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Post N° 439


BERLUSCONI: AIUTARE LE BANCHE «Non ci sono ricette miracolistiche», ma «un intervento sulle banche è fondamentale». Silvio Berlusconi, al termine della cena offerta alla Casa Bianca venerdì' da George Bush a tutti i leader mondiali del G20, ha tracciato  un primo bilancio del summit di Washington. «Non si è parlato di un rafforzamento» del Fondo monetario internazionale o della costituzione di autorità ad hoc che vigilino sui mercati, ha spiegato il presidente del Consiglio, «piuttosto» ha aggiunto «di azioni concordate e di un maggior raccordo» tra i vari organismi internazionali. Il Fondo Monetario Internazionale e il Financial Stability Forum, guidato dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, hanno già espresso venerdì la propria disponibilità a farsi carico del compito. Nel comunicato - riferiscono le stesse fonti - si dovrebbe fare riferimento anche a un 'collegio dei supervisori' per monitorare le maggiori istituzioni finanziarie. Berlusconi parla della necessità di tranquillizzare le famiglie e le imprese, ma gli aiuti concreti passano prima dalle banche. Un provvedimento  - annuncia - sarà pronto entro la fine del mese al massimo affinchè «non si frenino i consumi» e le «banche continuino a fare le banche». «Il sostegno alle banche è necessario», ha ripetuto il premier. A quanto pare più di quello a famiglie, pensionati, precari.Il premier sottolinea la necessità di riscrivere le regole finanziarie «senza però eccedere in un'azione incisiva da parte dello Stato. Non bisogna cadere nel protezionismo», ha avvertito il presidente del Consiglio sposando così la linea di George Bush. Poi getta acqua sul fuoco delle aspettative sui risultati del vertice G20 di Washington. E anticipa che tra cento giorni, a metà febbraio, si svolgerà un nuovo vertice, incaricato di iniziare a studiare una nuova architettura finanziaria internazionale, «una nuova Bretton Woods» sulla base del lavoro preliminare svolto dai tecnici del gruppo.In realtà, ha spiegato il premier bisognerebbe parlare più correttamente di un G21 dal momento che «si sono aggiunti due Paesi, la Spagna e l'Olanda. È un summit cui partecipano i rappresentanti di Paesi che tutti insieme fanno l'82-83% dell'economia mondiale e che rappresentano più del 63% della popolazione mondiale». E tale rappresentatività è adeguata alla gravitàdei problemi da affrontare. «La crisi dei mercati finanziari, che ha suscitato anche fluttuazioni macroscopiche delle monete sta per riversarsi - avverte il premier - sull'economia reale.