Preferirei di no

Memoria


 Porto i bambini a vedere una rievocazione della Shoah. Nevica. Prima di entrare nel cine-teatro dell'oratorio scrolliamo la neve dagli ombrelli. All'ingresso c'è il sindaco. Sta parlando con l'ex sindaco e con un altro tizio. Passandogli accanto faccio un gesto e lo saluto. Ci, ahem, conosciamo.Ciao - mi fa - tutto bene a casa?Sì - dico - tutto bene.Ah, a proposito - mi fa - per quella cosa, ci sono stati i tecnici....Sì, ci va bene come avete sistemato.Sì? - dico.Sì, il parcheggio va bene e anche la sistemazione......Lo spazio verde voglio dire, avete scelto la sistemazione giusta.Lo fermo.Scusa, non so di che stai parlando - dico.Ma come...No, forse mi hai confuso con qualcun altro - faccio. Io sono, ahem, bartelio. Il marito Di. Ah, scusa, hai ragione scusa, ti ho scambiato per un'altra persona.Fa niente, succede. Guarda, per un momento ho creduto che Di avesse fatto richiesta di un parcheggio a mia insaputa. Un parcheggio sotterraneo, sotto il giardino, chessò - dico.Eh eh, e non c'è Di? - chiede.Eh, no, è a casa.Ah, è a casa.Sì, sai, la bambina. E' rimasta a casa e io sono qui.Ah sì, sì, tutto bene la bambina?Sì sì, benone, benone.Allora siete a tre - dice.Eh sì, adesso siamo a tre.Perché, adesso? Vuoi farne altri? Eh eh eh.No, dicevo, prima eravamo a due, adesso siamo a tre - dico.Eggià. Due femmine e un maschio, giusto?Ahem, veramente due maschi e una femmina - dico.Ah già, due femmine e un maschio sono i miei - dice.Beh, siamo pari, allora - dico.Beh, i maschi valgono di più, eh eh....Beh, allora ciao - fa.Ciao, mi servisse un parcheggio so a chi chiedere, eh?Ah ah, sì, sì, certo.