Preferirei di no

melzoscalo


(scrivere amare sbagliare)Siamo fermi da dieci minuti in questo niente che grida, siamo a melzoscalo. Il treno è fermo, forse il locomotore guasto o un accidente della sorte, uno qualsiasi.Fuori è un'estate prematura, un caldo che fa levare le calze alle femmine. Fuori è melzoscalo, la massicciata di sassi nuovi; melzoscalo è bombardata, sulla sinistra i lavori avanzano, chissà se avanzano veramente: c'è un edificio sventrato, macerie ovunque, forse la bosnia somigliava a melzoscalo o forse melzoscalo è in bosnia e non ce ne siamo mai accorti. Di fatto, nel quadriposto accanto al mio, quattro slavi conversano di chissà che. Uno ha i baffi e ride, un altro la maglietta rossa, una felpa. Davanti a me, un tizio che sembra riccardo fogli da giovane legge il sole 24 ore. Ha una borsa da commercialista, di pelle marroncina, strabocchevole di copie di sole 24 ore. Alcune vecchissime: credo siano state edite nella sua borsa, la borsa di quest'uomo è la casa editrice del sole 24 ore. Il direttore de bortoli vive in un taschino, ne vedo i capelli bianchi spuntare. E' dura la vita, ferruccio. Vuoi da bere?Ma sono le sei del pomeriggio e il locomotore non parte. Siamo immobili,io scrivo sul mio notebook di questo riccardo fogli che legge 24 ore e quasi sto per dirgli,riccardo per favore mi canti Malinconia?Sei sicuro che dietro la porta chi ti aspetta sia l'amore? Poi ogni tanto mi aggiusto il volume del player: questi brani pirata hanno il difetto del volume variabile, accidenti. La donna al mio fianco ha un buon odore, un buon odore davvero e le braccia ossute, le mani ossute. Osservo quelle mani ossute staccare un pezzo di focaccia e avvicinarlo alla bocca. L'olio della focaccia traspare dal sacchetto e riflette i raggi obliqui del sole di melzoscalo, che resta immobile, in questo niente che grida. I cavalli di lato trottano sotto il tendone. Un cavallo dalla criniera candida si ferma accanto alla carrozza. Guardo gli stivali del cavaliere, impolverati.Il cavallo mi guarda e apre un poco la bocca. Mani ossute, per cortesia, potrebbe dare un po' di focaccia al cavallo?, chiedo. Fuori la neve ha coperto ogni cosa. Vronski sprona appena il cavallo, che sbuffa vapore dalle narici. Dura un attimo.Un uomo con la t-shirt di robbe di cappami guarda ogni tanto di nascosto: che avrà da guardare. C'è un gran silenzio, adesso. Gli slavi dormono, l'erba alta si piega leggera, il cavallo muove la coda sotto il tendone, mi si chiudono gli occhi, con tutto questo calore, questa pesantezza nella testa. Penso a tutte le cose che dovrei fare, che non faccio, che non farò; osservo i campi di colza, gialla, invadere ogni cosa, coprire l'orizzonte. Vorrei una tennents doppio malto o un apertivo, gin martini bianco pompelmo rosè, un po' di ghiaccio. Nel player parte un pezzo di graham parker, the other side. E' un brano da ascoltare nelle auto in corsa,in mezzo a praterie, deserti, melzoscali bosniaci.Poi fermarsi e fotografare uno di quegli strani fiori a palla che crescono solo sulle colline nel deserto dell'Arizona e a Melzoscalo. Non dite a colombo che ho scoperto l'america, fa Parker, non ditegli che melzoscalo è una prateria dove potrebbe capitarvi di incontrare anche bill cody sui treni che non ha preso, ma questo credo l'abbia già scritto Lansdale.