Creato da dollmaker2 il 02/04/2010

BLOG (PU)PAZZESCO

creazioni e pensieri di un sarto matto

 

 

strani messaggi

Post n°25 pubblicato il 01 Aprile 2011 da dollmaker2
 

Ed ora qualche altra foto di scritte buffe... rigorosamente originali, rigorosamente svizzere!


Giusta osservazione...


indagine sul parere popolare da parte de Il Mattino della Domenica


Allora appuntamento per domenica 3 luglio (appuntamento altrove ovviamente)


Ma cosa sono i "Pezzi duri"?

 

 
 
 

bambola con kimono e trecce

Post n°24 pubblicato il 01 Aprile 2011 da dollmaker2
 

una mia recente creazione...

 
 
 

Primavera

Post n°23 pubblicato il 21 Marzo 2011 da dollmaker2
 

Er sole che tramonta appoco appoco

sparisce fra le nuvole de maggio

gonfie de pioggia e cariche de foco:

cento ricordi brilleno in un raggio,

cento colori sfumeno in un gioco.

 

Sur vecchio campanile der convento

nun c'è la rondinella pellegrina

che canta la canzona der momento:

però, in compenso, romba e s'avvicina

un trimotore da bombardamento.

 
Trilussa

 
 
 

150° anniversario dell'unità d'Italia: no grazie.

