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Un blog creato da babalooba il 29/12/2005

La passione del vino

Vini italiani

 
 

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Un buon moscato per le feste

Post n°14 pubblicato il 04 Novembre 2006 da babalooba

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MOSCATO D’ASTI DOCG
(denominazione di origine controllata e garantita) Il Moscato d’Asti è un eccellente vino già largamente diffuso presso i Greci ed i Romani per le loro libagioni: Il Muscatellum. Viene prodotto nel quadrilatero d’eccellenza del Moscato d’Asti tra i Comuni di Nizza Monferrato, Canelli, Castiglione Tinella e Calosso, ed è tutelato dal marchio DOCG.
È un vino unico, a fermentazione naturale ottenuto da un’accurata vinificazione, che tutto il Mondo ci invidia. I
sentori delle erbe aromatiche che crescono spontaneamente nel vigneto ed i peschi di vigna ne conferiscono un profumo intenso ed armonioso, con note di coda di fiori di tiglio, di pesca e di albicocca. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati viene prodotto in quantità limitata da un vitigno messo a dimora nel 1983. Viene imbottigliato in eleganti champagnotte, a tappo raso.
È di sapore delicato ma intenso, ad effervescenza naturale, caldo ed armonioso, con giusta acidità, è perfetto come tradizione per celebrare una festa o come “dulcis in fundo” al termine di una cena. Può essere anche vissuto come un modo di bere giovane, moderno e leggero per rendere piacevole ogni momento. Particolarmente prelibato l’accostamento con le ostriche crude o con risotti anche ai frutti di mare. Come servire: va servito preferibilmente in calici
non molto allungati ed ampi alla base ad una temperatura di 8 - 10 gradi. Abbinamenti ideali: pasticceria secca, dolci a pasta poco lievitata meglio se a base di frutta, eccellente con i classici panettoni e pandoro.

 
 
 

Informazioni utili

Post n°13 pubblicato il 21 Aprile 2006 da babalooba
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BOTTI IN LEGNO - PREPARAZIONE DELLA BOTTE AL CONTENIMENTO DEL VINO
 

I piccoli recipienti, frequentemente sottoposti a tostatura, sono già pronti al contenimento del vino. Basta un lavaggio con acqua per togliere polvere e residui di lavorazione; infatti, essendo ricercata una abbondante cessione da parte del contenitore, sarebbe dannoso procedere ad “abbonamenti” che riducono tali cessioni.

Negli altri casi, soprattutto quando la botte deve ospitare vini già molto tannici, destinati ad un lungo invecchiamento, occorre procedere prima all’abbonimento e, poi, all’avvinamento. Per legni eccessivamente tannici e molto porosi, come il castagno, può essere necessaria la paraffinatura.

Qualora la percentuale di botti nuove rispetto a quelle già utilizzate sia minima, si può ovviare all’abbonimento limitando il tempo di contatto con il legno nuovo e completando l’invecchiamento in contenitori già usati.

abbonimento

Consiste nel costringere le superfici interne del contenitore in legno a cedere parte delle sostanze estrattive più disponibili, per evitarne un eccessivo e dannoso passaggio al vino.

I metodi di abbonimento impiegati e l’intensità degli interventi sono condizionati soprattutto dalle caratteristiche dei vini destinati a tale botte. Ad esempio per il “Barolo” ed il “Barbaresco” non sono pochi i produttori che preferiscono botti già usate, in quanto meno propense a cedere i polifenoli. È quindi ovvio che, in questi casi, gli interventi di abbonimento sulle botti nuove vengono eseguiti sempre e con particolare cura. 

AVVINAMENTO

Rappresenta la verifica pratica delle potenzialità del contenitore a cedere ulteriori tannini che, se ancora in eccesso, potrebbero compromettere la qualità del vino. Si attua immettendo vino sano non da invecchiare, sul quale vengono effettuati ripetuti controlli organolettici, per travasarlo in tempo prima che il gusto “di legno” sia diventato eccessivo. Ottima la soluzione di far fermentare mosto o pigiato. 

 
 
 

Bianco de custoza

Post n°12 pubblicato il 08 Marzo 2006 da babalooba
Foto di babalooba



ZONE DI PRODUZIONE
La zona di produzione del "Bianco di Custoza D.O.C." coincide con la parte meridionale di quella delimitata per il "Bardolino D.O.C." e comprende, Tutto o in parte, il territorio dei comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Castelnuovo Veronese, Sona, Bussolengo, Pastrengo, Lazise.
Il terreno è prevalentemente morenico con tipici depositi sassosi ben levigati. Il clima è mite e di media piovosita'.
Custoza, frazione di Villafranca, dà il suo nome al celebre vino bianco della zona,ed era un'antica "stazione di guardia e custodia" che controllava dall'alto delle sue colline i passaggi nella "via Postumia".


