"Questo portiere era un portiere da incubo. Era uno spilungone biondo, dal viso emaciato, dal petto concavo e dalle movenze indolenti da apache. Non possedeva affatto lo scatto , la contrazione enfatica e la nevrotica trepidazione professionale: stava in porta con degnazione insolente, appoggiato a un montante come se al gioco assistesse soltanto, con aria insieme oltraggiata e oltraggiosa.Eppure, le poche volte che la palla veniva calciata in porta dagli italiani, lui era sempre sulla traiettoria, come per caso, pur senza mai fare un movimento brusco: stendeva un lunghissimo braccio, uno solo, che sembrava gli uscisse dal corpo come le corna di una chiocciola, e possedesse la stessa qualità invertebrata e appiccicosa. Ed ecco, la palla vi aderiva solidamente, perdendo tutta la sua forza viva: gli scivolava sul petto, poi giù lungo il corpo e la gamba, fino a terra.L'altra mano non l'adoperò mai: la tenne ostentatamente in tasca per tutto l'incontro. (La tregua di Primo Levi)Primo Levi è uno scrittore che io amo profondamente, perchè è nelle mie corde con la sua ironia dolce e il suo stile.Qui descrive una partita di pallone in maniera davvero ironica e divertente,racconta i tipi umani con la giusta fantasia e il giusto realismo e quella punta d'ironia un po' amara e però molto umana che c'è sempre ovunque uno vada. Lui, chiunque incontri, vi trova il lato tragicomico dell'individuo e il lato positivo o il lato cattivo, insomma è un grande osservatore, è stato..un buon osservatore, tra l'altro di una realtà, quella dei lager nazisti atrocemente disumanizzante e tragica.Lui sopravvissuto ha sentito l'urgenza di essere un testimone.
Partita a pallone fra la squadra di Katowice (Polonia) e una rappresentativa italiana
"Questo portiere era un portiere da incubo. Era uno spilungone biondo, dal viso emaciato, dal petto concavo e dalle movenze indolenti da apache. Non possedeva affatto lo scatto , la contrazione enfatica e la nevrotica trepidazione professionale: stava in porta con degnazione insolente, appoggiato a un montante come se al gioco assistesse soltanto, con aria insieme oltraggiata e oltraggiosa.Eppure, le poche volte che la palla veniva calciata in porta dagli italiani, lui era sempre sulla traiettoria, come per caso, pur senza mai fare un movimento brusco: stendeva un lunghissimo braccio, uno solo, che sembrava gli uscisse dal corpo come le corna di una chiocciola, e possedesse la stessa qualità invertebrata e appiccicosa. Ed ecco, la palla vi aderiva solidamente, perdendo tutta la sua forza viva: gli scivolava sul petto, poi giù lungo il corpo e la gamba, fino a terra.L'altra mano non l'adoperò mai: la tenne ostentatamente in tasca per tutto l'incontro. (La tregua di Primo Levi)Primo Levi è uno scrittore che io amo profondamente, perchè è nelle mie corde con la sua ironia dolce e il suo stile.Qui descrive una partita di pallone in maniera davvero ironica e divertente,racconta i tipi umani con la giusta fantasia e il giusto realismo e quella punta d'ironia un po' amara e però molto umana che c'è sempre ovunque uno vada. Lui, chiunque incontri, vi trova il lato tragicomico dell'individuo e il lato positivo o il lato cattivo, insomma è un grande osservatore, è stato..un buon osservatore, tra l'altro di una realtà, quella dei lager nazisti atrocemente disumanizzante e tragica.Lui sopravvissuto ha sentito l'urgenza di essere un testimone.