Post n°22 pubblicato il 17 Marzo 2011 da dollmaker2
 
Tag: diario

Ma che senso ha festeggiare uno Stato come il nostro? È come gioire per l’anniversario di matrimonio di una coppia in cui il marito mena la moglie, o il compleanno di un cane che morde tutti. Si dovrebbe celebrare l’anniversario di una Nazione in cui è bello vivere, che lavora per risolvere i problemi dei suoi cittadini, ma non mi pare proprio che questo sia il caso. Festeggiare cosa, dunque? Ah, giusto l’Unità d’Italia. Un concetto collegato più o meno esplicitamente con la politica attuale, il dualismo nord-sud, centralismo-federalismo, in senso lato perfino destra-sinistra, come se fossero due cose diverse, come se una delle due fosse okay e l’altra no, cosa smentita dalla nostra stessa esperienza politica. Sarò paranoico (lo sono senza dubbio, tranquilli) ma ci vedo un messaggio subliminale: l’unità, intesa come centro di potere al quale guardare con fiducia, un’idea che è fondamentale instillare nei cittadini scontenti, soprattutto in questo momento in cui il cosidetto sentimento antipolitico è sempre più forte, e a ragion veduta. Per l’odierno Sistema è vitale apparire saldo e benevolo, a prescindere dal fatto che i potenti che lo rappresentano (e che quindi di fatto sono il Sistema) siano tutto fuorché degni di fiducia. Ed ecco dunque che media e politici si adoperano per un’esaltazione propagandistica dell’epopea risorgimentale che ha tutte le caratteristiche delle celebrazioni rituali-patriottiche di un regime sul modello nazifascista. Io ho sempre visto il Risorgimento come un’operazione politica voluta soprattutto dai potenti e dai loro interessi, una sanguinosa guerra alla quale il popolo è stato convinto a partecipare soltanto grazie alla proverbiale e storica ingenuità delle genti della Penisola. Garibaldi era un guerrafondaio, Cavour un corrotto manovratore, Mazzini un massone della peggior razza, Verdi e Manzoni dei propagandisti amici dei potenti (e, nel caso di Manzoni, anche un autore piuttosto dozzinale, ma con le giuste amicizie, un autentico precursore dell’editoria moderna!). Mi chiedo come faccia a festeggiare il popolo del meridione d’Italia, che un secolo e mezzo fa ha dato il sangue per costruire una Nazione che poi l’ha abbandonato, favorendo la nascita di mafia, degrado e corruzione nel lungo corso di 150 anni di totale disinteresse per il Sud. Come faccia la gente ad essere felice che i soldi pubblici vengano spesi in celebrazioni trionfalistiche quando c’è una crisi da risolvere e L’Aquila da ricostruire, resta per me un totale mistero. Ma ciò che mi allarma di più è questo fanatico inneggiare alla Costituzione, la nostra meravigliosa Costituzione che è sacra e infallibile e deve essere studiata nelle scuole, glorificata e ammirata da tutti indistintamente. Mi sembra un concetto dai contorni quasi orwelliani, il Grande Fratello è perfetto e ti ama e non deve mai essere messo in discussione. Ma la Costituzione non è forse l’insieme di tutte le leggi? E non sono forse quelle stesse leggi che permettono ai nostri premier di fare ciò che vogliono senza subirne le conseguenze, che non riescono a garantire la sicurezza alla gente, che non puniscono i criminali come dovrebbero, che non danno pensioni sufficienti agli invalidi? Articolo 1: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Io lo trovo un capolavoro di linguaggio politico, in altre parole di ambiguità. Una repubblica democratica, questo deve essere chiaro, per carità, ma attenzione: fondata sul lavoro. Non sul benessere e sulla libertà dei cittadini, ma sul lavoro. Ma il lavoro cos’è, in questo mondo commerciale-capitalista, se non guadagno? Così come in fisica spazio e tempo sono una cosa sola, lo spazio-tempo, in economia lavoro e guadagno sono una cosa sola. In altre parole questa repubblica è fondata sul guadagno, cioè sul lavoro. Il lavoro che produce ricchezza attentamente mal distribuita, il lavoro che sostiene le banche, i centri di potere che stringono la Terra nel loro crudele pugno, il lavoro che produce veleni, il lavoro che produsse eternit per decenni in certe zone d’Italia. Mi viene in mente una persona che ho conosciuto e che recentemente è morta di asbestosi (cancro dovuto alle fibre d’amianto). Un mondo fondato sul lavoro-guadagno... guardatelo bene nei tg, proprio in questi giorni: parlare della tragedia in Giappone e sentir dire “però il nikkei ha rimbalzato”; sulle famiglie si è abbattuta una terribile catastrofe, le persone hanno perso coloro che amavano, ma il nikkei ha rimbalzato. Benvenuti nel mondo fondato sul lavoro. Così dice la perfetta Costituzione, signor Winston Smith: gloria eterna al lavoro(-guadagno). Tu pensa a lavorare, popolo, ché io, governo/banca/multinazionale, mi sobbarcherò l’onere di guadagnare. Ma la parte più bella del primo articolo della Sacra Costituzione è la seconda: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Geniale. Meraviglia dell’ingegneria semantica. L’E=mc2 della parola scritta. La sovranità, perciò il potere, appartiene al popolo... che lo esercita nei limiti della Costituzione, ovvero è libero fintantoché non si permette di mettere in dubbio la Costituzione, ovvero la Legge (scritta dai governanti). E la libertà, la civiltà illuminata e la razionalità finiscono nel momento in cui si smette di mettere in dubbio il potere e di pretendere che esso si evolva costantemente in favore della popolazione. No, io questa festa non la sento mia. Dico abbasso l’Italia delle ingiustizie, delle celebrazioni politico-patriottiche, della ricchezza mal distribuita, delle menzogne. Viva soltanto l’Italia che giustamente pretende dai potenti verità, libertà e benessere, l’Italia della gente che continua a sperare in un mondo migliore e non si fida ciecamente del Sistema. Viva l’Italia, ma quella senza bende tricolori sugli occhi!

 
 
 

strani messaggi (il ritorno)

Post n°21 pubblicato il 02 Marzo 2011 da dollmaker2
 


ma non è un po' grottesco metterci la figura dei gatti? Non sono mica VERE lingue di gatto??? Mi chiedo come sia la confezione dei filetti di passera di mare...

ma a proposito...


Ci vengo anch'io su sto pullman! (anche qui scriverlo in rosa è stato un colpo di genio...)


Occhio alla marca!


s p a r i t a

 
 
 
 
 

elf girl

Post n°19 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da dollmaker2
 

Ed ecco che ho segnato il mio nuovo record di assenza dal blog! Ma alla fine eccomi tornato con una nuova creazione, una bambola-elfo in abiti moderni. Spero vi piaccia la bambolaccia!

Tornerò ad aggiornare fra altri 3 mesi presto!

 
 
 

...rouge...

Post n°18 pubblicato il 24 Novembre 2010 da dollmaker2
 

(vabbè sul kanji stendiamo un velo pietoso sono pur sempre un maschietto e ricamare non è il mio forte... giusto per informazione avrebbe dovuto essere quello di Fortuna...)