UVE

Concorrono alla produzione del "Bianco di Custoza D.O.C." le seguenti varieta' di vitigni: Trebbiano 20-45%, Garganega 20-40%, Tocai (Trebbianello) 5-30%, Cortese (Bianca Fernanda), Malvasia, Rieseling, Pinot bianco e Chardonnay (da soli o congiunti) 20-30%. Sono idonei alla produzione solo i vigneti collinari e pede-collinari esposti a sud e sud-ovest ed i territori morenici di natura prevalentemente calcarea, ghiaioso-sabbiosa, con esclusione dei terreni umidi.
La resa massima delle uve non deve essere superiore a 150 q.li per ettaro di vigneto a coltura specializzata.
La resa massima del vino ammessa è del 65%.
Le uve ammesse alla vinificazione devono assicurare al vino "Bianco di Custoza D.O.C." una gradazione minima complessiva di 9,5°.TrebbianoGarganega


CARATTERISTICHE DEL BIANCO DI CUSTOZA
Colore: giallo paglierino.
Profumo: vinoso molto profumato, leggermente aromatico.
Sapore: sapido, morbido, delicato, di giusto corpo, leggermente amarognolo.
Gradazione alcolica minima: 11°.

La denominazione "Bianco di Custoza D.O.C." puo' essere utilizzata per designare il vino spumante naturale che deriva dalla spumantizzazione del Bianco di Custoza.


MODALITA' DI SERVIZIO
Stappare la bottiglia al momento. Servire a 10°C.


PERIODO MASSIMO RENDIMENTO GUSTATIVO
Da uno a due anni. Maturazione ottimale un anno.


ACCOSTAMENTI
Il "Bianco di Custoza" è considerato per il profumo ed il sapore un ottimo aperitivo e anche vino da "tutto pasto", viene soprattutto segnalato per:antipasti magri, primi piatti di vario tipo, specialmente con i tortellini, pesci, bolliti, grigliate miste, arrosti, dolci e dessert anche nella versione "Spumante naturale".

 
 
 

Un grande vino veneto:il bardolino

Post n°11 pubblicato il 01 Marzo 2006 da babalooba
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BARDOLINO



ZONE DI PRODUZIONE DEL BARDOLINO DOC
La zona di produzione del "Bardolino D.O.C. Classico" comprende tutto il territorio dei comuni di Bardolino e Garda e in parte quello di Lazise, Cavaion Veronese, Costermano ed Affi.
Quella del "Bardolino D.O.C." (determinata nel 1968) in tutto o in parte il territorio dei comuni di Torri del Benaco, Caprino Veronese, Rivoli, Pastrengo, Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Sommacampagna e Valeggio sul Mincio.
Il terreno è quasi esclusivamente di natura morenica ed in parte fluvio-glaciale.


UVE
Il terreno delle colline moreniche della zona Gardesano-veronese,zona del Bardolino DOC,  ha una particolare attitudine viticola. Il clima dolce, dai miti inverni e dalle temperate estati, costituisce un determinante fattore nella positiva caratterizzazione delle uve e del vino che ne deriva.
Le principali varieta' dei tradizionali vitigni che concorrono alla qualificata produzione del "Bardolino D.O.C." sono quelle delle uve Corvina (35-65%), Rondinella (10-40%), Molinara (10-20%) e Negrara (fino al 10%).RondinellaPossono concorrere alla sua produzione anche uve provenienti dai vitigni Rossignola (rosetta), Barbera, Sangiovese e Garganega, da sole o congiuntamente, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.
La produzione massima delle uve, per ettaro, non deve superare i 130 q.li e la resa in vino non puo' risultare maggiore di 70 litri per 100 chilogrammi d'uva.Corvina



CARATTERISTICHE DEL BARDOLINO
Dalle zone delimitate e con i vitigni prescritti possiamo avere i seguenti vini:

  • Bardolino D.O.C. Classico
  • Bardolino D.O.C.
  • Bardolino D.O.C. Superiore
  • Bardolino D.O.C. Chiaretto
  • Bardolino D.O.C. Chiaretto Spumante
  • Bardolino D.O.C. Novello
Il disciplinare di produzione del vino "Bardolino DOC" stabilisce le seguenti caratteristiche organolettiche:

Colore: rosso rubino chiaro tendente a volte al cerasuolo che si trasforma in granato con l'invecchiamento; oppure al rosa nel tipo Chiaretto.
Profumo: vinoso, con leggero profumo delicato.
Sapore: asciutto, sapido, leggermente amarognolo, armonico, sottile, talvolta leggermente frizzante.

