"...Un deserto, un immenso deserto con tante porte rosse tutte senza possibilità di essere aperte..." ...questa è la mia situazione odierna, è ciò che la mia mente ha idealizzato per me.La vita si sa non è mai facile, si cerca sempre di raggiungere i propri obiettivi...si lotta, ci si arrampica, si striscia, ci si lancia, si corre, ci si ferma e poi si riprende la corsa, sempre e solo per i propri obiettivi, quelli che senti tuoi e che hai sempre sentito dentro di te sin da bambino, che senti tuoi sino al midollo, quelli per cui ha sempre sperato in un domani, in un "quando sarò grande"...una famiglia, dei figli, una casa propria in cui vivere, un nido da poter coltivare, far crescere, rendere tuo e di nessun altro ecco ciò che ho sempre sentito dentro di me...e lotti, lotti e sgomiti per queste che dovrebbero essere cose normali ma che invece al giorno d'oggi diventano sempre più chimere...una vita felice con la tua compagna, certo non senza i problemi che la vita ti pone davanti giorno per giorno, ma pur sempre tranquilla e "realizzata nella sua semplicità".Cerchi in tutti i modi di raggiungere i tuoi scopi...in modi leciti, rispettando le leggi, ciò che il tuo buon senso ti dice, ciò che il tuo cuore sente, ti lanci in progetti che credi possano essere quelli che ti potranno dare una piccola stabilità o almeno la sensazione effimera di averla...e invece no...ti scontri, sbatti, cadi e quando provi a rialzarti, ti arrivano ancora più botte, cerchi di proteggerti, tiri fuori le unghie e butti in fuori il petto, nessuno può portarti via ciò che ti sei sudato, ciò per cui hai lottato e per cui stai ancora lottando...guardi lontano, oltre l'orizzonte, cerchi di non vedere il tramonto ma l'alba di ciò per cui hai combattuto.Non chiedo tanto e non l'ho mai fatto, chiedo solo di poter vivere sereno, tranquillo, felice con la mia dolce metà, per quanto il mondo di oggi possa permetterlo...mi sono buttato assieme alla compagna della mia vita a capofitto in un’avventura forse più grande di me, abbiamo puntato tutto, un po’ come al Casinò, dentro o fuori, pieno o vuoto, felicità o disperazione...ma sempre con tanto entusiasmo, con l'entusiasmo di chi ha davanti a se ben chiari i propri obiettivi...non il lusso, non la ricchezza, nemmeno tante donne o belle macchine, ma semplicemente una famiglia...aprire un’attività non è sicuramente semplice in questi tempi cupi ma io ci ho provato lo stesso, ho superato mille difficoltà, i pochi soldi, le banche, le infinite magagne burocratiche che solo qui in Italia si possono incontrare, i pareri contrari...ho lottato e giunto in vetta, su quella vetta guardata per 27 lunghi anni ma sempre da lontano il fato sembra che pian piano mi stia indicando che la strada intrapresa non sia stata forse quella più giusta, nonostante le nostre capacità lavorative, nonostante la volontà e la voglia di fare, nonostante tutto..."dolore", questa è l'unica parola che mi passa per la mente, dolore per ciò che è e che probabilmente (e indipendentemente da me o dalla mia compagna) sarà...e poi? Poi le strade giungeranno ad un bivio, o saranno in salita o saranno in discesa, sicuramente non saranno piane, perché il concetto di "piano" al giorno d'oggi non esiste più, in questo mondo di eccessi perpetrati nel bene e/o nel male...chi ha tanto e chi ha poco o nulla, il "mezzo" non esiste più, non ha più vita, non ha più possibilità di esistere, anche se volesse...o sei su o sei giù, o sei dentro o sei fuori, o sei bianco o sei nero e poco importa se in ciò che fai ci hai messo e ci metti l'anima, il tuo cuore, i tuoi sogni, le tue aspirazioni, i tuoi soldi...si anche i soldi, perché ormai è innegabile che i soldi siano diventati più importanti delle aspirazioni, delle speranze, di qualsiasi altra cosa...il tempo dei sognatori è ormai finito, è ormai morto e sepolto come le speranze di quelle tante persone che avevano riversato tutto loro stesse in un progetto poi naufragato e che non hanno avuto altra scelta che prendere una corda, una latta di benzina e un accendino o per chi ancora poteva permetterselo dati i costi dell'oggetto in questione una pistola e una pallottola...in un attimo tutto finisce e con quella fine tutto ha fine...sogni, speranze, disperazione...tutto ha irrimediabilmente fine e nessuno si domanda il perché...lo stato, la politica, le persone...nessuno, una vita se ne è andata per colpe sue o non sue e nessuno muove un dito, batte ciglio...semplicemente "avanti un altro".Tanto tempo fa qualcuno disse che "gli uomini nascono tutti uguali" eppure