 
 
 

Evangelion 2.22 - You Can (Not) Advance

Post n°17 pubblicato il 16 Novembre 2010 da dollmaker2
 

Finalmente è uscito anche in Italia il dvd di Evangelion 2.22 You Can (Not) Advance, secondo capitolo della nuova versione della storica serie animata Neon Genesis Evangelion. È un film che non delude i tanti fan della saga (tra cui il sottoscritto) e che annovera tra i suoi punti di forza i classici pregi di NGE, tra cui i grandiosi effetti speciali e la caratterizzazione psicologica degli ormai arcinoti personaggi. Personalmente ho apprezzato molto il tentativo da parte degli autori di fare un po’ d’ordine nella storia, tradizionalmente complicatissima e spesso oggetto di congetture e dibattiti anche tra gli stessi appassionati, nonché l’evidente volontà di limare i tratti più estremi di alcuni personaggi. Vediamo infatti uno Shinji Ikari abbastanza combattivo da ribellarsi al padre alias Comandante Gendo Ikari, e una Rei Ayanami sufficientemente reattiva da pronunciare frasi con più di due parole, cucinare e addirittura schivare i ceffoni. Persino Asuka Soryu Langley, che qui si chiama Asuka Shikinami Langley, viene dipinta come capace di sentimenti molto più affettuosi dei suoi soliti, vale a dire quasi come quelli di un pitbull affetto da rabbia. Eccellente il nuovo personaggio, la tanto attesa Mari Makinami Illustrious, ironica e apparentemente dotata dell’equilibrio che manca agli altri protagonisti, priva di eccessivi aspetti drammatici, insomma veramente godibile, così come la sua voce in italiano, quella di Monica Ward, un nome una garanzia. Infatti l’ottimo doppiaggio è senza dubbio un altro grande pregio di Evangelion, e tanto di cappello alla Dynit per aver mantenuto l’impareggiabile cast originale.

Ovvio, tuttavia, che il film abbia anche dei punti deboli, di cui forse il principale è l’abbondanza di elementi e scene recuperate dalle precedenti versioni, che sarebbe stato meglio sostituire con qualcosa di nuovo. Con una trama così ricca di potenzialità si poteva fare molto di più che aggiungere qualche scena allo scopo di creare una storia soltanto parzialmente alternativa. Altra cosa che mi è dispiaciuta è la piccola rivoluzione delle musiche, e in particolare l’assenza della sigla storica, da sempre piuttosto amata dai fan. Insomma NGE è sempre un cult, ma… con la nuova versione non si sono mica sprecati!

 
 
 

qualche altro "strano messaggio"

Post n°16 pubblicato il 08 Novembre 2010 da dollmaker2
 

Okay gli ultimi "strani messaggi" non sono più quelli di una volta, ma accontentiamoci... prima o poi ri-posterò quelli vecchi...

Tiè Michelle...monellata sul cartello a Lugano...battuta in casa?

 
 
 

La notte che bruciammo (google) Chrome

Post n°15 pubblicato il 04 Novembre 2010 da dollmaker2
 
Tag: diario

“La notte che bruciammo Chrome” è il titolo di un romanzo di William Gibson, scrittore piuttosto famoso nel campo di quella branca della Fantascienza chiamata cyberpunk. Non l’ho letto perché sebbene io ami la SF non mi piace molto il suddetto sottogenere, ma ogni volta che vedo la pubblicità di google chrome mi viene in mente quel romanzo. Ho provato a installarlo sull’altro pc, e devo dire che si tratta di un browser davvero veloce (l’ho scaricato su un Vista, sugli altri Windows non so come gira) anche se la grafica non mi piace granché, forse solo per l’abitudine di usare l’internet explorer. Altro non posso dire perché l’hard disk mi è partito poche ore dopo. Non che le due cose siano collegate, penso piuttosto dipenda da problemi precedenti che aveva il mio pc. Morale della favola nonché nocciolo della questione ovvero succo del discorso? Semplice, ho ancora problemi col pc per cui questa volta ho una buona scusa nel caso fossi ancora assente dal web!  Morale/nocciolo/succo n°2: una volta di più odio la tecnologia!!! N°3, mi toccherà cambiare l’hard disk, cosa che mi ha fatto sapere lo stesso pc.  Ma sì, meglio prendere la cosa con filosofia! Ma quale filosofia? Con quello che costano ste robe porca puttana!

A presto, spero! 

