Non so perchè ma Shakespeare sa parlare a tutti, - anche tradotto- riesce con la musicalità del suo linguaggio ad arrivare al succo al cuore dei sentimenti. Mi consola sempre leggere qualcosa di lui, soprattutto quando sono delusa dagli uomini, che non sanno più voler bene, nè amare, nè fare l'amore, forse mi trovo in un isola stregata, in una città senza cuore, troppo dispersiva in cui tutti corrono e nessuno si ferma. In cui tutti cercano cose che non riescono a trovare e nessuno si guarda negli occhi, nessuno s'interessa veramente a te, oppure ti giudica oppure pensa e non ti dice. Insomma una città sleale. che ti spinge alla solitudine. Forse è anche l'epoca, ma io penso che prima o poi me ne andrò da Roma, perchè in tutti questi anni, ho trovato con immensa fatica persone sensibili e attente, persone che diano valore ai gesti. Per esempio i miei migliori amici sono abruzzesi, senza offesa per i romani, ma in tanti anni ancora non capisco come pensano, in che cosa credono e che si aspettano dalla vita!Shakespeare dietro al romanticismo fa affiorare sentimenti più intensi, che portrebbero palesarsi in ogni essere umano e che da che mondo è mondo si nascondono, per un pudore inutile...data la brevità della vita, e la sua preziosità... a che serve vivere se non si cerca questa autenticità di noi stessi?GIULIETTA :- Te ne vuoi già andare? Non è ancora giorno : era il canto di un usignolo e non di una allodola a ferirti il trepido orecchio. Di notte l' usignolo canta su quel melograno; credi a me, amore, era l' usignolo.ROMEO :- No, era l' allodola, foriera del giorno, non era l' usignolo. Guarda, amore, come quelle strisce laggiù a oriente tagliano invidiose le nuvole. Le falci della notte si sono oramai consumate e in punta di piedi il giocondo mattino s' è levato sulle cime nebbiose delle montagne. Devo andarmene e vivere, o rimanere e morire.GIULIETTA :- Quella luce non è la luce del giorno, lo so,…è una meteora irraggiata dal sole perché ti faccia da torcia e ti rischiari la strada che farai fino a Mantova. Rimani dunque, non devi andartene.ROMEO :- Lascia che mi prendano, lascia che mi uccidano…se tu vuoi così, io ne sono contento. E dico anch' io che quel lucore laggiù non è l' occhio del mattino ma un pallido riflesso del volto di Diana, che quelle note che risuonano tanto alte, sopra noi, nel firmamento, non sono dell' allodola. Vieni morte, e sii la benvenuta ! Giulietta stessa vuole così. Va bene, anima mia ? Discorriamo, non è ancora giorno.GIULIETTA :- Sì, sì, è giorno , corri via, vattene, subito ! E' l' allodola a cantare così stonata, sforzando aspre dissonanze e sgradevoli acuti. Dicono che l' allodola canti dolci melodie, ma questa è amara perché divide te da me ; dicono che l' allodola e il ripugnante rospo si siano scambiati gli occhi ; adesso mi sembra che si siano scambiate anche le voci poiché è questa voce a staccarci, spauriti, l' una dalle braccia dell' altro, allontanando te e ridestando il giorno. Vattene, vattene ! c' è sempre più luce.ROMEO :- Più e più luce è nel cielo, più e più buio è dentro noi.