La 194/1978 è la legge che in Italia regolamenta l' aborto.Ciò significa che tale atto non è considerato un crimine, tranne in quei casi particolari espressamente specificati nel testo legislativo. Per noi cittadini di un paese libero, democratico e laico può apparire superfluo quanto appena detto, ma per renderci conto di quanto siamo fortunati e di quante realtà esistano al mondo, è a volte necessario ribadire anche i concetti più scontati.Esistono paesi in cui l' unica risposta possibile ad una richiesta di aborto è il NO, ciò indipendentemente dal motivo che può stare alla base di tale richiesta, che sia uno stupro, una patologia che potrebbe mettere a repentaglio la vita della donna o addirittura un caso di incesto.Uno di questi paesi è il Nicaragua.Le donne che riversano in tali condizioni, vengono sostanzialemnte private della possibilità di accedere all' assistenza socio sanitaria, anche perchè se per esse vige il divieto di aborto, per i medici che decidessero di aiutarle è prevista la galera.Una situazione assolutamente insostenibile, primo per la totale mancanza di rispetto del concetto di vita e la conseguente responsabilità delle morti di quelle donne vittime di questo destino imposto, e secondo per la violazione palese della legge internazionale emanata a tutela dei diritti civili.Il tutto diventa ancora più inconcepibile se si pensa che la Chiesa viene accusata, quantomeno e ovviamente solo dal popolo, di aver fatto pressioni per ottenere tale presa di posizione.Ciò che invece personalmente mi fa schifo, è la strumentalizzazione posta in atto da colui che oggi risulta essere il presidente del Nicaragua, tale sig Ortega. Costui ha fatto approvare la legge antiabortista pochi giorni prima delle elezioni presidenziali, e chissà perchè chi ne è uscito vincitore è stato proprio lui. Ma il punto cruciale in realtà è un altro: il presidente nicaraguense in passato era considerato una sorta di rivoluzionario che, improvvisamente, insieme ai componenti del suo partito politico si è riscoperto un fervente cattolico.E noi che ci lamentiamo delle ingerenze della Chiesa nel nostro paese.......siamo fortunati, altrochè se lo siamo. Siamo molto più liberi di almeno la metà del resto del mondo.....dimenticavo: sono altri due i paesi schieratisi contro l' aborto, il Cile ed El Salvador.
i paesi del no
La 194/1978 è la legge che in Italia regolamenta l' aborto.Ciò significa che tale atto non è considerato un crimine, tranne in quei casi particolari espressamente specificati nel testo legislativo. Per noi cittadini di un paese libero, democratico e laico può apparire superfluo quanto appena detto, ma per renderci conto di quanto siamo fortunati e di quante realtà esistano al mondo, è a volte necessario ribadire anche i concetti più scontati.Esistono paesi in cui l' unica risposta possibile ad una richiesta di aborto è il NO, ciò indipendentemente dal motivo che può stare alla base di tale richiesta, che sia uno stupro, una patologia che potrebbe mettere a repentaglio la vita della donna o addirittura un caso di incesto.Uno di questi paesi è il Nicaragua.Le donne che riversano in tali condizioni, vengono sostanzialemnte private della possibilità di accedere all' assistenza socio sanitaria, anche perchè se per esse vige il divieto di aborto, per i medici che decidessero di aiutarle è prevista la galera.Una situazione assolutamente insostenibile, primo per la totale mancanza di rispetto del concetto di vita e la conseguente responsabilità delle morti di quelle donne vittime di questo destino imposto, e secondo per la violazione palese della legge internazionale emanata a tutela dei diritti civili.Il tutto diventa ancora più inconcepibile se si pensa che la Chiesa viene accusata, quantomeno e ovviamente solo dal popolo, di aver fatto pressioni per ottenere tale presa di posizione.Ciò che invece personalmente mi fa schifo, è la strumentalizzazione posta in atto da colui che oggi risulta essere il presidente del Nicaragua, tale sig Ortega. Costui ha fatto approvare la legge antiabortista pochi giorni prima delle elezioni presidenziali, e chissà perchè chi ne è uscito vincitore è stato proprio lui. Ma il punto cruciale in realtà è un altro: il presidente nicaraguense in passato era considerato una sorta di rivoluzionario che, improvvisamente, insieme ai componenti del suo partito politico si è riscoperto un fervente cattolico.E noi che ci lamentiamo delle ingerenze della Chiesa nel nostro paese.......siamo fortunati, altrochè se lo siamo. Siamo molto più liberi di almeno la metà del resto del mondo.....dimenticavo: sono altri due i paesi schieratisi contro l' aborto, il Cile ed El Salvador.