PS: tra l’altro mi piacerebbe come si fa ad eliminare questo box di facebook che mi è comparso... mi piacerebbe anche sapere chi ha deciso che facebook debba essere questa gran rivoluzione... non capirò mai che cosa la gente ci trovi di speciale... sono solo mie riflessioni, ovviamente...

 
 
 

un pupazzo per Halloween: Aracne

Post n°14 pubblicato il 28 Ottobre 2010 da dollmaker2
 

*cough* *cough* quanta polvere qui! Ma che è? Be' per forza, il blog era abbandonato da mesi... Ma adesso (finalmente) rieccomi!
Per il futuro non posso ancora promettere una mia maggiore presenza ai (peraltro inesistenti) visitatori, ma intanto vi presento la mia creazione per Halloween, la bambola Aracne, detta anche "la cosa peggiore che puoi fare coi tuoi vecchi jeans"... e con una federa marrone... in effetti la federa era nuova, ma ho pensato di sacrificarla lo stesso: chi vorrebbe dormire su un cuscino marrone? Il mio è verde! Nella cosa marrone ci sono già immerso per tutto il giorno, almeno la notte lasciatemi sognare!... Eniuei, ecco qui la ragna senza rogna, con l'implicita richiesta di soprassedere sui punti bianchi troppo visibili (sto sperimentando il filo più spesso, così posso usarlo doppio invece che quadruplo).
Ciao a tutti!

 

 
 
 

strani messaggi... the new episode

Post n°13 pubblicato il 17 Agosto 2010 da dollmaker2
 

Ahimè molte foto di "strani messaggi" che progettavo di postare sono andate perse con la cancellazione del mio hard disk, ma... ho ancora qualche colpo da sparare! ^_^

 
 
 

ALT + F10

Post n°12 pubblicato il 14 Agosto 2010 da dollmaker2
 
Tag: diario

D'OH!!!...
...E in questo caso l'esclamazione di Homer Simpson ci starebbe proprio bene, visto che il pc mi si è fottuto inceppato così gravemente che ho dovuto eseguire il famigerato RIPRISTINO! Cancellazione completa dell'hard disk con totale perdita dei dati... e vabbè, sono cose che capitano. Diciamo che, rispetto alle volte in cui mi è successo in passato, stavolta almeno avevo salvato in precedenza le cose importanti, quindi nulla di grave. L'unico problema sono i programmi che devo reinstallare. La cosa buffa è che i problemi principali mi saltano fuori dal fatto che sto in Svizzera ma possiedo sistemi italiani... col Word posso usare solo file vecchi o copie di essi, perché se apro un file nuovo mi si inceppa tutto per via delle differenza di impostazione della lingua, ovvero Italiano(Svizzera) e Italiano(Italia). In effetti avrei anche un secondo pc, ma con quello ho problemi a connettermi a internet, perché il modem lo riconosce come italiano e fa i capricci. Ho provato a cambiare il nome del computer in Rezzonico-Bernasconi, ma mi è comparsa una finestra con su scritto: "Sei stato riconosciuto. Fuori dalla Confederazione, brutto terrone!"
D'OH!

 
 
 

