Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

Messaggi di Luglio 2005

CARA LA MIA SOTTOSCRITTA, RILEGGI IL TITOLO DEL TUO BLOG E IMPARA

Post n°102 pubblicato il 31 Luglio 2005 da ausdauer
 
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Accettando l'invito ad accompagnare l'amico Y in un locale all'aperto tra i greppi romagnoli potevo prevedere che:
* il viaggio nella sua auto sarebbe stato difficile e che sarebbero spuntanti improvvisamente indumenti puliti, indumenti usati, mutande (chissà se usate o pulite), caramelle, cibo avariato e non, resti organici non chiaramente identificati.
* c'era la probabilità che si aggregasse anche Z, che evitavo da due mesi.
* l'eventuale presenza di Z mi avrebbe innervosito a causa delle insistenti e pressanti domande e frecciatine sulla mia sparizione.
* l'eventuale presenza di un diciottenne poteva essere molesta.
* uscendo da un pomeriggio di lavoro caldo e pieno di fastidiosissimi imprevisti sarei stata "stanca e sofferente".

Non potevo invece prevedere che:
* sarei finita in un locale all'aperto al cui ingresso un cartello avvertiva "Ingresso - Preparate 11 euro".
* Z sarebbe stato il male minore in quanto il diciotenne tentacoloso avrebbe cercato di abbracciarmi più volte, nonchè di farmi ballare e fotografarmi per immortalare tutti i miei memorabili momenti di scazzo.
* nel locale in cui sono stati spesi ben 11 euri non ci sarebbe stato un solo ragazzo che avesse un principio di barba, una sola ragazzina che non assumesse volgarissime pose da donna vissuta e che non si strusciasse affannosamente con qualche nanetto capitato nel suo raggio di sculettamento e che l'età media sarebbe stata alzata notevolmente dalla sottoscritta.
* tornata a casa in stato comatoso alle due di notte in preda alla disperazione avrei dovuto cercare il mio letto sepolto da tutto ciò che avevo nei cassetti, a causa di un'avvenuta ispezione da parte di qualche sprovveduto ladruncolo, il quale ha pensato bene di rivoltarmi la stanza in cerca di chissà quali meraviglie nascoste.

E' sempre bene ricordare che se qualcosa può andar male... lo farà eccome.

 
 
 

IL GIOCO DI POLLYANNA

Post n°101 pubblicato il 29 Luglio 2005 da ausdauer
 
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Il gioco consiste nel trovare un lato positivo in tutte le situazioni negative che si propongono. Lei riuscì a trovare un lato positivo persino quando le regalarono un paio di stampelle, invece di una bella bambolina. Vediamo un po' se dopo aver trascorso un'infanzia a leggere il libro e nonostante sia ormai la presidentessa del club "Pessimismo e fastidio" ho imparato a giocare.

Situazione 1: i vari amici X, Y e Z sono tutti così presi dalla loro vita che nessuno ormai ricorda più la mia esistenza.
Lato positivo: non devo trovare da dire con X perchè sono in ritardo, non rischio la vita ogni volta che salgo in macchina con Z e non dovrei essere più accusata di tampinare il ragazzo di Y (come se ormai lo facessi di professione). Fantastico.

Situazione 2: non c'è più un solo cliente dell'albergo sopra ai 60 anni che non mi abbia chiesto almeno due volte il perchè non sono fidanzata e non mi abbia accusato di essere bugiarda o troppo esigente. Alcuni mi danno consigli, tipo quello di informarmi preventivamente sul reddito familiare del fanciullo in questione o quello di far capire che sono brava, anche se ancora non ho capito in che senso.
Lato positivo: almeno alle persone sopra i 60 anni piaccio... potrei sposarmene uno con un sacco di soldi e... che schifo, devo vomitare.

Situazione 3: mi tocca lavorare nello stesso posto in cui lavora quel *&%ç£$... ehm... quel simpatico ragazzo... non solo devo pasticciare con le sue cose, sentirne parlare di continuo, avvertire la sua presenza ovunque, addirittura mi tocca averci a che fare ogni tanto, e non posso neppure staccargli un orecchio a morsi, o dargli un calcio dove si merita, o magari ideare qualche tortura psicologica più fine perchè ho sempre i capi alle costole che mi tarpano le ali.
Lato positivo: questa è difficile, ma mi impegno. Mumble mumble... mumble mumble... mumble mumble... aiuto... ah sì, dunque... facciamo che non rischio di finire in galera? O che in caso di squadrone punitivo imminente posso sempre scaricare la colpa sulla cameriera? Bah.

