Mondiale2014

Germania - Italia 0-2. Ma i commenti di Mazzola...


Finalmente, prima di tutto, si può parlare del risultato di una partita. Dopo le polemiche mediatiche, il campo ha emesso per l’ennesima volta il medesimo verdetto: dentro noi, fuori i tedeschi. Evvai!Poi viene la televisione.Beh, diciamo così: una volta c’erano le radiocronache di Nicolò Carosio. Grande e indimenticato radiocronista. Il piccolo problema era che non c’erano le immagini. E così accadeva talvolta (spesso) che chi udiva la sua cronaca pensasse che l’Italia del pallone avesse attaccato per novanta minuti e il pareggio fosse una disdetta per la squadra italiana.Ieri sera, se uno avesse ascoltato Sandro Mazzola (commentatore tecnico, mica quisquilie) avrebbe pensato che la partita di Francesco Totti sia stata «geniale», per usare l’aggettivo che l’ex mezzala dell’Inter ha usato decine di volte per le giocate di Totti. Purtroppo per Mazzola, a differenza dei tempi di Carosio, oggi le immagini ci sono. E, se non bastassero quelle del campo, c’erano quelle degli spalti a mostrare il premier Romano Prodi che, a fianco della sua omologa tedesca, stava sonnecchiando beatamente sulla sua poltroncina. Evidentemente anche lui, tutte queste genialità non le aveva percepite. Poi, grazie al cielo, il risultato ha cancellato tutto. Prodi si è risvegliato ed ha esultato roteando le braccia, un po’ alla maniera di Sandto Pertini in occasione del Mundial spagnolo del 1982. Ha cancellato tutto, anche le polemiche - teleprovate - sulla squalifica che la Fifa ha comminato al calciatore tedesco Fringe, reo di aver rifilato un pugno a Cruz.Ora aspettiamo la finale. Con la speranza che Mazzola commenti tecnicamente ciò che accade in campo, e non ciò che potrebbe essere se...Però, d’accordo: se l’Italia dovesse vincere il Mondiale possiamo perdonare qualsiasi bischerata. In sede di telecronaca, s’intende. Viceversa, a prescindere dalla finale, non penso che ci sia nessuno orientato a perdonare chi ha addomesticato partite e campionati chiacchierando amabilmente con gli arbitri.