Luciano Moggi: 'Mancini si crede un "super"...' Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, è intervenuto oggi ai microfoni di Siamo Tutti CT, il nuovo programma sul calcio in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 13,00 alle ore 15,00 sul network nazionale Radio Kiss Kiss. Ecco le sue dichiarazioni: “Le squadre italiane erano partite con i favori del pronostico solo per l’Inter, mentre nei risultati sembravano svantaggiate Roma e Milan. Si è poi verificato l’opposto: la Roma ha vinto con il Real Madrid, anche se con un risultato pericolosissimo perché per il Real sarà sufficiente fare un goal per andare avanti. Ritengo che ora la Roma sia sfavorita dal pronostico dovendo andare a giocare in Spagna. Per quanto attiene al Milan, penso che con l’Arsenal abbia giocato una partita oculata a centrocampo, dove aveva solo l’obiettvo di tenere l’avversario in una certa maniera per non subire goal, e c’è riuscito. Il Milan ha sofferto contro una squadra che davanti non ha nessuno: quando sento dire, anche da allenatori celebri, che Adebayor è un grande giocatore, mi viene da ridere: i piedi sono quelli che sono, in progressione è strepitoso perché ha delle leve bestiali, arriva prima di tutti sul pallone ma non riesce a concludere. In Inghilterra fa goal perché il gioco è diverso, ti concedono praterie, c’è poca marcatura e di conseguenza si trova a suo agio; incontrando le squadre italiane credo che questo non succeda. Vedo una partita di ritorno molto difficile per il Milan perché i rossoneri in concreto non hanno un attacco che fa scintille. Hanno grandi problemi in attacco acuiti dal fatto che non si mette in campo Gilardino in una coppa internazionale e si schiera Pato allo sbaraglio e non allenato visti i crampi dopo poco: così si rischia, poi di demotivare il brasiliano e di non averlo neanche quando sta bene. Sull’Inter, ho fatto una disamina e sono convinto che il problema con il Liverpool sia stato costituito involontariamente da Materazzi e dalla sua espulsione, che è stata determinante. Ma per me l’approccio dei nerazzurri non è stato buono perché Mancini crede di essere un “super”, va avanti nel calcio credendo di vincere le partite così come si vince una partita a scopa con gli amici e non è così. Ha concesso un’intervista a El Pais, in Spagna, il giorno prima della partita, dicendo che le televisioni fanno schifo per come si comportano, oppure dando la formazione con la coppia d’attacco due giorni prima della gara: questo significa che ritiene che tutte le cose siano doverosamente a favore dell’Inter e ha avuto la dimostrazione che non è proprio così perché i nerazzurri devono essere caricati soprattutto in Champions League in quanto gli avversari sono di tutto rispetto. E il Liverpool è come il Milan, in campo internazionale si trasforma. Per concludere sull’Inter, devo dire che è semplicistico, come dice Moratti che si possono fare anche quindici goal. E’ vero, ma se ne possono subire sedici… La Juve? E’ già tanto che si trovi in quelle posizioni. Bisogna ringraziare l’allenatore e i giocatori della vecchia guardia. D’altra parte, è la formazione che ho lasciato io salvo i grandi campioni che hanno venduto, come Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Ibrahimovic. La squadra si fa rispettare ugualmente e questo significa che non erano complotti come dice Moratti. Se erano complotti prima, lo sono anche quelli questi di Moratti. Ritengo che, così come non erano complotti allora, non lo siano neanche adesso. Faceva comodo a Moratti perché aveva un banda un po’ sbandata a Roma nel famoso 5 maggio del 2002: quella volta ha perso pensando di avere già vinto e a Liverpool l’altro giorno si è presentata la stessa Inter di quel 5 maggio. Un mio ritorno nel calcio? Vorrei tornare quanto prima, ma non dipende da me. Io candidato in politica? Non è assolutamente vero: me l’hanno chiesto ma la politica non è il mio mestiere. Con Veltroni o Berlusconi? Non ricordo chi me l’ha chiesto, ma sicuramente più di uno”.