L'aggettivo "Superiore" è consentito qualora il vino immesso al consumo, abbia una gradazione alcolica complessiva minima di 11,5% in vol. e abbia un periodo di invecchiamento di almeno un anno a decorrere dal 1 novembre dell'annata di produzione.
Il "Bardolino Chiaretto" viene ottenuto con la vinificazione in "rosa" delle uve(con minima macerazione delle bucce).
Il "bardolino D.O.C. Chiaretto" spumantizzato con metodi a fermentazione naturale puo' essere designato "Spumante Brut".
Il "Bardolino" imbottigliato entro il 31 dicembre dell'annata di produzione delle uve aventi le caratteristiche del disciplinare puo' designarsi "Novello".; il vino che ne deriva manifesta un elegante e vivace colore rubino mediamente intenso, un odore spiccatamente fruttato, fragrante, che ricorda il lampone, la fragola e la marasca. Il sapore, delicatamente vellutato, è fresco e sapido, armonico, appetibile e molto gradevole.
Per queste sue specifiche qualita' è ritenuto uno dei "novelli" piu' prestigiosi e rappresentativi dell'enologia italiana.

 
 
 

Nero D'Avola "3 bicchieri gambero rosso"

Post n°10 pubblicato il 28 Febbraio 2006 da babalooba
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 Don Antonio 2003 Morgante lt. 0,75
[V011] Etichetta Vino: Don Antonio Morgante

Uva:  100% Nero d’Avola

Zona Di Produzione:  Grotte - Agrigento

Altitudine Dei Vigneti:  450/550 Metri S.L.M.

Tipologia Terreni:  Calcarei Di Colore Bianco Con Frazioni Di Argilla

Sistema Di Allevamento:  Guyot E Cordone Speronato

Densità Dei Ceppi:  3.500 Ceppi Per Ettaro

Produzioni Per Ettaro:  40 Quintali

Resa Di Uva In Vino:  65%

Anno Di Impianto:  1970/1975

Epoca Di Vendemmia:  Seconda Metà Di Settembre

Temperatura Di Fermentazione:  29 C°

Sistema Di Vinificazione:  Macerazione Di 20 Giorni Sulle Bucce In Serbatoi D’acciaio Inox

Fermentazione Malolattica:  In Serbatoi  D’ Acciaio Inox.

Periodo Di Maturazione:  12 Mesi In Barriques Nuove Da 225 Litri Di Allier E Troncaise

Affinamento In Bottiglia: 7 - 8  Mesi

Gradazione Alcolica:  14,00 % Vol.

Acidità Totale:  5,20 Gr./ Lt.

Ph:  3,60

Estratto Secco:  36,00

Prima Annata Di Produzione: 1998

Produzione Annua Bottiglie:  35.000

Confezione: Bottiglia Bordolese Tipo Europea In Scatole Coricate Di Cartone O Di Legno Da 6 Bottiglie, Bottiglia Magnum Da 1,5 Lt. E Doppia Magnum Da 3,0 Lt In Scatola Di Legno.

Scheda Organolettica: Concentratissimo Colore Rosso Rubino Carico, Ancora Purpureo Sull’unghia, Offre Ampi Profumi  Che Spaziano Tra Il Fruttato Maturo Di Ciliegia, La Rosa Le Spezie Dolci, La Liquirizia E Il Cacao.

In Bocca È Ampio E Vellutato, Risultando Allo Stesso Tempo Potente E Di Lunghissima Persistenza.

Tipo Di Bicchiere Consigliato: Bicchiere Di Cristallo Molto Ampio.

Temperatura Di Servizio: 18 – 20 ° C.