Situazione 4: una signora di quasi 70 anni l'altra sera mi ha preso il viso tra le mani in un raptus e ho quasi temuto volesse baciarmi. Il suo viso in primo piano, ad una distanza che malsopporto con chiunque, la sua risata che aveva un che di diabolico e l'assillante domanda nella mia testa "che cosa vuole fare con la mia testa?". Sono traumatizzata.
Lato positivo: ... ... ... ... ... non ci riesco. Questo è troppo.... davvero.

 
 
 

SHOPPING COMPULSIVO

Post n°100 pubblicato il 27 Luglio 2005 da ausdauer
 
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Una persona demoralizzata, delusa, amareggiata e quanto altro non dovrebbe MAI andare a fare shopping in un ipermercato. Quello che poi si ritroverà in giro per casa una volta passato il momento di trance potrebbe essere scioccante.

Io sto sviluppando un discreto autocontrollo. Non ho la mania di vestirmi, forse perchè vivo nell'intima convinzione che qualsiasi cosa mi stia male.
In momenti come questo mi scopro attratta dalle cose più disparate: l'anno scorso dopo l'ennesimo disastro sentimentale mi ritrovai ad osservare con interesse frigoriferi, lavatrici e forni a microonde. E ne rimasi seriamente sconcertata.

Oggi mi sono sorpresa più di una volta a cercare il reparto della Kinder e delle loverie: c'erano persino le Ritter allo yogurt alla frutta in supersconto, ma io no, stoicamente ho resistito e ho ripiegato su un piccolo e semplice Happy Hippo.

Sono riuscita a reprimere anche il malsano impulso di impossessarmi di un paio di orecchini con appesa un'ingombrante farfallina multicolore. Sarebbe stato veramente un acquisto infelice.

Giunta al reparto libri poi ho lottato duramente e con tutta me stessa contro l'acquisto dell'edizione economica del libro "Diario di una ninfomane".

C'è anche da dire che in questo periodo io subisco sempre il fascino del materiale per la scuola. Tutto quell'odore di cancelleria mi dà alla testa: ai tempi della scuola nell'astuccio non tenevo niente, ma a stento resisto alle maxi confezioni di penne e provo un'attrazione fortissima verso i blocchi di fogli a quadretti o a righe. Mi sono trattenuta con una forza di volontà che non credevo mi appartenesse (o almeno non ora).

Ci sono stati momenti in cui il DVD di "Winnie the Pooh e gli efelanti" mi è sembrato l'unica via di uscita a tutto questo dolore che mi attorciglia i pensieri, ma ho resistito ancora.

Ma alla fine l'eroina è caduta in battaglia anche stavolta. Il bagnoschiuma con tanto di crema per il corpo ALLE FRAGOLINE DI BOSCO è finito nella mia sportina. E' incredibile come in certi momenti alcuni acquisti sembrino così inevitabili.

Dico io, ci sono 30 gradi, con un 87% di umidità: ho seriamente pensato che cospargermi di repellente appiccicaticcio fosse l'unica soluzione ai miei problemi?

Però mi piace. Eccome se mi piace. E in fondo mi è andata meglio di quella volta che mi sono innamorata perdutamente di due melanzane. Lì si rischiava davvero il ricovero.

 
 
 

C'ERA UNA VOLTA - parte II (l'assurdo dilaga)

Post n°99 pubblicato il 25 Luglio 2005 da ausdauer
 
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E’ proprio vero che al mondo non bisogna mai smettere di sorprendersi, ma qui si sta esagerando. Facciamo un passo indietro.

C’era una volta Fagotto, neopupillo dell’Uomo-ombra dell’Amica Y e presentato alla signorina in questione un lontano sabato sera di fine maggio. A un mese di distanza c’era stata una seconda uscita a quattro, terminata con lo scambio dei rispettivi numeri di telefono (più per coercizione autoimposta che per altro a dire il vero).

