Sto leggendo un libro entusiasmante: Socrate, lo stregone Il primo guaritore di anime di Nicolas Grimaldi.
"L'anima filosofica si distoglierebbe dal divenire e dal sensibile per convertirsi all'eternità dell'intellegibile. Con questa medesima inversione, considererebbe più reale ciò che concepisce rispetto a ciò che vede, l'immaterialità di ciò che pensa rispetto alla materialità di ciò che tocca. Tutti questi ribaltamenti nono sono però che altrettante conseguenze di un rovesciamento ben più fondamentale operato da Socrate e che consiste nell'aver invertito la relazione spontanea fra il reale e il linguaggio. Anzichè sia il linguaggio ad avere la funzione di enunciare ciò che è reale, d'ora innanzi sarà reale solo ciò che enuncia il linguaggio. Il linguaggio non sarà più un satellite del reale, ma sarà il reale ad essere un satellite del linguaggio.Il linguaggio non si affaticherà più nella complessità, nella contraddizione e nella confusione di dire ciò che ; ciò che dice, sarà.E' questa la grande rivoluzione inaugurata da Socrate.Nello stesso momento in cui fonda la logica, fa della filosofia un incantesimo."(da pag. 62)