Vorrei dare il mio modestissimo contributo a questa giornata della memoria: riportando due pagine di un bellissimo libro che ho letto di recente.(Daniel Baremboim -La musica sveglia il tempo)L'Olocausto e la sua memoria - che deve essere sempre ricordato - rimanda immediatamente al conflitto israeliano-palestinese. In questo libro c'è una bellissima analisi che si svolge attraverso la Musica. Ricordando che l'identità palestinese ha lo stesso diritto di proiettare il suo lietmotiv nel futuro tanto quanto quella degli israeliani.Costruendo un un dialogo in cui ognuno riconosca l'altro."L'inizio di un processo politico, analogamente all'inizio di una frase musicale, mette in moto qualcosa che lotta per avere vita. e velocità proprie. Il popolo ebraico, vivendo in comunità minoritarie disperse ai quattro angoli della terra, aspirava a conseguire l'indipendenza nazionale, e così, nel 1948, venne creato lo Stato d'Israele. La nascita d'Israele fu irta di difficoltà e incontrò l'opposizione della popolazione non-ebraica della Palestina, ma Israele perseverò, con la forza di un leitmotiv e il sostegno della voce della coscienza del mondo.Nel conflitto israeliano-palesitnese c'era e ancora c'è, l'incapacità di ammettere l'interdipendenza di entrambe le voci implicate, oltre agli inevitabili cambiamenti portati dal tempo.La creazione dello Stato d'Israele fu il risultato di un idea ebraico-europea, la quale, se vuole proiettare il suo leitmotiv nel futuro, deve accettare che l'identità palestinese sia un leitmotiv valido quanto il proprio.I palestinesi sentono Israele suonare il suo leitmotiv nella tonalità sbagliata e aspirano a scegliere da sè la propria tonalità. Tuttavia, anche il leitmotiv più potente dipende dalle modulazioni che si verificano al proprio interno. E' impossibile ignorare i cambiamenti demografici che stanno avvenendo in Israele; adesso è più che mai necessario ascoltare i palestinesi, sia quelli dentro i confini di Israele sia quelli fuori.Se si potesse tradurre il dialogo israeliano-palestinese in una grande opera musicale, esso acquisterebbe lo status e la distanza necessari perchè entrambe le parti possano comprendere, valutare e percepire in maniera obiettiva. In un brano di musica, il fatto stesso che esistano simultaneamente due o più voci conferisce a ognuna legittimità, e nella musica occidentale non esite mai un racconto unilaterale; il dialogo contrappuntistico presenta sempre almeno due racconti nello stesso movimento e consente a ciascuno di presentarsi nella propria pienezza, mai però di parlare senza una controparte che sostiene, contraddice e completa la sua esposizione. Il racconto israeliano e quello palestinese - la loro opera di costante revisione e riscrittura della propria storia - si trovano nel medesimo stato di interconnessione permanente che esiste fra soggetto e controsoggetto di una fuga:Senza il controsoggetto, non c'è fuga. Nè si può dire che il soggetto abbia un'importanza maggiore del controsoggetto, poichè è una realtà obiettiva che senza l'altro nessuno dei due ha una collocazione logica."Daniel Baremboim -La musica sveglia il tempo
giornata della memoria...il lietmotiv d'Israele....
Vorrei dare il mio modestissimo contributo a questa giornata della memoria: riportando due pagine di un bellissimo libro che ho letto di recente.(Daniel Baremboim -La musica sveglia il tempo)L'Olocausto e la sua memoria - che deve essere sempre ricordato - rimanda immediatamente al conflitto israeliano-palestinese. In questo libro c'è una bellissima analisi che si svolge attraverso la Musica. Ricordando che l'identità palestinese ha lo stesso diritto di proiettare il suo lietmotiv nel futuro tanto quanto quella degli israeliani.Costruendo un un dialogo in cui ognuno riconosca l'altro."L'inizio di un processo politico, analogamente all'inizio di una frase musicale, mette in moto qualcosa che lotta per avere vita. e velocità proprie. Il popolo ebraico, vivendo in comunità minoritarie disperse ai quattro angoli della terra, aspirava a conseguire l'indipendenza nazionale, e così, nel 1948, venne creato lo Stato d'Israele. La nascita d'Israele fu irta di difficoltà e incontrò l'opposizione della popolazione non-ebraica della Palestina, ma Israele perseverò, con la forza di un leitmotiv e il sostegno della voce della coscienza del mondo.Nel conflitto israeliano-palesitnese c'era e ancora c'è, l'incapacità di ammettere l'interdipendenza di entrambe le voci implicate, oltre agli inevitabili cambiamenti portati dal tempo.La creazione dello Stato d'Israele fu il risultato di un idea ebraico-europea, la quale, se vuole proiettare il suo leitmotiv nel futuro, deve accettare che l'identità palestinese sia un leitmotiv valido quanto il proprio.I palestinesi sentono Israele suonare il suo leitmotiv nella tonalità sbagliata e aspirano a scegliere da sè la propria tonalità. Tuttavia, anche il leitmotiv più potente dipende dalle modulazioni che si verificano al proprio interno. E' impossibile ignorare i cambiamenti demografici che stanno avvenendo in Israele; adesso è più che mai necessario ascoltare i palestinesi, sia quelli dentro i confini di Israele sia quelli fuori.Se si potesse tradurre il dialogo israeliano-palestinese in una grande opera musicale, esso acquisterebbe lo status e la distanza necessari perchè entrambe le parti possano comprendere, valutare e percepire in maniera obiettiva. In un brano di musica, il fatto stesso che esistano simultaneamente due o più voci conferisce a ognuna legittimità, e nella musica occidentale non esite mai un racconto unilaterale; il dialogo contrappuntistico presenta sempre almeno due racconti nello stesso movimento e consente a ciascuno di presentarsi nella propria pienezza, mai però di parlare senza una controparte che sostiene, contraddice e completa la sua esposizione. Il racconto israeliano e quello palestinese - la loro opera di costante revisione e riscrittura della propria storia - si trovano nel medesimo stato di interconnessione permanente che esiste fra soggetto e controsoggetto di una fuga:Senza il controsoggetto, non c'è fuga. Nè si può dire che il soggetto abbia un'importanza maggiore del controsoggetto, poichè è una realtà obiettiva che senza l'altro nessuno dei due ha una collocazione logica."Daniel Baremboim -La musica sveglia il tempo