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Un blog creato da blogdinapoli il 09/05/2013

ti presento napoli

un viaggio per napoli tra passato presente e futuro

 
 

Per condividere la napoletanità che è un modo di vivere, un modo di concepire la vita e realtà , un modo di nuovo di concepire l'altro e noi stessi, da persone libere e nello stesso tempo legate al destino di questa meravigliosa città. La napoletanità non ha carta d'identità, perchè essere napoletani non significa essere nati a Napoli ma amare questa città che apre le porte al mondo , sorride e chiede di amarla e rispettarla. Una città bella come i suoi vicoli, il suo mare, il suo orizzonte che fa tutt'uno con questo popolo semplicemente straordinario che è lo specchio del suo popolo. Noi siamo napoletani ma siamo convinti che in ogni abitante del mondo c'è traccia di napoletanità, una traccia che si ricerca in se stessi ed una luce che una volta trovata ci regala una speranza migliore per un futuro migliore.

alessandro tullio

 

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poesie.....

Post n°4 pubblicato il 20 Maggio 2013 da blogdinapoli
 

Vulesse sapè c' aggio fatto 'e male,
vulesse sapè pecchè p''o munno so' 'na cosa poco seria.
Aggio sempe luttato p''a gente mì,
aggio sfidato e putiente,
nun aggio mai chinato il capo,
l' aggio sempe pigliato in giro,
sbeffeggiato, denigrato,
ma mai con lui sono sceso a patti.
'O Popoli mì chest''o sape,
ma 'o riesto d''a gente fa orecchie da mercante.
Pe' lloro so' 'na semplice maschera 'e carnevale,
e si pure fosse? Pecchè Culumbrina è seria? Arlecchino fosse 'nu scienziato?
Però pe' mme 'o trattamento è diverso,
si 'nu Pullecenella ricene a chi nun tene curaggio o ai pagliacci,
so' forse 'nu pagliaccio je?
'A verità è che 'a paura fa nuvanta,
e i me, e d''o Popolo mì, tenene paura.
Napulità quanne ve ricene site 'nu Popolo 'e Pullecenella, siate orgogliosi,
je so' la vostra anima e vuje site a speranza mì,
'a speranza 'e vedè Napule libberata,
'na Napule nova.
Napulità, luttate, comme aggia fatte sempe je,
luttate comme v' aggia 'mbate jè,
con irriverenza, con intelli
genza, senza mai abbassare la testa.

Mario Buffardo

 
 
 

17 maggio San Pasquale...

Post n°3 pubblicato il 17 Maggio 2013 da blogdinapoli
 

Il suo culto, oltre che nel luogo di origine, si diffuse particolarmente a Napoli. Nella tradizione popolare napoletana il nome di Pasquale Baylon è spesso accostato all'universo femminile quale santo protettore; da qui l'invocazione:
«San Pasquale Baylonne protettore delle donne, fammi trovare marito, bianco, rosso e colorito, come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!».

Pasquale (Pascual) Baylón Yubero (Torrehermosa, 16 maggio 1540 – Villarreal, 17 maggio 1592) è stato un religioso spagnolo dell'Ordine dei Frati Minori Alcantarini: è stato proclamato santo da papa Alessandro VIII (1690).

Le sue spoglie, che si veneravano a Villarreal, furono profanate e disperse durante la guerra civile spagnola  (1936,39); in parte furono successivamente recuperate nel 1952. Attualmente sono principalmente conservate presso il Santuario dedicato al santo a Villarreal.

E' patrono di Diocesi di Segorbe-Castellón de la Plana, Villarreal, Furore, Torrehermosa, opere e congressi eucaristici e pastori.

Il santo viene considerato inoltre protettore di cuochi e pasticcieri perché, secondo la leggenda, sarebbe l'inventore dello zabaione.


CURIOSITÀ: Si racconta che alcune donne, confessando a San Pasquale i loro continui tradimenti, imputavano il loro peccato allo scarso vigore sessuale dei mariti. Fu proprio nel segreto del confessionale, illuminato da divina ispirazione, che il Santo elaborò una strategia alimentare per il controllo delle fornicazioni: '...mesci la energia dell'ovo solo il rosso con il bianco cristallo di zucchero e somministra con vino un goccio...'.
Il successo di questo doping naturale è notorio e proverbiale. All'epoca non c'era la Pfizer a brevettare la formula, sfruttandone i ricavi di vendita, così lo zabaione è arrivato fino a noi procurando a generazioni di maschietti prolungate erezioni a costo zero.
Per questa sua pozione miracolosa, il popolo femminile cominciò a considerare il frate come un Santo, il frenetico atto di sbattere uova e zucchero divenne un vero e proprio 'preliminare' e l'intruglio salvamatrimonio si chiamò 'Crema di San Baylon', distorto nel tempo in 'Sanbaion' per poi arrivare a noi come 'Zabaione'.

