NOTTE PIGRA Hai l'odore delle cose di un tempo e il sonno leggero delle colombe sui tetti la febbre degli amanti il peso di un vestito di freddo, in una notte pigra che ti accontenti di me Sei come un lenzuolo sopra, e uno sotto arrotolati, sfatti, senza più soluzione nè ordine, o decenza Un occhio senza trucco e il nero a mezzaluna di una stanchezza felice ingenua terribilmente... bella Sei un filo di luce e polvere scappato da una persiana chiusa il rumore di strada di un fioraio una luna randagia che si graffia ad un cancello Perché tu sai amare, senza dormire e senza mangiare e sai tenermi tra le braccia con due parole semplici Sai far cantare il corpo con la voce mia e far apparire immensa una piazza di letto un angolo ottuso per acuti d'amore Di quelli che rinunci a vestirti ogni volta perché ogni volta è sempre più vicina e tutta la stanza implode e un campo di fiori diventa un solo fiore Tra le mie dita uno zolfanello che mi aggredisce i sensi e mi fa dire cose che l'oscenità diventa poesiaAMORE BIANCO Mi manca pizzicarti il mento e quel tuo accento di nessun posto , quel nutrirti di disordine e niente tra i capelli Mi manca che mi dici che ti manco e quel continuo , ossessivo pensare al presente che non sappiamo farlo mai Mi manca il tuo raccontarmi cose uguali alle mie e l'imbarazzo che provi quando ti guardo come fossi un maniaco Mi piace quel tuo mettermi le mani sotto i segreti tra la gente , che non c'è che non conta nulla Mi piace la tua gola perché quando ridi si vedono dipinti a olio e tutto quello che ti lavora dentro Ed è tutto bianco come te amore bianco Mi piace che senza niente addosso , sei bellissima e che stai in piedi sul letto , come i bambini e io a ridere , a mettermi una mano sulla fronte come per dire " Ma da dove esci tu ? " Mi piace guardarti dal basso e poi osservare quei pochi riccioli rame come fossero ali di una farfalla Che non hai mai avuto figli ed è così...piccola e sa di buono Mi manchi ed è alba , una striscia estesa , magnifica non capita spesso di vederne così E fa ancora più male perché è così bello il cielo oggi che ci vorresti proprio tu amore bianco RITRATTO DI TE, NEL PRIMO SONNO Mi pare di sentire ancora la tua risata bambina, e quel dire...ti amo... così avaro di film, così semplice. Semplice come una cena riscaldata, su una tavola senza tovaglia. Come parlassi di un libro, o di un incontro casuale. Anzi no. Sai come ? come contassi il resto, messo via in fretta, nella calca di una bottega all'ora che si avvicina chiusura. My old addiction, la radio a quest'ora conosce tutti i segreti per lasciarti dormire. No, non fa parte di te la tragedia, o la finzione. Non fa parte di te nemmeno l'innocenza delle piccole bugie, quelle dette a fin di bene. Non avresti nessuno a cui dirle, tu. In quest'epoca di tecnologie affannose, non conosci affanno, e ti commuove ancora il rumore della carta sfogliata, o il rude e sottilissimo sibilo di un pennello sulla tela, quella vicino alla finestra, sul cavalletto . Ormai i colori sono seccati, si sono stancati anche loro di guardare fuori dalla finestra, invocando un nudo che non c'era mai. Ti piace vedere ciò che non vedi. Ancora una canzone, Elisa...dancing...quanto dura, cinque minuti ? meno... Cosa succede in pochi minuti ? In pochi minuti il sole scompare, senza traccia di sangue, e in quei minuti vi è permesso guardarlo negli occhi, perché si adagia patetico. Come una brace ancora viva, ma vecchia Sconfitta. Rassegnata. Sembra un malato conscio di non avere davanti a se numerose primavere, o notti luminose d'amore. Pochi minuti per scordare mani, per scordare me, che mi ostino a cercare i tuoi baci. Solo la sublime orazione del mare, breve, per lasciarti il tempo di dire ...dobbiamo andare, poiché questo è tempo di amare. E' tempo in cui i bambini si accingono a finire i giochi, e le madri riposano le gambe stanche, e si carezzano le mani screpolate con creme al timo, o alla rosa. In questo tempo c'è che mi dici ti amo, e ti rimane stampato sulla bocca, come adesso che dormi, dopo la tua fretta di me, l'unica che ti riconosco. C'è che ora io parlo, e tu nemmeno mi senti, perché sei già in fondo al mare, insieme a quel sole che ti ha lasciato le sue bruciature veniali, sul viso. Domani sarò ancora qui, amore mio. Ecco la mia piccola bugia, buonanotte...
