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Ciò che conta non è la meta in sé


ma il procedere verso una meta. Senza quella meta non ti metteresti in viaggio.MONI OVADIASperiamo che tenga - Viaggio di un saltimbanco  sospeso tra cielo e terra(Piccola biblioteca  Oscar Mondadori)Sono un convinto sostenitore della terapia psicoanalitica.Per quel che mi riguarda è stata l'investimento migliore che abbia fatto in vita mia...Io ho classificato sommariamente due grandi categorie di tipi umani: il nevrotico semplice e il nevrotico stronzo. Il nevrotico semplice paga di persona i guasti della sua anima labile, il nevrotico stronzo li fa pagare agli altri...La mia paura, intraprendendo l'analisi, era di "normalizzarmi" perdendo così le mie pulsioni creative. E' una paura comune a quasi tutti coloro che operino nell'ambito artistico e pensino seriamente di sottoporsi ad un'analisi...Avevo deciso a quel punto  di non raggirare più me stesso, di non farmi più truffare dai miei deliri. Per esempio non sono più disposto  da allora alle relazioni umane, amorose o affettive, basate sulle menzogne raccontate a se stessi,  pretendendo l'avvallo degli altri,  su comportamenti trasversali o aggressivi i quali sottendono problemi irrisolti che risulta comodo scaricare sul prossimo. Cerco insomma, rapporti adulti, maturi,  che non si costruiscono su inganni, nevrosi,  celamenti meschini o furbizie. Ho imparato a stare con me stesso e a spezzare la catena onnipotenza/impotenza tipica della nevrosi, per cui credi di poter fare tutto e in realtà non concludi niente! Quando non si sono fatti i dovuti conti con se stessi, si gioca scorrettamente e si usano gli altri per fare questi conti  senza pagare il dazio. Gli altri in questo modo diventano nostre proiezioni o funzioni. Una persona adulta, "alta", beve il suo calice fino in fondo, si dà le spiegazioni che deve, si assume le sue responsabilità, paga le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole in prima persona, trova indegno fare pagare ad altri.Sul piano affettivo, per esempio, sapevo da sempre di desiderare un rapporto autentico, ma non sapevo gestire questo bisogno. Mi facevo attrarre da situazioni che inevitabilmente si rivelavano fallimentari, perchè nascevano male, su presupposti sbagliati. Farneticavo su relazioni impossibili immaginandomi che un rapporto potesse essere deciso a priori anzichè basarsi sul farsi degli eventi reali.