Preferirei di no

Alela Tour Cut - 1 -


Questa cosa pittoresca è la traduzione creativa di una parte del diario on the road di Alela Diane, diario che potete trovare qui. In coda al pezzo c'è pure una poesia di Bukowski, che spero possa indurvi a leggere sino a là sotto (ce l'ho messa per questo).  La foto di più sopra l'ho rubata qui. ---Se guardo a ovest, sono in tour con Tom Brosseau. A est, la stessa cosa, credo. Non ne sono sicura. Abbiamo suonato a Cambridge, la sera scorsa. Mi ricordo. Mi ricordo di un concerto splendido, stavo dal mio vecchio amico vicino di casa, Lindsay, e la luce cadeva da una finestra lato sud, probabilmente una lampada a olio lasciata a spegnersi da una mano ignota, si dice, presumo. Non ne sono sicura.Oggi il concerto è fissato a Rochester, New York, a sei ore d'auto da Boston. Siamo partiti intorno a mezzogiorno e ho passato la giornata sonnecchiando sul sedile posteriore, sogni piacevoli con sottofondo di NPR, notiziari musica poco tum tum correlato. La nostra è una macchina presa a nolo, una Pontiac colore pallido, tra l'oro e il beige, capite, stile vecchia Opel Kadett di mio zio Emilio (nota del traduttore). La macchina corre, was trotting along, molto bene tutto liscio tutto perfetto e qui siamo ancora nella traduzione lineare o forse ne siamo già usciti. Strano non capire, non capire con la testa sul sedile posteriore mentra Tom guida, dio l'avete mai osservato mentre canta tutto preso? L'altra sera -cristo, a proposito, che diavolo fosse quella lampada a olio lasciata, bah, ognimodo- Tom aveva i capelli lunghetti sul collo, ancora lunghetti, e gli occhi di un leggero strabismo, azzurri o forse no.  Se gli tocco la nuca sento i peli del braccio, come per una carica elettrostatica a distanza, i peli del mio braccio che si alzano. La sua voce aderisce ora al vetro, al parabrezza, come il fumo della sigaretta.  Fumi ancora solo Pall Mall? dico. Solo, dice.  Non volevo parlare di Hank, dice. Ma ancora. Vorresti cantassi un pezzo, ho un pezzo su Hank, su Chinaski, scritto una sera di dicembre -per inciso il mese che preferisco-  fa, mentre abbassa il finestrino, impercettibilmente. Siamo a metà presumibilmente tra Boston e Rochester e fuori dalla traduzione lineare del pezzo. E' necessario ascoltiate Tom, mettete il suo Myspace sotto e partite, vi dico. La strada, dicevo. E' necessario che lo dica mentre sotto gira Heart o' mine, un pezzo che dovreste conoscere, con la sua vocetta e l'armonica e un accenno di fiati: che altro? Volevo dire che siamo in un posto non preciso tra Boston, MA, e Rochester, NY, o almeno lo vogliamo credere. Non gli tocco più la nuca. Guida. Stendo le gambe sul sedile, faccio una boccata della sua sigaretta. Mi dice: sai, Hank. Sospiro. Dimmi. Tra poco nevica me lo sento sulla pelle, non ti pare la vecchia Incredible String Band, qui. Dice qui, e mi si confondono i piani. Stavo suggerendo l'ascolto, dico.  Dice: c'è una poesia di Hank , di quando lui sta a vendere alberi di natale sotto la neve, te la ricordi. Sospiro, dimmi.  Siamo tanto certi e tranquilli del nostro posto nel cosmo e (per stringere) in quella particolare corsia, la seconda o la terza . Sonnecchio sulla highway, somewhere tra Boston e Rochester.A cazzo ci fermano le barriere a pagamento lungo la strada. Il solo fatto di viaggiare senza attraversare ponti o nient'altro, u know, un solo cazzuto nastro di asfalto e cacciare tre o quattro dollari: conoscete un posto sulla terra dove si debbano pagare le autostrade diritte e senza ponti incroci rotonde? Dio proprio non capisco questi balzelli casuali per usare la strada, inconcepibile, in nessun paese civile eccetera. Mentre penso cose banali ci avviciniamo al successivo casello. Io dico, Tom, dici che arriviamo in tempo per cena, non mi voglio perdere lo sciroppo d'acero per niente al mondo, Tom? Ehi, Tom? Dio buono, dice lui e si mette una manina tra gli stracazzo di cappellucci biondi e guarda nello specchietto e fa, Alela dio buono Alela, siamo in Canada. Realizzo