ballo lento

Post N° 115


Lui sa stringere i tuoi capelli, uno per uno. Sa insinuarsi nel tuo volto già mentre lo scruti dalla finestra. Una carezza che  schiaffeggia rami di un mondo che sembra immobile, solo perché non si muove, mai. Il vento ha le sue nuvole ad accompagnarlo, ha il grigiore nei capelli e la sabbia d’estate in aria. Aria è la sua anima, impalpabile danza di foglie che entrano nel tuo spazio mentre zitta, apri la porta. In silenzio odi il canto suo perché se è lì, accanto a te, è perché ha voglia di parlare. E tu devi ascoltarlo. Affidi a lui i tuoi pensieri sperando arrivino, dove vuoi farli arrivare. Luna o sole l’accompagnano, notti senza stelle, cielo che corre, chissà dove va.E tu rimani in ascolto.Ho sempre amato il vento. E so che quando smette di parlare, il cielo è pronto ad ascoltare anche te. E ascolta lanciando lacrime o sassi di gelosia, di rabbia ghiacciata, sulla serranda, sul selciato. Scende e non sai più dove arriveranno quelle schegge d’acqua impazzita.Ma negli ultimi tempi , la pioggia aveva lasciato in me il ricordo amaro di quella sera. Violenza di tuoni lungo la schiena, a ridermi contro. Fino a questa notte. Ululava gemendo il vento di un novembre che non ho saputo sentire, sulla pelle. Così, mi svegliavo. Sono rimasta a sentirlo e ad aspettare l’arrivo di lei, donna dell’acqua. Ma con grande sorpresa, lei non giungeva. E d’un tratto ho sentito la sua mancanza, mentre silenziosamente, ricordavo quel che lei è sempre stata per me. Confidente di segreti, possessione di misteri, a lei davo il mio dolore affinché sciogliesse le lacrime, a lei davo le mie gioie coccolandomi nel calore di un letto, a lei davo il mio amore affinché rimanesse intatto, e intoccabile dall’umano pensiero. Eterno. Ho riscoperto quanto avrei voluto, in quel momento, le mani dell’adorata madre di tutte le creature, e l’ho desiderata. E quando la mattina l’ha vista arrivare, tuonare, violentare il passaggio del mondo in un attimo fotografato di irripetibile unicità dove tutti avremmo fatto  o pensato qualcosa che difficilmente potremo rifare e pensare domani stesso,  l’ho salutata con gioia.Si dice che la pioggia venga direttamente dalla Luna. Non so se crederci, ma mi piace pensarlo e mi piace riabbracciarla.Solo una cosa adesso mi manca davvero, ora che ho rivissuto e rielaborato tutto, ora che ho superato tutto. L’incontro con il grande padre, con colui che da vita al mio essere viva, con colui che assorbe per darmi, che spinge nel dolore le mie ferite e le lava, bruciando, ma le purifica, curando. Con il più grande amore della mia vita, quello che resterà per sempre inspiegabile, e al tempo stesso, essenziale. Il mare.Dolce notte ballerini del mio cuore, Bally.