adesso vedo differenze abissali, non solo per questioni meramente economiche ma anche di merito...ti batti, lotti, produci, ti spolpi sino al midollo, sino a distruggere la tua mente oltre che il tuo corpo, ti isoli, metti da parte le passioni, gli interessi, pensi sempre e solo alla stessa cosa, quella cosa per cui stai lottando, credendo che non sia inutile fare tutto ciò e poi ti guardi accanto e vedi persone che ti superano senza fatica alcuna, senza nessuna goccia di sudore sulla fronte, ne di fango e sangue sulle mani, quelle mani che ti danno lavoro, quel lavoro su cui tu hai giocato tutto...e ti domandi perché...come mai "loro si e io no nonostante tutto ciò che faccio?!"...avvilente...sapere di lottare e di vedere quel traguardo che si allontana sempre di più nonostante tu gli corra incontro con tutte le tue forze, trattenendo il fiato per risparmiarlo per gli ultimi metri, per lo sprint finale...avvilente a 27 anni non poter realizzare semplici sogni come avere una famiglia, una prole e un piccolo nido dove poter vivere...avvilente a 27 anni non potersi sposare, non poter creare una famiglia come questo mondo la concepisce, avvilente guardarsi intorno e pensare (a torto o a ragione) che forse nella vita si siano fallite tante, troppe cose...avvilente sapere che molti fallimenti non siano dipesi da te, che tu li abbia dovuti subire volontariamente o involontariamente ma che comunque si siano subiti con le lacrime agli occhi e con le mani legate.Triste sapere di avere 27 anni, di aver lottato con la persona che ami e poi per colpa di questa terra, di questo stato, di queste persone che lo popolano, di questo fato, la strada che tu credevi dritta in realtà si conclude inevitabilmente in un burrone...si può provare a frenare, a sterzare, a gettarsi da quella macchina che ha le portiere saldate al resto della carrozzeria e non ha finestrini ma sai che inevitabilmente presto o tardi finirai dritto dritto in quella voragine e la cosa più brutta è che con te oltre che hai tuoi sogni, alle tue speranze, alle tue aspettative ti accompagnerà anche la persona che ami...è triste sapere di averle provate tutte, di aver combattuto, di esserti spremuto sino al midollo per poi vedere forse naufragare ciò che hai costruito nonostante si cerchi di inventarsi sempre nuove soluzioni, nuovi artifizi, nuovi giochi di prestigio...trovarsi con le spalle al muro non è mai bello, sentire quella parete che preme su di te, sentirla e non capendo se sta premendo per darti una spinta per reagire o al contrario per farti capire che lo spazio intorno a te si sta sempre più restringendo sino a soffocarti...un deserto, tante porte rosse tutte chiuse, questo è il luogo in cui mi sto trovando, strana idealizzazione del mio marasma interiore...queste porte, o almeno una di esse, avranno mai una serratura? e la maniglia...liscia? rotonda? a manico? colorata?...chissà se scavando sotto a quelle centinaia di metri di sabbia si potrà trovare una chiave, o forse mille chiavi?...quanto dovrò scavare e con cosa dovrò farlo?...non lo so...ora riesco solo a limitarmi a guardarmi intorno, a capire che quello che ho me lo sono guadagnato e che forse dovrei lottare ancora di più di come ho fatto sino ad ora, di non mollare anche se tutto sembra perduto, forse dovrei sperare nelle chiavi, nelle maniglie e nelle porte...chissà, solo il tempo mi dirà se avevo ragione o torto, solo il tempo dirà se quella puntata alla roulette fatta 7 mesi e più fa sul rosso darà i suoi veri frutti...ora come ora la pallina sta continuando a girare e questo girare mi sta cominciando a far venire il mar di mare...speriamo che presto si fermi e mi dica di che morte devo morire...o vivere.Il viaggio credo e spero sia ancora lungo, guardo fuori dal finestrino e se prima vedevo campagne, alberi, serenità ora posso dire di trovarmi dentro ad una galleria...buio, il nulla...ma corta o lunga che sia questa galleria prima o poi finirà e spero che al di là possa trovarmi un bellissimo paesaggio, una bella alba che illuminerà il mio, il nostro cammino...quel cammino che spero ci porterà prima all'altare e poi ad una famiglia.Attendo, stringo i denti ormai consumati dalla morsa di questi mesi e cerco di rigurgitare in faccia la rabbia che ho accumulato a chiunque cercherà di strapparmi ciò che ho costruito per me e per la persona a me cara.Il treno corre, il deserto mi attende, le porte immobili mi guardano e le chiavi...bhe le chiavi da qualche parte ci sono, dovrò solo aver pazienza e voglia di trovarle...
