo notavo una scrivania con un portatile appoggiato. Due ragazze mi chiedevano informazioni sulle fibre solubili che assumo di solito, così io approfittavo del computer per cercare su Internet informazioni più precise. Le ragazze, dopo avermi ringraziata, se ne andavano lasciandomi sola in prossimità del mio appartamento. Nella scena successiva uscivo di casa e notavo anche un Nintendo DS sulla scrivania lì accanto. Lo rigiravo tra le mani finché non compariva il mio vicino (realmente esistente, è quello che mi appende le sue mutande alla rete comune del giardino) che ne rivendicava la proprietà. A quel punto mi chiedeva se ero stata io a cercare informazioni sul Plantalaax sul suo portatile, io mi scusavo a lungo dicendo che non avevo fatto altro sul suo pc, fino a che ad un certo punto non notavo che fuori il mare era in tempesta. L'immagine che vedevo dallla finestra del pianerottolo era talmente suggestiva che decidevo di precipitarmi a prendere la macchina fotografica.Non si sa perché, la mia borsa non era in casa, bensì appesa ad una trave che dava sul mare in burrasca. Ne estraevo la macchina fotografica, ma ahimé, un paio di chiavi finiva in acqua. Rimanevo lì, a guardare le chiavi sull'acqua, e valutavo se riprenderle o meno. Ad un certo punto, una spinta alle caviglie mi faceva cadere. L'acqua mi aveva investito in pieno alzandosi fino all'altezza del mio ginocchio. Le onde erano molto forti ed io non ero in grado di rimettermi in piedi. Pensavo "la marea si sta alzando, se non mi sbrigo ad andare via annegherò". Poi la vedevo. Era una trave enorme di legno. Era trasportata da un'onda che si stava per abbattere su di me. "Ok, sto per morire così, uccisa da una trave di legno", pensavo. La trave era ad un palmo dal mio naso.E mi sono svegliata. Direi che sì, ho bisogno di riposarmi un po'. Quindi oggi alle diciotto, finalmente, iniziano anche le mie minimini, ma meritate, ferie. Il CdM tornerà dai suoi genitori nelle lande ferraresi per un paio di giorni, per il resto ha programmato di dormire fino a lunedì 23. Se ne vedranno delle belle.