Ho un affetto più grande di qualsiasi amore che rende pallidi gli amori presenti, diluisce e scolora le memorie di ieri... Per quel delicato amico lontano, provo un tale sentimento profondo, tenero, struggente, quale solamente un piccolo essere fragile, appena venuto alla luce, potrebbe ispirare. Custodisco, coltivo per lui nell’animo un affetto immenso, così come potrei amorevolmente coltivare fresie multicolori e iris e violette e candide gardenie per profumare le sue ore solitarie: con la mente, già curo quei fiori, sul davanzale della sua finestra, luminosa come il suo carezzevole, tenero sguardo enigmatico ma sereno. Il Sole, la Fossa delle Marianne, la vetta più alta tra i puri monti innevati, inviolati, sono miseri spettacoli a confronto della gioia profonda che mi danno il suo saluto, le sue parole gentili, intelligenti, benevole, carezzevoli. Vi è il piacere di riuscire a essergli utile, per rallegrarmi della gratificazione che ne ricevo; l’orgogliosa soddisfazione di scoprire affinità, di offrire e ricevere stima, disinteresse, schiettezza; di godere dell’arguzia, dell’allegria del suo spirito, di entusiasmarmi per i suoi successi, di bagnare di lacrime il mio cuscino per i dispiaceri che prova. Sei un amico lontano, ma a cui parlo frequentemente, di sogni fantastici naturalmente: «Vuoi che per te catturi una cometa? che raggiunga il centro della Terra per portarti la segreta materia vitale che vi si cela? che scali le Tre Cime per appuntarti sul petto una stella alpina? che altro? Sono qui».(di Mario Arcaini)
Sei un amico lontano
Ho un affetto più grande di qualsiasi amore che rende pallidi gli amori presenti, diluisce e scolora le memorie di ieri... Per quel delicato amico lontano, provo un tale sentimento profondo, tenero, struggente, quale solamente un piccolo essere fragile, appena venuto alla luce, potrebbe ispirare. Custodisco, coltivo per lui nell’animo un affetto immenso, così come potrei amorevolmente coltivare fresie multicolori e iris e violette e candide gardenie per profumare le sue ore solitarie: con la mente, già curo quei fiori, sul davanzale della sua finestra, luminosa come il suo carezzevole, tenero sguardo enigmatico ma sereno. Il Sole, la Fossa delle Marianne, la vetta più alta tra i puri monti innevati, inviolati, sono miseri spettacoli a confronto della gioia profonda che mi danno il suo saluto, le sue parole gentili, intelligenti, benevole, carezzevoli. Vi è il piacere di riuscire a essergli utile, per rallegrarmi della gratificazione che ne ricevo; l’orgogliosa soddisfazione di scoprire affinità, di offrire e ricevere stima, disinteresse, schiettezza; di godere dell’arguzia, dell’allegria del suo spirito, di entusiasmarmi per i suoi successi, di bagnare di lacrime il mio cuscino per i dispiaceri che prova. Sei un amico lontano, ma a cui parlo frequentemente, di sogni fantastici naturalmente: «Vuoi che per te catturi una cometa? che raggiunga il centro della Terra per portarti la segreta materia vitale che vi si cela? che scali le Tre Cime per appuntarti sul petto una stella alpina? che altro? Sono qui».(di Mario Arcaini)