Sono le 23 e scendo sotto casa, c'è Jack che mi aspetta con la macchina parcheggiata e gli sportelli aperti; mi viene incontro con i suoi occhi verdissimi e il suo fisico da uomo robusto e maschile, (penso che provo una tenerezza immensa per lui) ma lui non lo sa...ci sono un miliardo di pensieri che mi frullano nella testa mentre sorrido timida e lo ascolto; devo fare un lavoro per lui, e mi da le istruzioni in americano e puntando il dito su di un documento dove ci sono le modifiche della home page...poi mi paga 4 biglietti da 10 euro stropicciati e 5 euro come anticipo...sorry for coming so late..dice don't worry Jack...Ci salutiamo e sotto il portone c'è una donna indiana sui diciottanni anni sorridente che tira una pallina di carta in alto e dice Abdullah...guardo sù e vedo sul balcone nella penombra Farhana col suo piccolo bambino che tiene le mani sulle sbarre; finalmente ci rivediamo (da mesi)..spunta dal velo islamico il suo sorriso e i suoi occhi di bimba brillano perchè vorrebbero farsi ascoltare; mi dice che sta male: ha perso il bambino due mesi fa..ha solo 19 anni...(Io mi sciolgo per lei, per la sua grazia..)E poi c'è Sohel che vende frutta in fondo alla mia strada; coi suoi occhi capisce un intero dizionario di parole, e impara l'italiano da tutti, da ogni cliente ruba parole nuove che risuonano quà e là.. Questi amici non hanno fretta, è come se avessereo capito cos'è il tempo, e lo avessero accettato; come una volontà divina.Sono venuti da terre lontane e insieme a loro mi sento a casa, nella casa del tepore..nella casa della pace nella casa dei sogni...e mi fermo a contemplare quei visi che hanno stampato sul volto una bellezza incancellabile, la furbizia per loro è solo un vezzo, non è mai divenuta un ghigno..e le bruttezze della vita non ha scalfito, qualcosa di puro come un diamante , che non si è mai dissolto, nemeno con l'età, e tutte le mie cellule rallentano e si illanguidiscono e sogno sorrisi che brillino alla luce della luna ,sorrisi da Mille e una notte..
Voglio i sorrisi da Mille e una Notte
Sono le 23 e scendo sotto casa, c'è Jack che mi aspetta con la macchina parcheggiata e gli sportelli aperti; mi viene incontro con i suoi occhi verdissimi e il suo fisico da uomo robusto e maschile, (penso che provo una tenerezza immensa per lui) ma lui non lo sa...ci sono un miliardo di pensieri che mi frullano nella testa mentre sorrido timida e lo ascolto; devo fare un lavoro per lui, e mi da le istruzioni in americano e puntando il dito su di un documento dove ci sono le modifiche della home page...poi mi paga 4 biglietti da 10 euro stropicciati e 5 euro come anticipo...sorry for coming so late..dice don't worry Jack...Ci salutiamo e sotto il portone c'è una donna indiana sui diciottanni anni sorridente che tira una pallina di carta in alto e dice Abdullah...guardo sù e vedo sul balcone nella penombra Farhana col suo piccolo bambino che tiene le mani sulle sbarre; finalmente ci rivediamo (da mesi)..spunta dal velo islamico il suo sorriso e i suoi occhi di bimba brillano perchè vorrebbero farsi ascoltare; mi dice che sta male: ha perso il bambino due mesi fa..ha solo 19 anni...(Io mi sciolgo per lei, per la sua grazia..)E poi c'è Sohel che vende frutta in fondo alla mia strada; coi suoi occhi capisce un intero dizionario di parole, e impara l'italiano da tutti, da ogni cliente ruba parole nuove che risuonano quà e là.. Questi amici non hanno fretta, è come se avessereo capito cos'è il tempo, e lo avessero accettato; come una volontà divina.Sono venuti da terre lontane e insieme a loro mi sento a casa, nella casa del tepore..nella casa della pace nella casa dei sogni...e mi fermo a contemplare quei visi che hanno stampato sul volto una bellezza incancellabile, la furbizia per loro è solo un vezzo, non è mai divenuta un ghigno..e le bruttezze della vita non ha scalfito, qualcosa di puro come un diamante , che non si è mai dissolto, nemeno con l'età, e tutte le mie cellule rallentano e si illanguidiscono e sogno sorrisi che brillino alla luce della luna ,sorrisi da Mille e una notte..