A me parlare con le voci sintetiche non piace. Ascoltare le registrazioni mi tranquillizza quanto un litro di caffè ad un tachicardico. Interagire con le interfacce mi anestetizza. La modernità ed io siamo rette parallele.Per prenotare il treno vado dall'omino in stazione. Preferisco l'omino, anzi gli omini che sono gli stessi di quando andavo in università e allora l'abbonamento si comprava solo in stazione. Internet era una sorta di ufo, qualcuno ne parlava come se esistesse davvero e da un momento all'altro sarebbe atterrato tra noi...Questo preambolo è solo un esercizio di stile, peraltro mal riuscito.Nel tardo pomeriggio ho contattato il gestore telefonico per far presente un fastidio: in 24 ore mi è arrivato lo stesso messaggio circa settanta volte. Volta più, volta meno. Per parlare con un operatore ci vuole una laurea in psicologia, una in ingegneria delle telecomunicazioni, una in sanscrito moderno, bisogna saper risolvere rebus, indovinelli della sfinge, parole crittografate, avere un master in criminologia e ore a dispozione. Dopo essermi flagellata, siamo in periodo, ho composto i tre numerini per mettermi in contatto con il favoloso mondo della telefonia mobile. Mi sono seduta, immobile, occhi vitrei, dita adunche, muscoli facciali contratti. In meno di cinque minuti ho parlato con un operatore vero, tale Alessandro. Ho esposto il problema, mi ha consigliato il rimedio e già che ci si era conosciuti perchè non usufruire di una promozione? Perchè è caduta la linea. I muscoli facciali si sono decontratti. E' iniziato il carosello di opzioni, numeri digitati, minuti aspettati. E' la volta di Valentina, riassumo quello che...linea caduta. Ancora. Un guizzo assassino è passato nella mente. Continuare o demordere? Continuare, esattamente. Solita tiritera, risponde Jennifer, sintetizzo come Ungaretti e, magia magia, la promozione viene attivata.Grido al miracolo?
Già fatto?!?
A me parlare con le voci sintetiche non piace. Ascoltare le registrazioni mi tranquillizza quanto un litro di caffè ad un tachicardico. Interagire con le interfacce mi anestetizza. La modernità ed io siamo rette parallele.Per prenotare il treno vado dall'omino in stazione. Preferisco l'omino, anzi gli omini che sono gli stessi di quando andavo in università e allora l'abbonamento si comprava solo in stazione. Internet era una sorta di ufo, qualcuno ne parlava come se esistesse davvero e da un momento all'altro sarebbe atterrato tra noi...Questo preambolo è solo un esercizio di stile, peraltro mal riuscito.Nel tardo pomeriggio ho contattato il gestore telefonico per far presente un fastidio: in 24 ore mi è arrivato lo stesso messaggio circa settanta volte. Volta più, volta meno. Per parlare con un operatore ci vuole una laurea in psicologia, una in ingegneria delle telecomunicazioni, una in sanscrito moderno, bisogna saper risolvere rebus, indovinelli della sfinge, parole crittografate, avere un master in criminologia e ore a dispozione. Dopo essermi flagellata, siamo in periodo, ho composto i tre numerini per mettermi in contatto con il favoloso mondo della telefonia mobile. Mi sono seduta, immobile, occhi vitrei, dita adunche, muscoli facciali contratti. In meno di cinque minuti ho parlato con un operatore vero, tale Alessandro. Ho esposto il problema, mi ha consigliato il rimedio e già che ci si era conosciuti perchè non usufruire di una promozione? Perchè è caduta la linea. I muscoli facciali si sono decontratti. E' iniziato il carosello di opzioni, numeri digitati, minuti aspettati. E' la volta di Valentina, riassumo quello che...linea caduta. Ancora. Un guizzo assassino è passato nella mente. Continuare o demordere? Continuare, esattamente. Solita tiritera, risponde Jennifer, sintetizzo come Ungaretti e, magia magia, la promozione viene attivata.Grido al miracolo?