Scalata fallita

Post n°11 pubblicato il 04 Agosto 2010 da dollmaker2
 
Tag: diario

Ebbene ieri ho messo in atto il mio Secondo Tentativo Di Scalare Il San Salvatore. E qui, prima di tutto, sarebbe bene spiegare che il San Salvatore (che io chiamo El San Salvador, perché per cause a me ingote mi sembra un nome spagnolo) è un monte che sovrasta Lugano e sulla cima del quale c’è rinomata una terrazza panoramica, nonché un piccolo museo, un bar, un ristorante e probabilmente anche un casinò e un bordello. Ci si può arrivare gradevolmente accomodati sul sedile della funicolare, ma non è questo il mio caso, in quanto io ho una specie di fobia per i mezzi di trasporto particolarmente vertiginosi, e per la verità più o meno per qualunque spostamento che non implichi il tenere i piedi ben piantati per terra. E poi per me è una sorta di sfida: è la terza volta che ci provo e che fallisco. Ma andiamo con ordine: sono partito coraggiosamente (per andare coraggiosamente là dove nessuno è mai giunto prima) ieri dopo un pranzo leggero, e la prima parte del tragitto mi ha fatto ben sperare, dato che mi sentiivo in forma. Riporto tra l’altro un fatto curioso: passando accanto a una specie di casolare ho notato due uomini seduti in una zona seminascosta dietro alla recinzione della casa, che mi hanno gridato qualcosa in tedesco e poi mi hanno sorriso e mi hanno detto “ciao bello”. Non avevano l’aria di essere aggressivi e neppure gay, perciò io ho alzato la mano in segno di saluto, di pace, e di compassione per le molteplici manifestazioni della schizofrenia, e ho proseguito per la mia strada... strada che devo ammettere trattarsi di un percorso alternativo: infatti, per un quarto della salita io sono solito evitare il sentiero (a mio giudizio fatto male in quel tratto, troppo soleggiato e con troppe scale) e passare per la strada cantonale per Carona. Il sentiero l’ho ripreso nel punto in cui è sempre pessimo, ma almeno si inoltra di nuovo tra gli alberi e c’è molta ombra fresca. Ieri c’erano anche parecchi passanti, al punto che spesso mi sono dovuto fermare per farli passare (dato che erano passanti, se fossero stati avventori si sarebbero avventati, in caso degli astanti sarebbero a-stati – ok lasciamo perdere) insomma il punto è questo: per me è un mistero come faccia tanta gente a percorrere un sentiero tanto difficile e scosceso senza spedazzarsi o dirruparsi (dal dialetto lucano: azzopparsi o cadere). E c’era veramente chiunque: donne, vecchi, bambini, bimbi portati negli appositi zaini per bebè! Famigliole a non finire. Mi sono messo da parte per far passare una coppia con tre figli, e un cagnolino portato al guinzaglio da una ragazzina si è fermato ad annusarmi e io l’ho accarezzato. Poco dopo incrocio una famiglia con una bambina che avrà avuto 6 o 7 anni e c’era anche un bebé caricato nello zaino del padre. La bambina camminava davanti agli altri e quando mi è passata vicino le sono ruzzolati i sassi sotto alle scarpe e a momenti cadeva. Mi è venuto un colpo e ho allungato d’istinto la mano per aiutarla, ma lei non è caduta e ha proseguito come nulla fosse. Il padre mi ha sorriso, non ho capito bene se per ringraziarmi o come a dire: “non temere, se cade quella ne abbiamo già una di scorta”. Pazzesco. Ma a questo punto voglio chiarire. Io NON sono un profano del trekking: ne ho fatto un pochino anch’io, e in Val d’Aosta andavo anche fuori dai sentieri. Ma qui devo dire che il sentiero del San Salvador es mui dificultoso, anzi una vera mier... ops mi sono fatto prendere ancora dallo spagnolo. Insomma strapiombi, pietre ruzzolanti, pietre scivolose, scale strette e ripide... A onor del vero però va detta anche un’altra cosa: la maggior parte della gente scendeva, per cui probabilmente aveva usato la funicolare. A salire, oltre a me, c’era solo un uomo sulla sessantina con un bel bastone di legno che gli ho invidiato... non è un doppio senso sconcio, parlo proprio di bastoni da trekking; io ne ho uno artificiale, di quelli in fibra di carbonio che vendono nei negozi di articoli sportivi, ma ne vorrei uno naturale perché il legno è sempre il materiale migliore per un bastone (anche perché se no a rigor di logica non sarebbe un bastone). Ok, dicevo, ho sorpassato il vecchio, l’ho salutato e ho proseguito. Le gambe non mi hanno tradito, tutto bene anche perché erano allenate in quanto mi faccio parecchie pedalate ultimamente. È stata la schiena a tradirmi... a un certo punto mi ha dato qualche problema e francamente ero anche parecchio stanco. E pensare che la cima era ormai a uno sputo! Ma non ce la facevo proprio. Ma può un uomo essere un simile catorcio umano? (non rispondete per favore) Comunque anche stavolta ho dovuto girare i tacchi e ridiscendere. La stanchezza ha cominciato a farsi sentire e anche le ginocchia per via della ripidezza del sentiero. Dopo breve ho incrociato di nuovo il vecchio, che aveva i suoi problemi anche lui e respirava come Darth Vader. Mi ha detto “Ngrnhhhhh” (buongiorno) e io ho risposto “shlvhhanglhghhh” (salve Arcangelo Gabriele... infatti ero sofferente come Fantozzi). Ah maledetto San Salvador! Ma un giorno ti scalerò!
A proposito: tra la gente che ho incrociato salendo c’era pure una ragazza che faceva trekking in solitaria come il sottoscritto, perciò non ho potuto evitare di chiedermi se esiste una tecnica di flirt per attaccare bottone con le trekkers... voi cosa consigliereste? Io ho pensato a questo: le faccio lo sgambetto facendolo sembrare involontario dopodiché precipitiamo insieme per una cinquantina di metri finendo sulle rocce sottostanti.
“Ohi ohi. Che combinazione cadere insieme, non trovi?” con un bel sorriso.
“Eh già.”
“Io mi chiamo Ivan. Piacere di conoscerti.”
“Heidi, piacere” (siamo in Svizzera, no?)
“Ti andrebbe un giretto insieme sull’elicottero della REGA (soccorso alpino aereo svizzero) fino all’ospedale cantonale?”
“Beh mi sembra inevitabile, visto che una costola fratturata mi sta perforando un polmone.”
No, forse non è l’approccio migliore.
Ah maledetto San Salvador!

