Preferirei di no

Luigi


"S’incomincia con un temporale. Siamo arrivati ieri sera, e ci hanno messi a dormire come sempre nella camera grande, che è poi quella dove sono nato. Coi tuoni e i primi scrosci della pioggia, mi sono sentito di nuovo a casa. Erano rotolii, onde che finivano in uno sbuffo: rumori noti, cose del paese. Tutto quello che abbiamo qui è movimentato, vivido, forse perché le distanze sono piccole e fisse come in un teatro. Gli scrosci erano sui cortili qua attorno, i tuoni quassù sopra i tetti; riconoscevo a orecchio, un po’ più in su, la posizione del solito Dio che faceva i temporali quando noi eravamo bambini, un personaggio del paese anche lui. Qui tutto è come intensificato, questione di scala probabilmente, di rapporti interni. La forma dei rumori e di questi pensieri (ma erano poi la stessa cosa) mi è parsa per un momento più vera del vero, però non si può più rifare con le parole." (da Libera nos a Malo)Luigi Meneghello era uno dei miei autori preferiti, ho amato tantissimo "Libera nos a malo", un romanzo meraviglioso sulla giovinezza e sul tempo perduto, sulla provincia, sul dialetto, e poi ancora "I piccoli maestri", altro splendido capolavoro. Ho visto Meneghello una volta sola, a Mantova, due tre anni fa durante il Festival Letteratura. Presentava questo libro, una traduzione in vicentino di Shakespeare e altri poeti di lingua inglese. Una persona arguta, di un umorismo dolce e malinconico, uno scrittore davvero straordinario. Mi ero già ripromesso di tornarci a Settembre, a Mantova, visto che ci sarebbe stato lui. Che dispiacere.