ultimamente mi è capitato di intavolare dei discorsi più belli del solito, proprio qui fra i bloggers, e da questi discorsi mi è potuto succedere di tirare fuori quelle riflessioni che troppo spesso vivono nascoste perchè date per scontate o perchè non ci si confronta con persone che abbiano questo desiderio di scambiarsi delle idee o opinioni su se stessi e sulle relazioni col mondo.Ci vuole tranquillità, silenzio intensità, predisposizione ad ascoltare. Ma non parlo delle chiacchiere o dei discorsi logorroci, che coprono tutto solo di parole ma parlo di duetti...come nella musica di sintonia di empatia.Ma la voglia di sentire con empatia gli altri da dove nasce? Chi ce la insegna?Nella vita incontri decine di persone che non ne sanno nulla di questa empatia, persone che separano nettamente la propria vita da quella degli altri.Non si pongono il problema del dolore che provocano o che sentono negli altri o nel mondo.E' una cosa che non li riguarda, ma quando capita loro di subire qualche vicenda personale di sofferenza tendono a credere che il mondo ce l'abbia con loro.E invece nessuno di noi è davvero indispensabile...a parte per chi ci ama...L'amore c'entra sempre!E credo che sentire la sofferenza o la gioia di un altra persona sia la strada migliore perchè la gioia esista e perchè il dolore si allontani...Le prove della vita sono molteplici e inaspettate e quindi bisogna essere sempre disposti ad imparare cos'è il dolore e cos'è la gioia e facilitarne ogni espressione !Se l'empatia fosse come una cassa di risonanza dei sentimenti, come dentro a una chitarra o un violino, per propagarne i suoni..l'incontro con gli altri potrebbe trasformarsi in una entusiasmante avventura anzichè in una deludente recita trita e ritrita, in cui si parlano lingue diverse, un dialogo fra sordi o peggio ancora un aggredirsi, privo di una tensione, di un pathos, senza sentire nulla di quello che prova l'altro:-)
la cassa di risonanza dei sentimenti
ultimamente mi è capitato di intavolare dei discorsi più belli del solito, proprio qui fra i bloggers, e da questi discorsi mi è potuto succedere di tirare fuori quelle riflessioni che troppo spesso vivono nascoste perchè date per scontate o perchè non ci si confronta con persone che abbiano questo desiderio di scambiarsi delle idee o opinioni su se stessi e sulle relazioni col mondo.Ci vuole tranquillità, silenzio intensità, predisposizione ad ascoltare. Ma non parlo delle chiacchiere o dei discorsi logorroci, che coprono tutto solo di parole ma parlo di duetti...come nella musica di sintonia di empatia.Ma la voglia di sentire con empatia gli altri da dove nasce? Chi ce la insegna?Nella vita incontri decine di persone che non ne sanno nulla di questa empatia, persone che separano nettamente la propria vita da quella degli altri.Non si pongono il problema del dolore che provocano o che sentono negli altri o nel mondo.E' una cosa che non li riguarda, ma quando capita loro di subire qualche vicenda personale di sofferenza tendono a credere che il mondo ce l'abbia con loro.E invece nessuno di noi è davvero indispensabile...a parte per chi ci ama...L'amore c'entra sempre!E credo che sentire la sofferenza o la gioia di un altra persona sia la strada migliore perchè la gioia esista e perchè il dolore si allontani...Le prove della vita sono molteplici e inaspettate e quindi bisogna essere sempre disposti ad imparare cos'è il dolore e cos'è la gioia e facilitarne ogni espressione !Se l'empatia fosse come una cassa di risonanza dei sentimenti, come dentro a una chitarra o un violino, per propagarne i suoni..l'incontro con gli altri potrebbe trasformarsi in una entusiasmante avventura anzichè in una deludente recita trita e ritrita, in cui si parlano lingue diverse, un dialogo fra sordi o peggio ancora un aggredirsi, privo di una tensione, di un pathos, senza sentire nulla di quello che prova l'altro:-)