 
 
 

Cloth doll Daphne

Post n°10 pubblicato il 22 Luglio 2010 da dollmaker2
 

 
 
 

No amici? No messaggi!

Post n°9 pubblicato il 13 Luglio 2010 da dollmaker2

Piccolo aggiornamento del blog! (era oraaaaa....)
Come molti sanno, sono molteplici le rotture di balle gli inconvenienti che affliggono la community di Libero (come ogni altra community, su internet e non, del resto) e questa volta è il turno dei messaggi da parte di frotte di ragazze con nomi dell’Est Europa che inviano testi prestampati e tradotti malamente da qualche programma di traduzione on line, in cui esprimono il loro ardente desiderio di conoscere meglio gli utenti maschietti di Libero. Non so se è successo anche ad altri, ma io ne avrò ricevute almeno 20 in poche settimane...
...Per cui qui pubblicamente vi ringrazio, carissime fanciulle, ma declino le vostre offerte di conoscenza (in senso biblico?) in quanto io abito in Svizzera, dove la prostituzione è legale, e nondimeno non usufruisco di tale antichissimo mercato perché qui fanno dei prezzi esorbitanti sono un uomo di sani princìpi morali.
Ho dunque proceduto a selezionare l’opzione: voglio ricevere messaggi solo dai miei amici.
Passo e chiudo.

 

PS: colgo l’occasione per ribadire che cancello dallo spazio amici coloro che mi mandano spam via e-mail... non so se si è già capito, ma le spam mi rompono!

 
 
 

Poesie monovocaliche

Post n°8 pubblicato il 26 Maggio 2010 da dollmaker2
 

Le poesie monovocaliche rappresentano una vecchia burla letteraria che ha prodotto notevoli esempi nel corso degli anni. Si possono considerare come un innocuo divertimento adatto più o meno a tutti, e molti sono gli Autori che vi si sono cimentati. Eccone alcuni esempi...

 

 

Questa è di Gianni Micheloni, e io la trovo fichissima!

Nelle sere serene tenterete le tenere
tette delle tedesche dell'Est.
Belle! che men belle vedreste le dee
delle terre egee
che Venere fe' pregne.
Belle! che né le spegne
l'ente demente che le regge
né l'ente demente che le resse.
Le vedrete nelle sere terse
sperse per Fregene
veder gente che spende
per le cene e per bere
per le cene, per Mercedes e feste,
per le sete e le perle.
Le cercherete e le vedrete meste
receder celermente nelle tende:
leste per essere
deste per le sette.
E mentre Fregene geme
per le tremende cene,
vedrete le tedesche
belle fresche,
le ex-DDR ex-tenere,
tenere le vele tese e perfette
per mete deserte.
E remerete per le stesse mete
e per le stesse mete
perderete semestre e semestre
ed esse men che mese.
E per rendere men severe
le svelte estere dee
pelerete le mele e le pere e le pesche
e pescherete le perle
e per le tremende tempeste
perderete ceste, rete
e perle nere e pesce.
E tenterete le men belle e le men pretese
delle tedesche megere che credeste leggere
e prenderete delle belle sberle
e del fetente.
Ebbene, belle merde,
prenderete men sberle
se tenterete
né tedesche, né greche
e le belle dell'Est
le cercherete ceche!


