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A VOLTE UN PUGNO E' L'UNICA CAREZZA


Una frase forte, sembra il titolo  di un film dell’orrore, ma rende l’idea della violenza che troppo spesso le donne sono costrette a subire,  nell’ambito famigliare e non solo, e parlare di violenza fisica è  prendere in esame un aspetto, forse il più visibile, delle violenze perpetrate sulle donne, in questa civiltà che non è- ha molto di civile,  violenza riconosciuta  oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani.La violenza fisica è quella dimostrabile, lascia segni esteriori, ma è socialmente considerata come “fatto privato”; complice la vergogna, la paura, il giudizio, la vittima si sente in colpa, la donna picchiata a sangue, la donna che rimane deturpata per sempre, la donna che si lecca le sue ferite in silenzio, la donna che vive nel terrore di sentire quella chiave girare nella serratura, non ha quasi mai il coraggio di urlare “ aiutatemi”, perché vittima anche di una violenza psicologica profonda, ridotta mentalmente a una nullità, un niente dolorante che porta dentro una vergogna irraccontabile, perché in fondo lei pensa che se viene picchiata in qualche modo “ se l’è meritato”, e qualcuno è pronto a giurare che forse “ le piace”.La violenza psicologica: donne  costrette a sposare uomini che non desiderano, private del loro salario, di ogni potere decisionale sulla propria vita, sulla propria famiglia, ricattate moralmente perché gli si paventa di portargli via i figli, di essere rinchiuse o sbattute fuori di casa,  private dei loro interessi e passioni, costrette a lasciare il proprio lavoro in nome della religione, in nome della supremazia che alcuni uomini vogliono a tutti i costi esercitare.La violenza sessuale: le donne  spesso sono bottino di guerra, stuprate dal nemico in segno di sfregio, usate come mezzo per umiliare il nemico. Stuprate per un no non accettato, perché sono troppo belle, perché con la violenza della loro intimità si ha supremazia totale, la distruzione mentale della loro identità, e non sono solo gli sconosciuti a stuprare, spesso accade in casa, ad opera del proprio compagno, che impone con la violenza un rapporto sessuale.Le donne muoiono, uccise con esecuzioni in piscina davanti ai parenti perché hanno scelto chi amare, lapidate perché adultere, muoiono o rimangono sfregiate o cieche per l’acido che gli viene versato addosso, perché hanno detto un no….perché hanno detto ho la mia identità sono una persona libera di scegliere la mia vita, punizioni estreme per scelte sacrosante per diritti che nessuno dovrebbe toglierci. Private della loro sessualità mediante la  mutilazione degli organi genitali,  per il solo controllo del loro piacere e del loro corpo.E’ stata istituita la  GIORNATA INTERNAZIONALE  CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, che triste pensare di aver bisogno di giornate dedicate, come se fossimo foche da salvare dalla strage oppure animali in estinzione da proteggere, ma è importante constatare che qualcosa si sta muovendo, che gli organismi internazionali si stanno rendendo conto che bisogna fare qualcosa. Bisogna continuare a lottare, a denunciare, ad urlare affinchè questo interminabile  corteo di donne con gli occhi bassi, con la testa chinata, possa finalmente alzare il viso senza paura di scontrarsi con un pugno, reale o mentale,  perché le loro mani non debbano servire a ripararsi dalle botte, dalle violenze,  perché il loro corpo non sia usato come un oggetto usa e getta, perché il diritto di  essere, di esistere, di pensare, è inviolabile,  perché il sole è di tutti….e tante…. troppe vivono nel buio del loro dolore, della loro disperazione, perché troppe pagano con la morte, il buio per sempre scritto da: sissunchi