Questa è la parte due. Questa è una parte, la parte due, poi dovrebbe seguire la tre, una selezione di video da un contest, e poi la quattro, l'esegesi (quasi biblica) di un loro testo; poi la cinque, la traduzione di un'intervista con matthew friedberger; e poi altro ancora, se non mi cala prima la stanchezza: assai probabile, conoscendomi. Ah, dimenticavo: la play list di matthew, irrinunciabile (parte sei?). Drive to Dallas
Qui non c'è bisogno che traduca letterale, che senso avrebbe, no? Eleanor canta che a Dallas, no, a Dallas non ci andrà, 'sti cazzi. Se lo incontra, se lo incontra ancora, beh, non sa quel che farà. Quindi niente viaggi a Dallas, con la vista annebbiata, tergicristalli che non tergono le lacrime, occhi rossi, tutta la roba impilata sul sedile dietro. No, non si taglia i capelli, niente corsa per il quartiere. Nulla. E soprattutto, lo ribadisce più e più volte, niente strada verso Dallas, con in tasca una multa per eccesso di velocità, la patente revocata. Me ne sbatto, dice Eleanor, andavo in giro senza patente, nessuno che mi abbia fatto mai questioni, mai fermata, mai, capisci. Me ne andavo in giro così, con tutta la roba sul sedile dietro. Gli occhi rossi di lacrime, tergi del cazzo. Nessuno mi ha mai fermata. Ma domani niente di tutto questo, niente strada, niente di niente. E se ti vedo, cristo, non so quel che farò. Non rispondo di me.Questa città è una trappola. Multe per velocità, panni impilati dietro, non posso guardare dallo specchietto retrovisore. Panni stropicciati. Dicevi che la nostra storia non sarebbe finita mai. Beh, sappilo, è finita, adesso. Città di multe e trappole per automobilisti (oh, mai fermata, eh, mai una volta).Video della canzone, live da Cleveland, tratta dal loro immaginifico ultimo album, I'm going away. Io pure, ciao.
Oh, detto tra noi: basta con 'sto cazzo di freno inibitore. La tracimazione è ricominciata, basta con il cagamento di cazzo dell'editing di me stesso, oh, respira, uno due tre, respira. Merda, non ti prendere così dannatamente sul serio. Riuscite a intuire il dramma esistenziale che sta dietro la pubblicazione (uh!) di questo post?