Stupenda intervista a radio kiss kiss...
Luciano Moggi: 'Mancini si crede un "super"...' Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, è intervenuto oggi ai microfoni di Siamo Tutti CT, il nuovo programma sul calcio in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 13,00 alle ore 15,00 sul network nazionale Radio Kiss Kiss. Ecco le sue dichiarazioni: “Le squadre italiane erano partite con i favori del pronostico solo per l’Inter, mentre nei risultati sembravano svantaggiate Roma e Milan. Si è poi verificato l’opposto: la Roma ha vinto con il Real Madrid, anche se con un risultato pericolosissimo perché per il Real sarà sufficiente fare un goal per andare avanti. Ritengo che ora la Roma sia sfavorita dal pronostico dovendo andare a giocare in Spagna. Per quanto attiene al Milan, penso che con l’Arsenal abbia giocato una partita oculata a centrocampo, dove aveva solo l’obiettvo di tenere l’avversario in una certa maniera per non subire goal, e c’è riuscito. Il Milan ha sofferto contro una squadra che davanti non ha nessuno: quando sento dire, anche da allenatori celebri, che Adebayor è un grande giocatore, mi viene da ridere: i piedi sono quelli che sono, in progressione è strepitoso perché ha delle leve bestiali, arriva prima di tutti sul pallone ma non riesce a concludere. In Inghilterra fa goal perché il gioco è diverso, ti concedono praterie, c’è poca marcatura e di conseguenza si trova a suo agio; incontrando le squadre italiane credo che questo non succeda. Vedo una partita di ritorno molto difficile per il Milan perché i rossoneri in concreto non hanno un attacco che fa scintille. Hanno grandi problemi in attacco acuiti dal fatto che non si mette in campo Gilardino in una coppa internazionale e si schiera Pato allo sbaraglio e non allenato visti i crampi dopo poco: così si rischia, poi di demotivare il brasiliano e di non averlo neanche quando sta bene. Sull’Inter, ho fatto una disamina e sono convinto che il problema con il Liverpool sia stato costituito involontariamente da Materazzi e dalla sua espulsione, che è stata determinante. Ma per me l’approccio dei nerazzurri non è stato buono perché Mancini crede di essere un “super”, va avanti nel calcio credendo di vincere le partite così come si vince una partita a scopa con gli amici e non è così. Ha concesso un’intervista a El Pais, in Spagna, il giorno prima della partita, dicendo che le televisioni fanno schifo per come si comportano, oppure dando la formazione con la coppia d’attacco due giorni prima della gara: questo significa che ritiene che tutte le cose siano doverosamente a favore dell’Inter e ha avuto la dimostrazione che non è proprio così perché i nerazzurri devono essere caricati soprattutto in Champions League in quanto gli avversari sono di tutto rispetto. E il Liverpool è come il Milan, in campo internazionale si trasforma. Per concludere sull’Inter, devo dire che è semplicistico, come dice Moratti che si possono fare anche quindici goal. E’ vero, ma se ne possono subire sedici… La Juve? E’ già tanto che si trovi in quelle posizioni. Bisogna ringraziare l’allenatore e i giocatori della vecchia guardia. D’altra parte, è la formazione che ho lasciato io salvo i grandi campioni che hanno venduto, come Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Ibrahimovic. La squadra si fa rispettare ugualmente e questo significa che non erano complotti come dice Moratti. Se erano complotti prima, lo sono anche quelli questi di Moratti. Ritengo che, così come non erano complotti allora, non lo siano neanche adesso. Faceva comodo a Moratti perché aveva un banda un po’ sbandata a Roma nel famoso 5 maggio del 2002: quella volta ha perso pensando di avere già vinto e a Liverpool l’altro giorno si è presentata la stessa Inter di quel 5 maggio. Un mio ritorno nel calcio? Vorrei tornare quanto prima, ma non dipende da me. Io candidato in politica? Non è assolutamente vero: me l’hanno chiesto ma la politica non è il mio mestiere. Con Veltroni o Berlusconi? Non ricordo chi me l’ha chiesto, ma sicuramente più di uno”.