Vorrei non piovesse più. Ho umida l’anima, da quella sera. Da quella data non c’è stato plenilunio senza pioggia.faccio di tutto per evitare di prendere un ombrello, convincendomi che oggi no, forse non pioverà. Ma oggi è piovuto, il cielo s’è oscurato e io ero seduta lì, proprio come quella volta, seduta alla scrivania. Con il cuore in gola. La paura tra le dita. Non capivo il perché.Tuoni e rumori. Inaccettabili. Follia del cielo che si appresta a un’altra luna piena. Insopportabile dolore.Cosa mi è successo.. io questo non so dirlo.. per un attimo era notte, per un attimo ho pianto tutte le lacrime che non piansi quel giorno. Troppo reale per non sembrare vero. Mi chiedo se anche tu non abbia percepito l’infame somiglianza, l’incredibile uguaglianza di un giorno tornato a graffiarmi l’anima. Mi chiedo se non hai sentito nei miei singhiozzi l’urlo del mio cuore tramutato in inoffensiva voce quando oggi, chiusa in bagno ti ho chiesto “Ma come mi hai ridotto?”…E forse il bagno era l’unico posto dove il rumore di un tuono si attutisce, dove non ci sono finestre, dove non serve accendere la luce nel mezzo di un giorno plumbeo, dove tiri uno sciacquone e pensi che l’acqua, non sia quella che lava i vetri là fuori.Poi ripenso alle cose belle…alla lotta che con Brivido portiamo avanti, a Acqua che mi chiama solo per farmi sentire le onde del mare…. e mi basta un solo ritorno d’onda per essere certa che è lui. Un attimo che dura in eterno. I secondi che lo compongono sono uno o milioni, quel che conta, è che ancora riecheggia nelle mie orecchie. Il mare mi ricorda chi sono, chi siamo…e ogni ritrarsi al suo interno dura per quanto deve durare. Dopo, torna. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, diceva Shakespeare. Noi no.Noi siamo fatti della stessa sostanza del mare.Bally.