RAGGI DI STELLE...

l'albergo delle donne tristi.bugie.


è trascorsa ormai. una notte difficile. enigmatica per certi versi. illuminante per altri. andiamo con ordine.è mezzanotte e qualcosa. mando un sms. aspetto risposta, pensando all'Otello di Shakespeare ed al libro di Marcela Serrano, L'albergo delle donne tristi. ieri sono quasi arrivata alla conclusione del libro, sempre più coinvolta, sempre più stimolata a riflessoni anche dolorose..... mi chiedo, mentre leggo, se l'autrice abbia affrontato l'argomento amore-paura-delusione-scelta di solitudine per esperienza personale o per toccare le corde più impalpabili della sofferenza delle donne di fronte a tale realtà.non riesco ancora a capirlo. ancora non capisco se Floreana, protagonista del libro, si è innamorata davvero, oppure, ha semplicemente preso coscienza dell'impossibilità di indossare la castità come si indossa un abito pesante, utile in inverno, insopportabile d'estate. la sera scorre tra foto di qualche tempo fa, il libro, la musica. sono tranquilla. canticchio anche. fino a quando i pensieri più ingombranti fanno capolino prepotentemente nella mia serenità.e così mi ritrovo ad aspettare risposta all'sms. mi appisolo. all'una e mezza mi sveglio, di colpo, agitata, sudata. mi sento oggettivamente male. nessuna risposta. ed inizia il tango dell'angoscia. un vortice di immagini, ricordi, ferite che si riaprono di colpo e dalle quali sgorga dolore come sangue. mi accade proprio ciò che accade a Floreana nel libro. qualcosa riapre cassetti che avevamo gettato più lontano possibile per non ricordarne neanche l'esistenza.prendo il cellulare e chiamo. un telefono, l'altro. e intanto mi accorgo che piango. disperata. penso che si ripete ancora. " ecco, sono un'ingenua. destinata ad esser trattata così. " mentre una vocina, timida, mi sussurra che non è la stessa cosa di sempre. ma piango. piango finchè non arriva risposta. e scivola via un fiume di lacrime. le lacrime che per anni ho chiuso in me. ma senza accorgemene. per proteggermi dai miei dolori. gli parlo e mi sento un'idiota. insicura ed idiota.ma lui capisce anche se rimane un pò basito. senza parole anche.ripenso. ricordo con uno slancio di spontaneità. ami avrei potuto farlo volontariamente. sarebbe stato come prendere una lama tagliente e trafiggermi.e rivedo il primo. tradito perchè a 15 anni non pensavo proprio di andare a letto con lui...come fece invece la francesina in vacanza. ed anche la confesisone qualche tempo dopo per avere il perdono.poi l'altro. 19 anni. andai contro tutti per lui. mi mentiva. per andare a ballare senza me. per uscire senza me. LE DONNO SONO INGOMBRANTI. mi tradì persino con una conosciuta in chat, che ad un incontro lo intrigò per la caviglia sottile ornata da un tacco vertiginoso. altri ed altri. una persona che stimavo mi mentì per fare sport con una ex...il venerdì mentre io lo aspettavo, a novembre, sotto casa.infine il mio ultimo ex. che giustificava le bugie perchè io esplodevo in pianti. non potevo sopportare che tutte le sue ex lo cercassero. le cene con loro. le uscite con loro. i regali sparsi per casa. non vidi mai una mia foto tra le sue mani. nei suoi libri c'erano però foto di un'altra, con cui si scriveva un diario. e le uscite in moto che voleva fare da solo. le vacanze estive: io a lavorare...lui in partenza in moto..dopo che aveva promesso di starmi vicino ad agosto....ero sola a roma. e tanto altro.e stanotte è riaffiorato tutto ciò . tutto ciò per cui non avevo pianto il mio lutto. e non per il dispiacere ma per me stessa. non avevo lasciato spazio alla pena per me stessa. dovevo compiangermi stanotte per capire che non tutti gli uomini sono così. che c'è chi non vuole ferirmi. dovevo piangere i miei lutti passati, sentire finalmente una sensazione di disapprovazione e condanna verso di loro e ciò che mi hanno fatto passare. per anni avevo dato la colpa al mio modo di essere. dopo stanotte, ho visto. ho visto che non posso vivere con le paure per colpa di qualche uomo egoista e bugiardo. non posso rovinare qualcosa di bello per un passato bugiardo.ho capito che voglio credere, credere nell'amore. nella lealtà di chi mi guarda negli occhi senza ombre di bugie. senza veli di menzogne ed omissioni.stanotte ho chiuso la mia valigia, per andar via dall'albergo delle donne tristi.il mio soggiorno lì mi ha consentito di affrontare le mal celate ferite. di guardare la vera natura delle bugie dette. di capire di voler CREDERE. di voler VIVERE, legittimare le mie emozioni fragili ed intense. ho camminato a lungo per le colline che Marcela Serrano descrive. ho potuto distinguere la pioggia dalle lacrime. ho asciugato le lacrime.oggi chiudo con tutto il passato oscuro e intriso di menzogne, e ricomincio. dall'albergo delle donne tristi, esco più leggera e forse più coraggiosa.