...Il mio deserto e le porte rosse...
"...Un deserto, un immenso deserto con tante porte rosse tutte senza possibilità di essere aperte..." ...questa è la mia situazione odierna, è ciò che la mia mente ha idealizzato per me.La vita si sa non è mai facile, si cerca sempre di raggiungere i propri obiettivi...si lotta, ci si arrampica, si striscia, ci si lancia, si corre, ci si ferma e poi si riprende la corsa, sempre e solo per i propri obiettivi, quelli che senti tuoi e che hai sempre sentito dentro di te sin da bambino, che senti tuoi sino al midollo, quelli per cui ha sempre sperato in un domani, in un "quando sarò grande"...una famiglia, dei figli, una casa propria in cui vivere, un nido da poter coltivare, far crescere, rendere tuo e di nessun altro ecco ciò che ho sempre sentito dentro di me...e lotti, lotti e sgomiti per queste che dovrebbero essere cose normali ma che invece al giorno d'oggi diventano sempre più chimere...una vita felice con la tua compagna, certo non senza i problemi che la vita ti pone davanti giorno per giorno, ma pur sempre tranquilla e "realizzata nella sua semplicità".Cerchi in tutti i modi di raggiungere i tuoi scopi...in modi leciti, rispettando le leggi, ciò che il tuo buon senso ti dice, ciò che il tuo cuore sente, ti lanci in progetti che credi possano essere quelli che ti potranno dare una piccola stabilità o almeno la sensazione effimera di averla...e invece no...ti scontri, sbatti, cadi e quando provi a rialzarti, ti arrivano ancora più botte, cerchi di proteggerti, tiri fuori le unghie e butti in fuori il petto, nessuno può portarti via ciò che ti sei sudato, ciò per cui hai lottato e per cui stai ancora lottando...guardi lontano, oltre l'orizzonte, cerchi di non vedere il tramonto ma l'alba di ciò per cui hai combattuto.Non chiedo tanto e non l'ho mai fatto, chiedo solo di poter vivere sereno, tranquillo, felice con la mia dolce metà, per quanto il mondo di oggi possa permetterlo...mi sono buttato assieme alla compagna della mia vita a capofitto in un’avventura forse più grande di me, abbiamo puntato tutto, un po’ come al Casinò, dentro o fuori, pieno o vuoto, felicità o disperazione...ma sempre con tanto entusiasmo, con l'entusiasmo di chi ha davanti a se ben chiari i propri obiettivi...non il lusso, non la ricchezza, nemmeno tante donne o belle macchine, ma semplicemente una famiglia...aprire un’attività non è sicuramente semplice in questi tempi cupi ma io ci ho provato lo stesso, ho superato mille difficoltà, i pochi soldi, le banche, le infinite magagne burocratiche che solo qui in Italia si possono incontrare, i pareri contrari...ho lottato e giunto in vetta, su quella vetta guardata per 27 lunghi anni ma sempre da lontano il fato sembra che pian piano mi stia indicando che la strada intrapresa non sia stata forse quella più giusta, nonostante le nostre capacità lavorative, nonostante la volontà e la voglia di fare, nonostante tutto..."dolore", questa è l'unica parola che mi passa per la mente, dolore per ciò che è e che probabilmente (e indipendentemente da me o dalla mia compagna) sarà...e poi? Poi le strade giungeranno ad un bivio, o saranno in salita o saranno in discesa, sicuramente non saranno piane, perché il concetto di "piano" al giorno d'oggi non esiste più, in questo mondo di eccessi perpetrati nel bene e/o nel male...chi ha tanto e chi ha poco o nulla, il "mezzo" non esiste più, non ha più vita, non ha più possibilità di esistere, anche se volesse...o sei su o sei giù, o sei dentro o sei fuori, o sei bianco o sei nero e poco importa se in ciò che fai ci hai messo e ci metti l'anima, il tuo cuore, i tuoi sogni, le tue aspirazioni, i tuoi soldi...si anche i soldi, perché ormai è innegabile che i soldi siano diventati più importanti delle aspirazioni, delle speranze, di qualsiasi altra cosa...il tempo dei sognatori è ormai finito, è ormai morto e sepolto come le speranze di quelle tante persone che avevano riversato tutto loro stesse in un progetto poi naufragato e che non hanno avuto altra scelta che prendere una corda, una latta di benzina e un accendino o per chi ancora poteva permetterselo dati i costi dell'oggetto in questione una pistola e una pallottola...in un attimo tutto finisce e con quella fine tutto ha fine...sogni, speranze, disperazione...tutto ha irrimediabilmente fine e nessuno si domanda il perché...lo stato, la politica, le persone...nessuno, una vita se ne è andata per colpe sue o non sue e nessuno muove un dito, batte ciglio...semplicemente "avanti un altro".Tanto tempo fa qualcuno disse che "gli uomini