Tre poesie di Massimo Botturi
NOTTE PIGRA Hai l'odore delle cose di un tempo e il sonno leggero delle colombe sui tetti la febbre degli amanti il peso di un vestito di freddo, in una notte pigra che ti accontenti di me Sei come un lenzuolo sopra, e uno sotto arrotolati, sfatti, senza più soluzione nè ordine, o decenza Un occhio senza trucco e il nero a mezzaluna di una stanchezza felice ingenua terribilmente... bella Sei un filo di luce e polvere scappato da una persiana chiusa il rumore di strada di un fioraio una luna randagia che si graffia ad un cancello Perché tu sai amare, senza dormire e senza mangiare e sai tenermi tra le braccia con due parole semplici Sai far cantare il corpo con la voce mia e far apparire immensa una piazza di letto un angolo ottuso per acuti d'amore Di quelli che rinunci a vestirti ogni volta perché ogni volta è sempre più vicina e tutta la stanza implode e un campo di fiori diventa un solo fiore Tra le mie dita uno zolfanello che mi aggredisce i sensi e mi fa dire cose che l'oscenità diventa poesiaAMORE BIANCO Mi manca pizzicarti il mento e quel tuo accento di nessun posto , quel nutrirti di disordine e niente tra i capelli Mi manca che mi dici che ti manco e quel continuo , ossessivo pensare al presente che non sappiamo farlo mai Mi manca il tuo raccontarmi cose uguali alle mie e l'imbarazzo che provi quando ti guardo come fossi un maniaco Mi piace quel tuo mettermi le mani sotto i segreti tra la gente , che non c'è che non conta nulla Mi piace la tua gola perché quando ridi si vedono dipinti a olio e tutto quello che ti lavora dentro Ed è tutto bianco come te amore bianco Mi piace che senza niente addosso , sei bellissima e che stai in piedi sul letto , come i bambini e io a ridere , a mettermi una mano sulla fronte come per dire " Ma da dove esci tu ? " Mi piace guardarti dal basso e poi osservare quei pochi riccioli rame come fossero ali di una farfalla Che non hai mai avuto figli ed è così...piccola e sa di buono Mi manchi ed è alba , una striscia estesa , magnifica non capita spesso di vederne così E fa ancora più male perché è così bello il cielo oggi che ci vorresti proprio tu amore bianco RITRATTO DI TE, NEL PRIMO SONNO Mi pare di sentire ancora la tua risata bambina, e quel dire...ti amo... così avaro di film, così semplice. Semplice come una cena riscaldata, su una tavola senza tovaglia. Come parlassi di un libro, o di un incontro casuale. Anzi no. Sai come ? come contassi il resto, messo via in fretta, nella calca di una bottega all'ora che si avvicina chiusura. My old addiction, la radio a quest'ora conosce tutti i segreti per lasciarti dormire. No, non fa parte di te la tragedia, o la finzione. Non fa parte di te nemmeno l'innocenza delle piccole bugie, quelle dette a fin di bene. Non avresti nessuno a cui dirle, tu. In quest'epoca di tecnologie affannose, non conosci affanno, e ti commuove ancora il rumore della carta sfogliata, o il rude e sottilissimo sibilo di un pennello sulla tela, quella vicino alla finestra, sul cavalletto . Ormai i colori sono seccati, si sono stancati anche loro di guardare fuori dalla finestra, invocando un nudo che non c'era mai. Ti piace vedere ciò che non vedi. Ancora una canzone, Elisa...dancing...quanto dura, cinque minuti ? meno... Cosa succede in pochi minuti ? In pochi minuti il sole scompare, senza traccia di sangue, e in quei minuti vi è permesso guardarlo negli occhi, perché si adagia patetico. Come una brace ancora viva, ma vecchia Sconfitta. Rassegnata. Sembra un malato conscio di non avere davanti a se numerose primavere, o notti luminose d'amore. Pochi minuti per scordare mani, per scordare me, che mi ostino a cercare i tuoi baci. Solo la sublime orazione del mare, breve, per lasciarti il tempo di dire ...dobbiamo andare, poiché questo è tempo di amare. E' tempo in cui i bambini si accingono a finire i giochi, e le madri riposano le gambe stanche, e si carezzano le mani screpolate con creme al timo, o alla rosa. In questo tempo c'è che mi dici ti amo, e ti rimane stampato sulla bocca, come adesso che dormi, dopo la tua fretta di me, l'unica che ti riconosco. C'è che ora io parlo, e tu nemmeno mi senti, perché sei già in fondo al mare, insieme a quel sole che ti ha lasciato le sue bruciature veniali, sul viso. Domani sarò ancora qui, amore mio. Ecco la mia piccola bugia, buonanotte...