Quest’altrsa è un sonetto di Giuseppe Varaldo, in pratica un geniale riassunto del Vangelo. 

Dalla casa natal (capanna? stalla?)
all'annata fatal, dal mar a Cana,
Satana scansa, campa alla spartana,
va tra la massa scalza, spalla a spalla.

Ama parlar d'amar, l'amar avalla:
ma la gamba malata, la mattana,
l'anca ch'arranca - abracadabra - sana.
La sacra saga al dramma s'accavalla:

data la bastardata mal pagata,
fatta dal tal ch'avrà dannata l'alma,
data la tanta calca scalmanata

ch'all'affrancar Barabba starà calma,
l'ammazzan; ma alla bara spalancata
manca (fantasma par!) la cara salma.
 


Ed ora, signore e signori, il mio umilissimo e personalissimo contributo! L’ho intitolata “Nel web”...

Lì clicchi i siti irti di link,
di pigri inni, di listini criptici;
i link di siti di limpidi idilli,
di vividi siti di lidi finti,
insigniti di indistinti scintillii;
i link di timidi siti di micini piccini,
di mirifici siti di pini, di pistilli di iris,
di invincibili siti di cilindrici missili,
di siti di brividi, di riti spiritici;
di siti di grissini insipidi,
di chili di fritti, di risi, di mirtilli.
Lì clicchi i link di siti di film mitici
vivi di tintinnii di ritmi tipici;
i link di siti lirici, di distici striminziti,
di ingrigiti critici, di tizi mistici triti, ritriti;
di siti di figli disinibiti di frigidi ricchi,
di spiriti villici intrisi di risibili miti.
Indi clicchi i siti di TG,
di crimini, di sbirri,
di militi libici, sciiti,
di rischi, di crisi di indici MIB,
di incivili liti di ricchi vip intristiti,
di ministri ligi, privi di vizi... chi? I ministri?
Hihihi, sìììì... dici ministri birichini,
sibillini, cinici, privi di civici limiti!
Lì gridi, fischi, ridi,
t’intristisci, t’irriti, strilli!
T’infili in siti di infimi istinti primitivi,
fitti di infiniti tipi di miss in bikini,
di inviti in intimi fisici privi di slip...
Sì, lì ti sfinisci di vizi virili, ti intrippi,
indi ti fissi i diti intirizziti,
ti irrigidisci, ti rizzi;
infin miri lì, clicchi x.

 
 
 

Old dollz gallery

Post n°7 pubblicato il 21 Maggio 2010 da dollmaker2
 

Ripostiamo un altro po' delle mie creature =)

tra cui... la famosa DONNA OLIMPIA!!!

 
 
 

All the lonely people...