con una gran botta sul sedile, la testa che ricade all'indietro mentre nel lunotto si sta spegnendo il sole più rosso e freddo che si sia mai visto da queste parti, Ottobre in stato di avanzata decomposizione.Appare il casello e capiamo quale il nostro dannato destino: abbiamo guidato per oltre duecento miglia, bravi idioti, io con la mia vocetta pandizuccheroinrilievo e Tom con gli occhiolini da frocetto e i capelli biondastri alla Robin Williamson -solo più corti- viaggiavamo da duecento miglia fuori posizione fino a raggiungere il confine canadese. Dannazione il confine canadese. Facciamo un'inversione a U, illegale come l'unto raccolto col pane sul fondo della padella, inversione per sfuggire al confine canadese e al poliziotto che ci fa un sacco di domande. Un grosso poliziotto canadese in un frenchenglish di chiara derivazione quebechiana, comprende il dannato errore, il dannato errore, dice, non temete, ha occhiali scuri giganteschi e i capelli vaporosi, l'alito cattivo dei poliziotti di confine, una camiciola azzurra, accenna vago verso l'orizzonte e lascia cadere come un pezzo di marzapane un, Albany next roundabout turn left, guys, my younger daughter  looks like you, kariyee, my daughter, she plays guitar all along the night, ow guys have a nice evening. Tom temeva di essere carcerato, ma non accade, badate bene: non accade! Per farla breve, sempre rimanendo nel tradotto creativo, eravamo a cinque ore da Rochester e non avremmo mai potuto raggiungerla (Rochester) in tempo per il concerto. E' la cronaca di un concerto mancato in fondo questa cosa qui e ancora una volta finisce con qualcosa di così buono, mentre Tom sta compiendo per intero la metamorfosi . Dal finestrino di sinistra un uomo seduto su un paracarro lo osserva e esclama, ma lui è Robin Williamson della Incredible String Band, con gli stessi cappellucci, dice, gli stessi . Tom sorride, mi scambiano con lui, sa, a volte, ma vede e si dilunga in particolari inutili: non sono la sua mamma, sorrido di compiacenza ripenso al vecchio Hank e alle sue poesie. Sospiro. Dimmi.Al telefono mi chiedono : hai mai conosciuto Kerouac? / Ora mi faccio sorpassare in autostrada / sono quindici anni che non faccio a pugni / devo alzarmi per pisciare tre volte a notte / e quando per strada incontro una donna arrapante / vedo solo guai. / Sono / finito, tornato al via, / bevo da solo e ascolto musica / classica / La morte sta per lo più nell'essere pronti / la tigre attraversa i miei sogni / mi è appena esplosa la sigaretta in bocca / mi continuano ad accadere cose strane / No, non ho mai conosciuto Kerouac / e così, vedi: / la mia vita non è stata / poi / così / inutile.Ne scrivo  una mia abbastanza schifosa sul vetro appannato della camera del motel.Penso al noumeno e sbadiglio / guardo dalla finestra /  mi appare come in sogno -viva- una donna vestita di arancio/ con pantofole a forma di bottiglie di rhum / mi chiede se posso accendere / io faccio certo ma puoi in cambio fare qualcosa per la mia erezione? / lei fa una smorfia / mi chiede se ho mai letto Kant / io le chiedo Eva?/ disegno con due dita la maschera nera sugli occhi / lei ride/ ha i denti scuri / poi finisce in tosse/ finisce in tosse come ogni cosa che conosca / mi dice ti adoro / ti adoro adoro / gli uomini che non credono a niente li adoro / che non credono soprattutto al bene e all'umanità / all'utilità generale / non ho mai detto niente del genere, faccio / poi non conosco tutta questa gente, sai / ho gli occhi incrostati di cispa giallastra / lei guarda ancora e sorride / meravigliosamente inghiotte e fa del bene al mondo e a me / e le due cose/ mentre chiudo gli occhi / curiosamente coincidono.Scrivo da un motel in Albany -postazione internet vecchia rugosa beve caffé accanto a me all you can eat dice il cartello ho la nausea è mattino presto non abbiamo scopato- e Tom sta guardando le news in tv. Accordo minimale e mi sfaccio le dita piano, accenno una Brambles poi canto The Rifle per Tom mentre mi alzo per il vassoio.