nascono tutti uguali" eppure adesso vedo differenze abissali, non solo per questioni meramente economiche ma anche di merito...ti batti, lotti, produci, ti spolpi sino al midollo, sino a distruggere la tua mente oltre che il tuo corpo, ti isoli, metti da parte le passioni, gli interessi, pensi sempre e solo alla stessa cosa, quella cosa per cui stai lottando, credendo che non sia inutile fare tutto ciò e poi ti guardi accanto e vedi persone che ti superano senza fatica alcuna, senza nessuna goccia di sudore sulla fronte, ne di fango e sangue sulle mani, quelle mani che ti danno lavoro, quel lavoro su cui tu hai giocato tutto...e ti domandi perché...come mai "loro si e io no nonostante tutto ciò che faccio?!"...avvilente...sapere di lottare e di vedere quel traguardo che si allontana sempre di più nonostante tu gli corra incontro con tutte le tue forze, trattenendo il fiato per risparmiarlo per gli ultimi metri, per lo sprint finale...avvilente a 27 anni non poter realizzare semplici sogni come avere una famiglia, una prole e un piccolo nido dove poter vivere...avvilente a 27 anni non potersi sposare, non poter creare una famiglia come questo mondo la concepisce, avvilente guardarsi intorno e pensare (a torto o a ragione) che forse nella vita si siano fallite tante, troppe cose...avvilente sapere che molti fallimenti non siano dipesi da te, che tu li abbia dovuti subire volontariamente o involontariamente ma che comunque si siano subiti con le lacrime agli occhi e con le mani legate.Triste sapere di avere 27 anni, di aver lottato con la persona che ami e poi per colpa di questa terra, di questo stato, di queste persone che lo popolano, di questo fato, la strada che tu credevi dritta in realtà si conclude inevitabilmente in un burrone...si può provare a frenare, a sterzare, a gettarsi da quella macchina che ha le portiere saldate al resto della carrozzeria e non ha finestrini ma sai che inevitabilmente presto o tardi finirai dritto dritto in quella voragine e la cosa più brutta è che con te oltre che hai tuoi sogni, alle tue speranze, alle tue aspettative ti accompagnerà anche la persona che ami...è triste sapere di averle provate tutte, di aver combattuto, di esserti spremuto sino al midollo per poi vedere forse naufragare ciò che hai costruito nonostante si cerchi di inventarsi sempre nuove soluzioni, nuovi artifizi, nuovi giochi di prestigio...trovarsi con le spalle al muro non è mai bello, sentire quella parete che preme su di te, sentirla e non capendo se sta premendo per darti una spinta per reagire o al contrario per farti capire che lo spazio intorno a te si sta sempre più restringendo sino a soffocarti...un deserto, tante porte rosse tutte chiuse, questo è il luogo in cui mi sto trovando, strana idealizzazione del mio marasma interiore...queste porte, o almeno una di esse, avranno mai una serratura? e la maniglia...liscia? rotonda? a manico? colorata?...chissà se scavando sotto a quelle centinaia di metri di sabbia si potrà trovare una chiave, o forse mille chiavi?...quanto dovrò scavare e con cosa dovrò farlo?...non lo so...ora riesco solo a limitarmi a guardarmi intorno, a capire che quello che ho me lo sono guadagnato e che forse dovrei lottare ancora di più di come ho fatto sino ad ora, di non mollare anche se tutto sembra perduto, forse dovrei sperare nelle chiavi, nelle maniglie e nelle porte...chissà, solo il tempo mi dirà se avevo ragione o torto, solo il tempo dirà se quella puntata alla roulette fatta 7 mesi e più fa sul rosso darà i suoi veri frutti...ora come ora la pallina sta continuando a girare e questo girare mi sta cominciando a far venire il mar di mare...speriamo che presto si fermi e mi dica di che morte devo morire...o vivere.Il viaggio credo e spero sia ancora lungo, guardo fuori dal finestrino e se prima vedevo campagne, alberi, serenità ora posso dire di trovarmi dentro ad una galleria...buio, il nulla...ma corta o lunga che sia questa galleria prima o poi finirà e spero che al di là possa trovarmi un bellissimo paesaggio, una bella alba che illuminerà il mio, il nostro cammino...quel cammino che spero ci porterà prima all'altare e poi ad una famiglia.Attendo, stringo i denti ormai consumati dalla morsa di questi mesi e cerco di rigurgitare in faccia la rabbia che ho accumulato a chiunque cercherà di strapparmi ciò che ho costruito per me e per la persona a me cara.Il treno corre, il deserto mi attende, le porte immobili mi guardano e le chiavi...bhe le chiavi da qualche parte ci sono, dovrò solo aver pazienza e voglia di trovarle...