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Ultime notizie da Marte.

Post n°3462 pubblicato il 21 Ottobre 2021 da blogtecaolivelli

Acqua su Marte: lo studio che ribalta completamente le teorieFonte foto: ESA/DLR/FU Berlin/Bill DunfordSCIENZA

Fonte: Internet

Acqua su Marte: lo studio che ribalta

completamente le teorie passate

Sotto la superficie del Pianeta rosso

potrebbe esserci un composto di argille,

minerali contenenti metalli o ghiaccio salino

e non di ghiaccio d'acqua, come avevano

precedentemente ipotizzato gli scienziati.

Forse non c'è acqua su Marte.

L'ipotesi che era stata formulata già nel

1971 e poi confermata nel corso degli anni,

potrebbe essere completamente ribaltata.

Se con la sonda Mariner 9, negli anni '70,

gli scienziati avevano ipotizzato potesse

esserci ghiaccio sotto la calotta polare

meridionale del Pianeta Rosso, ipotesi ulterior-

mente confermata nel 2004 dall'orbita Mars

Express dell'Esa, ora nuove analisi dei dati

di Marsis sembrano proporre una spiegazione

alternativa.

Non si tratterebbe di giaccio d'acqua ma del

risultato di argille, minerali contenenti metallo

o ghiaccio salino.

Il nuovo studio che ribalta la teoria dell'acqua

su Marte

Nel 2004 l'orbita Marsis Express, con il suo

 Mars Advanced Radar for Subsurface and

lonosphere sounding, aveva rilevato quello

che sembrava essere del ghiaccio d'acqua a

una profondità di 3,7 km sotto la superficie

di Marte.

I risultati erano stati salutati favorevolmente

come possibili indicatori di fonti di H2O liquida

dove la vita sarebbe potuta sopravvivere.

Un team di ricercatori dell'Arizona State University,

riesaminando i dati di Marsis, ha però indicato

un'altra soluzione.

I riflessi radar potrebbero essere appunto il risultato

di argille, minerali contenenti metalli o

ghiaccio salino.

Lo studio è stato pubblicato nelle Geophysical

Research Letters ed è stato condotto da Carver J.

Bierson, ricercatore post-dottorato presso la

School of Earth and Space Exploration (SESE)

dell'ASU, in collaborazione con il ​​professor Slawek

Tulaczyk di Scienze della Terra e dei pianeti

dell'UC Santa Cruz, il ricercatore associato

dell'ASU Samuel Courville e Nathaniel Putzig,

uno scienziato senior del Planetary Science

Institute.

Lo strumento Marsis dirige un raggio radar che

penetra sotto la superficie del terreno misurando

l'eco riflesso.

Questa tecnica ha permesso al Mars Express di

creare una mappa del sottosuolo di Marte fino

a una profondità di 5 km.

Nel 2018, un'analisi dei riflessi radar da parte di

un team di ricercatori italiani si è concentrata

principalmente sulla permittività elettrica, che

controlla la velocità delle onde radio all'interno

di un materiale.

Più denso è il materiale in questione (acqua,

ghiaccio, roccia, ecc.), più lentamente viaggeran-

no le onde.

A causa della sua luminosità, questo riflesso

radar luminoso è stato interpretato come una

grande macchia di acqua liquida e salmastra.

Tuttavia, la riflessione radar potrebbe essere

sembrata più brillante a causa di un ampio contrasto

nella permittività dielettrica o nella conduttività

elettrica.

La nuova ricerca si è invece concentrata sulla

 conduttività elettrica, dove i contrasti nella

conduttività tra i materiali potrebbero anche spiegare

il riflesso luminoso del radar.

"Il nostro team voleva fare un passo indietro,

chiedendosi se c'erano altri materiali oltre

all'acqua liquida che potevano causare questi

riflessi luminosi", ha detto Bierson.

"Il ghiaccio salato o i minerali conduttivi alla base

della calotta glaciale sono meno appariscenti,

ma sono più in linea con le temperature estrema-

mente fredde ai poli di Marte".

Anche se i nuovi risultati potrebbero scoraggiare

l'ipotesi della vita su Marte, in realtà aprono

semplicemente a nuove, e forse più corrette,

possibilità di esplorare il Pianeta Rosso.

Intanto il rover Curiosity ha fotografato delle

particolari nuvole iridescenti e luminose su Marte

 che potrebbero essere fatte di anidride carbonica

congelata o ghiaccio secco, mentre alcuni

astronauti si stanno preparando a passare del

tempo sul Pianeta Rosso sperimentando,

in tubi di lava alla Hawaii, come potrebbe essere

la vita sul quarto corpo celeste del sistema solare.

Stefania Bernardini

 
 
 
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