Abbinamento: Formaggi Stagionati Importanti, Grandi Arrosti Di Carni Rossa O Brasati Di Selvaggina Da

 
 
 

Il primitivo di Manduria

Post n°9 pubblicato il 28 Febbraio 2006 da babalooba
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Vino rosso prodotto in una vasta area della zona provincia di Taranto (il territorio di Taranto e gran parte dei suoi comuni ad est del capoluogo) e in 3 comuni della provincia di Brindisi: Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. Si ottiene da uve del vitigno Primitivo e come recita il DPR del 30/10/1974, che ne riconosce la sua DOC,  deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore rosso tendente al violaceo ed all'arancione con l'invecchiamento, aroma leggero caratteristico, sapore gradevole, pieno, armonico, tendente al vellutato con l'invecchiamento. 
Del Primitivo di Manduria è prodotto dal solo vitigno “primitivo” e sono previste le seguenti preparazioni:
Rosso: colore violaceo, sapore pieno e gradevole che diventa vellutato col tempo, gradazione minima 14°; si abbina ad arrosti di carni rosse, grigliate di carni, pastasciutte al ragù, zuppe corpose e selvaggina, formaggi stagionati. Si beve in un tulipano panciuto alla temperatura di 18/22°.
Dolce naturale, liquoroso dolce naturale e liquoroso secco, sono tre preparazioni consigliate per il fine pasto, su dolci a base di frutta, dessert, torte e pasticcini. Hanno rispettivamente una gradazione minima di 16°, 17,5° e 18° e vantano un invecchiamento di almeno due anni. Per il bicchiere ci si deve servire di uno da dessert.

 

 
 
 

L'aglianico del vulture

Post n°8 pubblicato il 13 Febbraio 2006 da babalooba
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Un grande vino rosso,forse conosciuto più al sud,ma credetemi,accompagna le carni rosse in maniera eccellente

Vitigno:Aglianico.
Zona di Produzione
:Uve selezionate provenienti da vignieti della regione nord Basilicata.
Vendemmia: III/IV settimana di ottobre.
Vinificazione: Fermentazione per 10-15 giorni a temperatura controllata.Invecchiamento: In botti di acciaio ed imbottigliamento nell'anno successivo.
Gradazione alcolica
: 12% Vol. Profumo: Vinoso, fresco con sentori di fruttato. Colore:Rosso Rubino.Sapore:Asciutto,sapido,armonico, giustamente tannico.Abbinamenti:Arrosto,selvaggina, formaggi,cucina quotidiana.Degustazione: Servire a 12/14°C.

 
 
 

Il salice salentino

Post n°7 pubblicato il 19 Gennaio 2006 da babalooba
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Ho scoperto da non molto un grande vino rosso,il salice salentino.In particolare la riserva rosso 2002 è veramente speciale.Lo consiglio a tutti per una cena a base di arrosto.Si produce............

a nord di Lecce, zona di vigneti e uliveti, in cui sono sparse masserie e antiche torri di vedetta. Il Salice Salentino, rosso e rosato, viene prodotto per massima parte con le uve dei vitigni Negroamaro e rappresenta, sin dal VI secolo a.C. un’antica produzione dell'area meridionale della Puglia. La Doc ricade nella zona jonico-salentina, coprendo le province di Brindisi e Lecce, un'area a secolare tradizione viticola. Il Salice Salentino Doc esiste nelle versioni Rosso, Rosato, Bianco, Pinot Bianco, Aleatico Dolce e Aleatico Liquoroso dolce.


Come si consuma
Si tratta di un vino da pasto che nella tipologia Bianco viene servito con primi piatti di pasta e riso, verdure e pesce in calici ampi che si restringono verso l’alto a una temperatura di servizio di 10-12°C. Il Rosso si accompagna bene con preparazioni molto -strutturate e carni rosse. Va degustato in calici allungati ad una temperatura di 18°C. Il Rosato invece può essere abbinato a salumi piccanti, primi piatti con sughi leggeri, carni di maiale e agnello al forno o in umido, spezzatini di vitello con verdure, frittate campagnole, formaggi ovini freschi e si degusta in calici ampi e aperti a una temperatura di 12-14°C. Le versioni Dolci e Pinot Bianco si abbinano a dessert o a dolci tipici del periodo natalizio serviti in calici piccoli.


Come si conserva
Le regole per una corretta conservazione di questo vino sono poche: le bottiglie vanno tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni; devono essere conservate al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.