Post n°6 pubblicato il 18 Maggio 2010 da dollmaker2
 
Tag: diario

Detesto viaggiare. L’ho scritto anche sul mio profilo. Non fraintendiamoci, però: se devo viaggiare per vacanze/piacere/turismo/cazzimiei, allora la cosa non mi dispiace affatto. Però odio esservi costretto. Come in questo periodo, con tutte le allegre gite che mi tocca organizzare per cercare casa. Oggi sono stato dalle parti di Como, ho fatto una capatina anche a Maslianico e Cernobbio. Belle cittadine. La prossima volta faccio un giro a Laglio (sobborgo di Lacipolla) e se incontro George Clooney gli mostro il dito medio, perché sto cominciando a odiare la gente ricca. In ogni modo, stamattina, quando ho preso il treno a Lugano, ho fatto uno strano incontro. Era un uomo dal volto comune, baffi, guance cadenti, occhi scuri e opachi, fronte ingigantita da un principio di calvizie. O almeno così mi è parso; ho smesso da un pezzo di guardare i volti dei matti che incontro. Si avvicina e me e mia madre (viaggiavo con lei) e ci chiede di offrirgli una sigaretta. Rispondiamo che non fumiamo.
“Ma guarda, ho chiesto a quattro persone e non fuma nessuno.”
Lo osserviamo in silenzio. Ci concentriamo affinché le parole Chi Se Ne Frega lo raggiungano telepaticamente. Invece la sua voce strana e cantilenante continua:
“Non mi piace fumare da solo, in compagnia è meglio. Non fumo mai da solo, perché...”
“Non fumiamo. Ci dispiace.” E ci allontaniamo dandogli le spalle solo in parte, perché la prudenza non è mai troppa. Lui ci sorpassa di gran carriera e in un minuto sparisce in una zona in cui la folla è più densa. Che strano, sembrava zoppo quando ci ha avvicinato. Mi volto e noto che stanno arrivando due sbirri. Non sto insinuando che i due eventi abbiano un nesso, ma scrivo ciò che ho visto.
Ore 12,33: riprendiamo il treno a Chiasso (famosa freddura: perché a Como si dorme male? Perché vicino c’è Chiasso). A Balerna (la fermata dopo) salta sul treno il nostro fumatore. Rieccolo. Cammina dondolando. Ha le spalle curve, dettaglio che conferisce un aspetto sinistro alla sua figura alta almeno 1 metro e 80. Ci chiede se sono liberi i posti dirimpetto. Ma prego. Tanto noi ci alziamo subito e cambiamo carrozza. Ho già detto che la prudenza non è mai troppa? E poi io odio gli incontri che sembrano casuali ma non lo sono, a meno che la persona incontrata non sia Jessica Alba. Nella nuova carrozza siamo soli e beati per circa 4 minuti, perché a Mendrisio i sedili sono invasi da una decina di liceali ciarlanti. La cosa positiva è che ciarlano in tedesco e perciò non capiamo quel che dicono, e ci risparmiamo le varie frasi da slang adolescenziale. Altra cosa buona è che nessuno si siede davanti a noi; nessuno tranne una ragazza che sale per ultima, affrettandosi a cercare un sedile e quasi cadendomi addosso quando il treno parte, tanto che mi sorride imbarazzata. Poi la ragazza resta in silenzio per tutto il viaggio, si mantiene in disparte. Chiaramente viaggia col resto della comitiva, ma gli altri la ignorano, non le rivolgono mai la parola, non le offrono il cibo che sgranocchiano. Poi scendono tutti a Melide, e la carrozza ritorna deserta eccetto che per un tizio che dorme con la testa ciondoloni ma incredibilmente si sveglia in perfetto orario per scendere a Lugano (sono svizzeri anche quando dormono).
All’una e 15 decidiamo di pranzare fuori. Mia madre prende la pizza e io provo un piatto di pasta gamberi e pomodorini. Durante il pranzo conveniamo di essere rimasti entrambi colpiti dall’immagine della ragazza emarginata dal resto della classe, brava biondina acqua e sapone che probabilmente ha un animo sensibile, ama la natura e la lettura, non trova nulla di esaltante nelle serate a base di red bull e discoteca, e non trova noiosa la posizione del missionario, neanche a luci spente e sotto al piumone, purché ami veramente l’uomo che l’abbraccia. Confesso alla mia commensale che ho avuto periodi così anch’io, sono stato emarginato anch’io. Non in tutte le classi che ho frequentato (ne ho cambiate molte) ma in alcune sì. Lei mi risponde che è stata nella stessa situazione ai suoi tempi. Le avevano appena regalato una cartella nuova, di cartone rinforzato invece che di pezza, che nella Basilicata degli anni ‘50 equivaleva a una borsa di Louis Vuitton. All’uscita da scuola un ragazzino gliela prese a calci, danneggiandola oltre il punto di non ritorno, al che mia madre inveì contro di lui dicendo “Vuò sc’ttà lu sagn da’a’cann” (traduzione: ti auguro un’emorraggia carotidea). Il ragazzino, che era un galantuomo in erba, le diede un cazzotto sui denti.
Annuisco gravemente. “E da allora ti hanno etichettata come debole e perciò ti hanno emarginata, giusto ma’?”
“No. È che dopo ho mandato i miei tre cugini di 14 anni a riempirlo di mazzate e a rompergli la cartella (Esodo 21, 24) e da allora gli altri avevano paura di me.”
“Ah.”
Ma il punto è che l’emarginazione è qualcosa che potrebbe capitare a chiunque, o meglio, a chiunque sia abbastanza coraggioso da rifiutare le mode e i comportamenti della massa, a chiunque scelga di essere “diverso” in un modo che potrebbe offendere o disgustare i “normali”... o i termini virgolettati dovrebbero essere invertiti?
Quando vedo persone solitarie o penso ai miei stessi periodi solitari, mi torna sempre in mente Eleanor Rigby dei Beatles. 

All the lonely people,
where do they all come from?
All the lonely people,
where do they all belong?

 

 
 
 
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