Un paio di battute via sms e bisogna ammetterlo che non ha lasciato molto spazio all’immaginazione. Il messaggio è stato chiaro fin da subito e leggere tra le righe è stato fin troppo semplice.

Sembri carina e intelligente, perché non unire subito i nostri corpi nell’estasi suprema che è propria dell’idillio dell'amore?

No, grazie.

Sono due parole molto difficili da incassare. Nelle menti malate nasce il sospetto che sotto sotto ci sia un nugolo di valori e principi morali da scardinare, così che parte la sonda per scandagliare i fondali fatti di precetti da monastero e recuperare chissà quali altri ordigni libidinosi pronti ad esplodere se non disinnescati dall’esperto di turno.

Ma quali valori e quali principi morali? Dobbiamo tutti aver voglia di accoppiarci con il primo che passa? Dobbiamo per forza tutti quanti sottostare al bisogno di trasgressione che appartiene alla specie per copulare in libertà sempre e comunque?

Che palle. Che banalità. Non mi va, punto. E non certo perché mio cugino quando avevo 13 anni me l’ha fatto vedere e da allora sono traumatizzata.

Comunque abbiamo chiarito la divergenza di intenti e cordialmente ci siamo salutati.

A distanza di due settimane mi giunge notizia dell’epilogo.

Fagotto va dall’uomo-ombra e confessa il due di picche ricevuto. Ma la prende con filosofia. “Con me è andata male, fattela tu che tanto secondo me ci sta. Anzi, secondo me esce con voi proprio per provarci con te."

CO-CO-COOOOOOOSA??????

Ma questa è una generazione fallata… completamente… Che idea mi posso fare io dell’universo maschile se mi vengono offerti esempi così deprimenti?

Forse in giro c'è anche qualche esemplare decente, ma è chiaro ormai che si tengono a debita distanza.

Basta. Basta. Basta.


I swore I'd never feel like this again
But you're so selfish
You don't see what you're doing to me
I keep on looking through the window again
No I'm not sorry if I do detest you

 
 
 

C'ERA UNA VOLTA...

Post n°98 pubblicato il 24 Luglio 2005 da ausdauer
 
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Il ragazzo e la ragazza si incontrano di nuovo dopo 6 lunghi mesi di silenzio. Nonostante gli spiacevoli eventi occorsi nei due anni precedenti l’incontro è sorprendentemente gradevole. Lui però è di nuovo fidanzato. Lei è come sempre single.

Vedendosi ogni giorno i ragazzi si accorgono che c’è ancora un innegabile feeling. Lui lavora molto e ha soltanto un’ora libera durante il giorno: dopo qualche titubanza (di lei) i due decidono di incontrarsi clandestinamente durante la sua ora d’aria. Sono tante le parole che volano, lui non fa mistero del suo persistente interessamento, mentre lei è restia: detesta i sotterfugi, ma è anche resa vulnerabile da sentimenti incomprensibili. Entrambi sembrano convinti che se l’attrazione ha resistito indenne agli anni, agli avvenimenti avversi e a tutto ciò che inevitabilmente li ha divisi non può essere soppressa in maniera così indolore. Sono state tante le battaglie perse in questo frangente, le cose sbagliate sono state anche troppe e i sentimenti si ingarbugliano da tempo ormai immemorabile.

La situazione sembra senza via d’uscita, un tunnel nebuloso dal quale da tre anni i due ragazzi non riescono ad uscire. Poi improvvisamente accade che…

Finale 1: il ragazzo lascia la sua ragazza e l’amore tra i due finalmente trionfa tra mille petali di rosa.

Finale 2: il ragazzo lascia la pseudo-amante e torna convinto e risoluto dalla sua ragazza, consapevole che ha perso qualcosa ma che ha preso la decisione giusta per tutti quanti.

Finale 3: il ragazzo silura la pseudo-amante con un “lavoro troppo, sono stressato e non ce la faccio a sopportare tutto questo” e poi si scopre che in realtà si è tenuto la ragazza e il suo tempo libero diurno lo trascorre con la nuova cameriera venuta dall’est.

Che ognuno si scelga il suo finale e la sua morale, io ancora devo finire di vomitare.


Ogni riferimento a persone, cose e fatti realmente accaduti facciamo finta che sia puramente casuale.

 
 
 
 
 

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Data di creazione: 02/03/2005
 

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