ballo lento

Post N° 122


Prima che me lo chiediate, no. Nessuno dei due, né io né lui siamo andati ieri alla cena. Ma oggi ho un altro problema. Tre diverse persone, tre diverse motivazioni, tre amici da difendere. È capitato alla mia amica E.E. lei è single, lui no. E le ha detto chiaramente che vuole sesso. Il futuro di questa coppia sembra già scritto, in lei, vedo me. Se lei accetta, non avrà altro che questo. Speranze finite. Cambia qualcosa, potrebbe cambiare anche l’esito finale per un colpo di fortuna, ma oggi, no. Oggi no. Per fortuna lei m’ascolta e sa esattamente come affrontare la situazione. È capitato alla mia cara C. La sua amica di sempre in realtà non lo era più da almeno sette anni. E chiama C. solo quando è comoda, quando la lascia il suo ragazzo, quando a casa le cose vanno male. Come qualche giorno fa. Poi si assenta per mesi, anni. Ma quando C. piange o ride, lei dov’è?Dovunque, ma non accanto a C. E mentre C. la vede come debole e ingenua, io ci vedo una grandissima figlia di puttana. Usata. È capitato al mio amico I. Lui è single, lei no. Lei è capace di voler bene a I., ma di amarlo pienamente, quello no. Di sesso non se ne parla. Si può usare un uomo anche solo per ricevere quell’affettività che il proprio uomo ci fa mancare. Il sesso? Continuiamo a farlo con il nostro fidanzato…baci canzoni e pensieri d’amore, quelli sì, con l’amante bianco. Usato. È quasi una settimana che ci penso.E non lo accetto.Dura. Divento dura a costo di far male. Divento assassina delle sigarette più del fumatore d’affetto. Ironica, sprezzante, aggressiva. Faccio del male affinché venga capito cosa loro viene fatto. Pur di difenderli metto sul piatto la sincerità più indecente con parole pesanti, taglienti come lame.  Non ero mai stata così cattiva e sincera.Ma ho capito una cosa. Che le parole dolci non aiutano. Che le cose dette con calma e tranquillità entrano da un orecchio e escono dall’altro. Se qualcuno mi avesse schiaffeggiato la verità a costo di dirmi che ero una stupida, una sciocca, una serva pronta a lavare i panni suoi  sporcati da altri, una carezza gratuita a fronte di un ghigno mascherato da sorriso, se qualcuno avesse urlato e mi avesse detto che avevo un’immagine indegna, forse avrei pianto, mi sarei sentita ferita da tanta asprezza.. Ma poi avrei capito che a ferirmi, non sarebbe stata questa persona.Ma quella che di me ha fatto ciò che voleva, facendolo passare per suo diritto.  Ricordo che una volta ebbi un incontro spiacevole in metro. E quando lo vidi glielo raccontai. Lui mi rispose.“Vedi Bally ci sono persone che ti vedono nient’altro che come un pacchetto di sigarette.”Bravo, sei stato tu il mio più accanito fumatore.Brava io, che di fronte a te che venivi a comprarmi quando la scorta finiva, ci ho visto solo quel che ci volevo vedere.  E adesso dovrei stare bene…in fondo la mia parte l’ho fatta. Invece no. Avere tanto dolore dentro mi ha portato a non voler che altri soffrano come me. Ma in cambio, li hanno fatti soffrire le mie parole. Non me lo diranno di certo ma le lacrime parlano per loro.Non dirò mai “ Mi dispiace” – sembrerebbe un’ammissione di colpa. Ma non meritavano di piangere comunque.Questa sì, questa è la mia colpa.