Il reale non esiste! Pensarlo in un momento di riflessione intima è normale, almeno per me, ma che questo pensiero mi sovrasti rumoroso e costante alle nove di mattina mi eccita.Sono sveglio e scattante, acuto e pronto, totalmente in possesso di me stesso e delle mie facoltà.Solamente fiino a 10 giorni fa la mia percezione del mondo pesava come un fardello quasi insostenibile e mi sentivo destinato a soccombere sotto i colpi del destino. Cos'è cambiato? Mi soffermo a pensare e più lo faccio e più la mia mente mi nega le parole adatte ad esplicitare in quanto pensieri su pensieri si infrangono su di me come onde di un oceano in tempesta.Ricordo che Schopenhauer diceva che la vita di un uomo è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia in un brevissimo intervallo illusorio che è la gioia.Sempre lui, ipotizzava la percezione come "apparenza o illusione" generata dalla nostra coscienza mentre la realtà assoluta o "noumeno" come nascosta dietro un velo (velo di Maya) che l'uomo dovrebbe superare, scoprire e comprendere.Che io sia una persona intimista non mi sorprende e tantomeno che io anneghi nelle mie fisime mentali, quello che invece davvero non riesco a comprendere è il "perchè" l'arrivo della "gioia" mi colga sempre impreparato.Tutto questo mi fa pensare che ora io mi trovi tra i due punti di picco del pendolo.Ieri non ero attento al vestire mentre stamattina ho avuto un impulso irrefrenbile a mostrare fuori come sto bene dentro.Sono mesi forse che non scrivo quì ed oggi lo sto facendo. Ripenso a me stessodel recente passato e sorrido.Credo che a questo punto della mia esistenza io debba adoperarmi per riuscire ad allontanare definitivamente il dolore che ciclicamente mi rapisce. Sono nato il 22 febbraio come Schopenhauer e forse sono proprio queste casualità che spingono l'uomo alla positività ed alla voglia di vivere.Paolo
Il velo di Maya
Il reale non esiste! Pensarlo in un momento di riflessione intima è normale, almeno per me, ma che questo pensiero mi sovrasti rumoroso e costante alle nove di mattina mi eccita.Sono sveglio e scattante, acuto e pronto, totalmente in possesso di me stesso e delle mie facoltà.Solamente fiino a 10 giorni fa la mia percezione del mondo pesava come un fardello quasi insostenibile e mi sentivo destinato a soccombere sotto i colpi del destino. Cos'è cambiato? Mi soffermo a pensare e più lo faccio e più la mia mente mi nega le parole adatte ad esplicitare in quanto pensieri su pensieri si infrangono su di me come onde di un oceano in tempesta.Ricordo che Schopenhauer diceva che la vita di un uomo è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia in un brevissimo intervallo illusorio che è la gioia.Sempre lui, ipotizzava la percezione come "apparenza o illusione" generata dalla nostra coscienza mentre la realtà assoluta o "noumeno" come nascosta dietro un velo (velo di Maya) che l'uomo dovrebbe superare, scoprire e comprendere.Che io sia una persona intimista non mi sorprende e tantomeno che io anneghi nelle mie fisime mentali, quello che invece davvero non riesco a comprendere è il "perchè" l'arrivo della "gioia" mi colga sempre impreparato.Tutto questo mi fa pensare che ora io mi trovi tra i due punti di picco del pendolo.Ieri non ero attento al vestire mentre stamattina ho avuto un impulso irrefrenbile a mostrare fuori come sto bene dentro.Sono mesi forse che non scrivo quì ed oggi lo sto facendo. Ripenso a me stessodel recente passato e sorrido.Credo che a questo punto della mia esistenza io debba adoperarmi per riuscire ad allontanare definitivamente il dolore che ciclicamente mi rapisce. Sono nato il 22 febbraio come Schopenhauer e forse sono proprio queste casualità che spingono l'uomo alla positività ed alla voglia di vivere.Paolo