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La radice del cielo


nella vampa del crepuscolo, Gabriele,anche gli angeli cambiano colore – assumonosembianti carichi di voci, parvenze d’infinito –talvolta somigliano una nuvola, profumano di corallo,e tu sai che più pura è la loro luceche avvolge la tavola imbandita di invisibili presenzefluttuanti nell’oro degli sguardi, più puraquando lacrima il sale della vita la materia del distacco,quando l’ombra ti lascia senza paceinquieto di un tremore opaco, preda del ventoche succhia linfa alla fonte dei pensieri –cosa sono le nuvole mi hai chiesto – e io ho raccolto nel palmola pioggia dispersa dell’aprile, la sua ferita d’ariaper mostrarti come si forma un’ala,da quale precipizio risale il giorno e spinge a rivagli ospiti muti delle notti,come può una corona di piume legarci alla terraesili germogli fioriti dai suoi pori –cosa sono le nuvole – e io ti porgevo il calice delle mie mani d’acquaperché al richiamo di quell’ultimo bagliore di sorgentetu riprendessi la rotta del tuo volo,ritrovassi la radice da cui comincia il cielo.( di Francesco Marotta)