Come si produce
Il metodo di produzione del Salice Salentino Doc prevede per il Rosso la pigiatura delle uve, poi messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia. Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto e, dopo l’invecchiamento e l’affinamento, il vino viene stabilizzato e imbottigliato. Il metodo di produzione dei bianchi, invece, è un processo molto più delicato, dato che il vino bianco è facilmente soggetto ad alterazioni microbiche e a fermentazioni anomale. La fermentazione avviene lontano dalle bucce, che potrebbero compromettere il colore del vino. I rosati vengono ottenuti con una fermentazione di uve rosse, senza macerazione delle vinacce. Le versioni Aleatico invece si producono con uve stramature, appassite e diraspate, pigiate e fermentate naturalmente; inoltre, per la tipologia liquorosa la fermentazione viene arrestata (mutizzata) con l’aggiunta di alcol e il prodotto viene invecchiato. Lo spumante infine si ottiene per rifermentazione del vino secco a cui viene aggiunto un certo quantitativo di zucchero o nella rifermentazione dello zucchero naturale presente in un mosto semifermentato. La pressatura delle uve intere deve essere soffice e la vinificazione deve avvenire in bianco.

 
 
 

IL vino rosso fa bene al cuore(in piccole quantità)

Post n°6 pubblicato il 13 Gennaio 2006 da babalooba
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Da sempre, nella tradizione popolare, non solo italiana, si sentiva ripetere il detto: "buon vino fa buon sangue". Non c'era, ovviamente, nulla di scientifico in questa affermazione, ma tanti i sono i casi in cui le credenze comuni ritrovano poi precise attestazioni.
Tutto e' iniziato, qualche anno fa, con il rendere noto in tutto il mondo il famoso "Paradosso francese".

In pratica si tratto' di una ricerca su vasta scala, guidata dal prof. Serge Renaud, che dimostro' come, pur in presenza di una popolazione che assumeva quotidianamente cibi molto ricchi di grassi animali, notoriamente i piu' pericolosi per il nostro organismo, ma nel contempo abituale consumatrice di vini, rossi in particolare, si registrava al contrario una incidenza inferiore alla media mondiale di malattie legate al sistema cardiocircolatorio. Questo primo studio incuriosi' notevolmente medici, dietologi ed esperti di tutto il mondo, contribuendo di fatto ad un incremento notevole ed ancora in piena evoluzione delle ricerche specifiche.
Inizio' anche a farsi largo una minore tendenza, caratteristica della classe medica, a censurare totalmente il consumo di vino, accusato soprattutto, per il suo contenuto alcolico, di creare dipendenza come le droghe e di causare gravi danni epatici e fisiologici in generale. Inoltre il vino era considerato off limits anche in tutte le diete ipocaloriche, giudizio che ultimamente si e' molto attenuato.

 
 
 

BAROLO

Post n°5 pubblicato il 09 Gennaio 2006 da babalooba
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 Il Barolo è apprezzato per la cultura, la tradizione e il duro lavoro che ha in sè: grazie all'alta qualità, questo prodotto mantiene la presenza sul mercato, ottiene ulteriori consensi e riscuote conferme d'immagine oltre che di gradimento in campo nazionale ed internazionale. Prodotto a sud-ovest di Alba, su un territorio dalla dolci colline, ripide di tanto in tanto, il Barolo è un vino dalle singolari e preziose caratteristiche determinate dal complesso profilo geologico della zona. Oggi quella del Barolo è la denominazione italiana di maggior pregio e i due castelli che hanno visto la sua nascita, quello dei Marchesi di Barolo, e quello del conte di Cavour, sono sedi di importanti enoteche.

Il vitigno del Barolo L'uva - l'uva è quella prodotta dal vitigno Nebbiolo. Sono autorizzate le sottovarietà Lampia, Michet e Rosè.
Matura tardivamente verso la fine di ottobre. I grappoli sono di colore blu intenso, tendono al grigio per l'abbondante cera che riveste gli acini. La loro forma è allungata, piramidale, con acini piccoli, sferici e dalla buccia consistente. Il vitigno - vigoroso e dal rapido accrescimento. Necessita per questo di criteri particolari di potatura. Le foglie sono di media grandezza, trilobate o anche pentalobate. La produzione è buona, anche se talvolta incostante in relazione delle annate e delle sottovarietà. La vinificazione - avviene con una adeguata macerazione. Ultimato il processo di trasformazione, il vino necessita di invecchiamento.

 
 
 
 

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il 30/08/2010 alle 11:13
 
lo vedi ogni tanto anche i vip fanno qualcosa di buono,ciao...
Inviato da: belladimammasua
il 13/08/2010 alle 13:13
 
ciao anche quelli che hai nominato sono dei signori vini
Inviato da: babalooba
il 23/07/2010 alle 09:55
 
...cavolo...!!tutti vini molto buoni....alcuni li ho...
Inviato da: doncialis
il 29/03/2010 alle 14:51
 
rhodogenesis, bracer, cheap generic levitra dwang,...
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:29
 
 

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