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LA FAMIGLIA BERLUSCONI SI ASSICURA LE TASCHE X IL FUTURO...

Post n°74 pubblicato il 27 Ottobre 2008 da berluscraxi

L'ingresso di Marina Berlusconi nel consiglio di amministrazione di
Mediobanca, atteso all'assemblea degli azionisti di domani, segna un
passaggio importante negli assetti e negli equilibri del potere
economico italiano. Sarebbe, infatti, un errore considerare la nomina
della figlia del premier, che già ricopre importanti ruoli come la
presidenza della Mondadori, come una semplice promozione ai vertici
della maggior banca d'affari, da sempre stanza di compensazione del
capitalismo tricolore. La novità, invece, segna la definitiva presa di
Berlusconi sui gangli vitali della finanza e dell'economia, attraverso
la presenza diretta della Fininvest nell'azionariato dell'Istituto e da
domani anche con l'esordio della figlia in consiglio.

Un
Berlusconi in Mediobanca è davvero una grossa novità, sia per la storia
del gruppo Fininvest-Mediaset, sia perchè coincide con la svolta
bonapartista imposta da Cesare Geronzi che ha ottenuto la cancellazione
del sistema di governance duale (con la separazione tra azionisti e
manager, solo un anno fa era soluzione presentata come una
rivoluzione...) per tornare a quello tradizionale del solo consiglio di
amministrazione di cui proprio Geronzi, «l'unico banchiere non di
sinistra» secondo una definizione del premier, sarà presidente. Anche
Berlusconi è cambiato. Vent'anni fa, all'epoca della privatizzazione di
Mediobanca con la parziale uscita delle ex banche di interesse
nazionale (Comit, Credit e Banca di Roma) il tycoon di Arcore rifiutò
di partecipare: «Dovrei spendere 40 miliardi per non contare nulla...»
disse, con il solito senso degli affari. Ma quelli erano altri tempi:
Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi guidavano la banca con il loro
ascetismo calvinista, Gianni Agnelli e Leopoldo Pirelli erano la faccia
nobile del capitalismo. Il potere si esercitava in poche mani e i
neofiti, come Berlusconi, venivano trattati con distacco
dall'aristocrazia imprenditoriale. Ma i tempi cambiano e il
premier-imprenditore comprende oggi l'importanza di stare in Mediobanca
in prima fila, assieme agli amici Geronzi, Ennio Doris, Tarak Ben
Ammar, Vincent Bollorè e Salvatore Ligresti (quest'ultimo rappresentato
dalla figlia Jonella) con il quale divideva appalti e affari
nell'indimenticabile Milano di Craxi. L'avanzata di Berlusconi e dei
suoi alleati in Mediobanca è spedita, ben più forte del semplice
possesso di azioni. Non ci sono più i vecchi leoni, De Benedetti
addirittura è impegnato a scrivere libri per la Mondadori (Ingegnere,
ma non poteva scegliere un'altra casa editrice?), non si trovano
oppositori. Alessandro Profumo, capo di Unicredit, uno dei pochi che
avrebbe potuto esercitare il suo ruolo di grande azionista e
contrastare l'avanzata delle truppe berlusconiane, sconta errori e
presunzione ed è costretto ad accettare le garanzie della Mediobanca di
Geronzi per la ricapitalizzazione di 6 miliardi di euro della sua banca.

Facile
immaginare, dunque, che non solo dal governo ma anche dal santuario di
piazzetta Cuccia, Berlusconi eserciterà la sua moral suasion sulle
imprese. Da Mediobanca si domina sulle Generali, su Telecom, sul
Corriere della Sera e mille altre province. La signora Marina, c'è da
scommetterci, farà bene il suo lavoro. Negli ultimi tempi non si è
accontentata di apparire nella classifica di Forbes delle imprenditrici
più potenti. Ha attaccato Veltroni in un'intervista sul Corriere della
Sera e ha polemizzato con Barbara Spinelli che aveva osato criticare il
papà sulla Stampa. Inizia una nuova epoca: piccoli Berlusconi crescono,
si moltiplicano e comandano.

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La differenza tra Berlusconi e San Francesco?San Francesco parlava agli uccelli...Berlusconi parla e convince i coglioni a votarlo!
 


 

A SILVIO!

Silvio caro, mio grande amore
portami sempre nel tuo cuore

Tu che fai tutto in quattro e quatr’otto
toglici presto l’articolo 18

Giacchè sei senza coscienza
rubaci pure la contingenza

Visto che sei senza pietà
levaci pure l’anzianità

E se vuoi fare le cose serie
lasciaci anche senza ferie

Per migliorare la situazione
togli di mezzo la liquidazione

Se l’inflazione ancora dilaga
fregaci pure la busta paga

E per far dispetto ai sindacati
aumenta la schiera dei disoccupati

Affinchè sia tutto normale
facci pagare anche l’ospedale

Perchè vada tutto a buon fine
facci pagare anche le medicine

Per evitare ulteriori danni
mandaci in pensione a 90 anni

E poichè a 90 anni saremo caput
VA FA MMOCC’ A CHI TE MMURT!!!

 

 

Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.

Nella relazione finale della Commisione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: "...alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio...". Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 e’ piu’ attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.

Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta "il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli".

Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: "...Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.

 
ero studente alla sorbona, il giorno; e la notte lavoravo a pigalle. e c’era una canzone che ricordo molto bene, “à paris”, che diceva, nel finale: “da quando a parigi s'è presa la bastiglia, in ogni borgata e ad ogni incrocio, ci sono ragazzi e ragazze che senza sosta danzano nella strada”. questi sono i miei ricordi. ed è per questo che sono veramente contento di essere finalmente qui per festeggiare con gli amici francesi il 14 luglio.

SILVIO BERLUSCONI IL CAZZATARO
 

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