Il dolore è una velacosì incredibilmente lieveche nemmeno lo senti,comincia con la cadenzadolce della neve,ed è lì che ti perdi.Ha la faccia di un bambinoe gli occhi di un lupo tristeche ti lecca la mano,conosce ogni parola che non esistee te le insegna una per unapiano pianoEd improvvisamente ecco che hai dimenticatocom’era bello l’amore,e te ne vai in girocome un vecchio cane sfiancatoche non sente più nessun odore,torni a casa con la divisa di un soldatoche non crede più nell’onoreNon lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare via,non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare viaIl bambino rincorrevala sua barca di carta,che ci vedeva la vita,ma il tempo non ha tempo,l’orologio s’incarta,la bussola è impazzitacammini dentro una nebbiadi persone e di coseche ti facevano sognare,e hai voglia di andar viasenza accampare scuseper non aver saputo amare,quando hai finito tutte le più inutili scuseper potere restareNon lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare via,non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare viaNon ne ho la forza né la voglia di provarcie neanche le ragioni,altro che balle, sentimenti, tuffi al cuoree piagnistei per scrivere canzoni;vorrei guardare più lontano,ma lontano adesso è un tempospaventosamente breve,vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,risvegliarmi che non so nemmeno dovenon lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare via,non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,non lasciarmi andare via.di Roberto Vecchioni