scripta manent...

Lunedì


La sveglia trilla alle 6,45. Apro gli occhi con pigrizia, la stanza è avvolta dal buio. Giornata grigia. Mi crogiolo nel tepore delle lenzuola per cinque minuti.Sono al telefono con mio fratello, scendo dall'auto. Indosso una gonna a piegoline blu e una giacca bianca con i bordi blu. "Sei una donna o un uomo?". Non capisco il senso della domanda, sei mio fratello, lo sai cosa sono. "Se indossare una gonna è indicativo di qualcosa, che al momento non mi sovviene, sono una donna". Il fratello ride. Mi si avvicina un uomo moro, mi scruta e va dalla parte del viaggiatore. Salgo in auto, lui si siede accanto a me. Sono colta da panico, il telefono si smaterializza dalle mie mani. Lo sconosciuto mi intima di partire. Prende la sua cintura di sicurezza e mi blocca. Non capisco come. Cerco di realizzare.Mi sveglio agitata.Molto agitata sono le 7,25 e alle 7,55 devo essere a lavoro.Look sportivo, non ho tempo di alambiccare. Camicia azzurra, maglione blu, jeans, ballerine azzurre. Un velo di terra e via, più veloce della luce. Il cofanetto schizza dalle mie mani e si infrange su piastrelle, pavimento e tappeto del bagno. Impreco.Giacca, borsa, valigetta.Niente colazione, non c'è tempo, lo stomaco gorgoglia per la fame, un bicchiere d'acqua però... Madame maldestra allaga lavello e piano di lavoro, il bicchiere si salva. Non c'è tempo per asciugare. Impreco.Il garage non si apre. Impreco. Smanetto. Impreco. Alla fine vinco.Non guardo neanche l'orologio, lo temo.Arrivo in orario perfetto.Altro giro, altra corsa.