 
 
 

nascita della canzone classica napoletana

Post n°2 pubblicato il 16 Maggio 2013 da blogdinapoli
 

Se c'e' qualcosa che, piu' di tutto, rappresenta Napoli nel mondo e' senza dubbio la musica.

La canzone napoletana e' diventata il simbolo dell'Italia nel mondo ,grazie anche ai grandi interpreti che hanno contribuito a  diffonderla,venendo anche tradotta e interpretata in piu' lingue.

 Ha origini antichissime,la sua nascita risale al 1224 epoca in cui nacque ,per volere dell'imperatore Federico II di Svezia,la prima universita' statale e laica dell'occidente,quando Napoli non era ancora capitale del regno ma che comunque grazie a Federico II che la scelse per la sua posizione strategica e per il suo forte ruolo di polo culturale e intellettuale in quei tempi e questo contribui' alla sua affermazione di capitale nella scienza giuridica.

 Quando nel '400 , con Alfonso I D' Aragona la lingua napoletana divento' la lingua ufficiale del Regno,moltissimi musicisti, ispirati dai cori popolari, iniziarono a comporre le ballate, ed ancor di piu' nel '500 , e grazie a questo  "la villanella" ,quella che poi prendera' il nome di canzonetta, conquisto' l'Europa fino alla fine del '700.

La villanella napoletana rappresento' il primo approccio fondamentale per lo sviluppo e la nascita della canzone napoletana nell'800.

Nel '600 la villanella comincia a declinare per far posto alla prima tarantella ,con la conosciutissima"michelemma' " attribuita a Salvator Rosa , man mano ha poi subito altre influenze ,non solo per il canto ma anche nella treatalita' con cui venivano rappresentate le canzoni .

Nei primi dell'800 nascevano le prime case discografiche ,come Fratelli Fabbricatore o Francesco Aazzolino ,che  ebbero il merito di recuperare centinaia di brani antichi,

c'era anche un'altro mezzo di diffusione per la canzone napoletana,ed  era la"posteggia" .

Interpretata dai  "posteggiatori" ossia veri e propri artisti di strada vagabondi ,che si cimentevano in quest'arte portandola a spasso per le vie .

Dall'800 al '900 ci fu un cambiamento , la villanella o la tarantella che erano nate come espressione allegra della vita di Napoli, ,iniziarono a subire poi il periodo di pessimismo che i musicisti dell'epoca vivevano ,modificando cosi' lo spirito stesso delle canzoni.

In questo frangente molti musicisti iniziarono a comporre le prime basi di quella che poi sarebbe diventeta la canzone classica napoletana.

Nel secondo dopo guerra poi ci fu l'accorpamento di due ritmi ,quali la tarantella ed il jazz,portati avanti ad arte da Renato Carosone, contribuendo ancora di piu' al successo dell'esportazione in America ...

Ancora oggi la musica classica napoletana domina i piu' grandi palcoscenici del mondo ... oggi come ieri, l'Italia puo' vantarsi di un prodotto partenopeo per farsi riconoscere e apprezzare .

 
 
 

napoli.....

Post n°1 pubblicato il 14 Maggio 2013 da blogdinapoli
 

napoli E' una mamma,perche' quando passeggi tra i palazzi ,i vicoli, lei ti prende in braccio e ti culla ,ti dondola tra la sua musica,i suoi tanti profumi,ii vocio dei mercati....ogni pietra ti racconta qualcosa,ogni muro trasuda storia. napoli e' una bella donna ....ti ammalia,ti tenta, ti conquista e come tutte le donne vuole sentirsi amata. esiste una citazione che per me accomuna molto il simbolo della donna alla mia citta'e che racchiude un po tutta l'essenza che ne deriva . "quando si parla delle donne bisogna intingere la penna nell'arcobaleno" ecco, questa donna ha in se tutti i colori dell'arcobaleno. il giallo dell'allegria,del sole che la fa brillare....il blu, come blu sono il cielo e il mare...l'arancione,colore dell'ottimismo e della creativita'. rosso , il colore dell'amore quello che provano i veri napoletani per lei, rosso perche' noi siamo un popolo passionale. il viola che rappresenta l'umilta',la dignita' e la nobilta' ma che e' anche il colore della guarigione....infine il verde,come la speranza, la speranza che tutte le ferite aperte ormai da anni possano trovare sollievo , e come il viola racconta,la guarigione.


 
 
 
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