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LA MANCANZA DI RICHIESTA DI POESIA


Come uno schiavo malato, o una bestiavagavo per un mondo che mi era assegnato in sorte,con la lentezza che hanno i mostridel fango - o della polvere - della selva -strisiciando sulla pancia - o su pinnevane per la terraferma - o ali fatte di membrane...C'erano intorno argini, o massicciate,o forse stazioni  abbandonate in fondo a cittàdi morti - con le  strade e i sottopassaggidella notte alta, quando si sentono soltantotreni spaventosamente lontani,e sciaquii di scoli, nel gelo definitvo,nell'ombra che non ha domani.Così mentre mi erigevo come un verme, molle, ripugnante nella sua ingenuità,qualcosa passò nella mia anima - comese in un giorno sereno si rabbiuasse il sole;sopra il dolore della bestia affannatasi collocò un altro dolore, più meschino e buio,e il mondo dei sogni s'incrinò."Nessuno ti richiede più poesia!"E:" E' passato il  tuo tempo di poeta...""Gli anni cinquanta sono finiti nel mondo!""Tu con le ceneri di Gramsci ingiallisci,e tutto ciò che fu vita ti duolecome una ferita che si riapre e dà la morte!"[PASOLINI-  Poesia in forma di rosa]