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teatro


Oggi, quando l’aria è piena di spinosi cristalli di neve, quando la stanchezza uccide tutto dentro di me, quando le sigarette sono finite, e i tranquillizzanti basteranno per un esercito, forse proprio oggi è il miglior giorno per il congedo, per la verità, la disperazione e per le lacrime. In ogni parola pronunciata si sente l’odio, la delusione e la tristezza. In ogni sguardo traspare il disprezzo. In ogni gesto – il disgusto. Come si fa ad amare così? Non esiste. L’amore deve essere stupendo e non macerante.  Oggi ha aperto la stagione il mio teatro, ha rialzato il sipario la mia scena e i miei attori-sentimenti reciteranno non  quel testo rescritto migliaia di volte, ma l’originale. Oggi è il giorno provvidenziale. Ti regalo questa messinscena. La messinscena del mio amore. Ti regalo ogni lacrima che cadrà dai miei occhi. Ti accuserò di tutto, urlerò isterica, e piangerò. Lo farò. E tu stai qui a guardare la mia finissima  regia, i miei movimenti ideali. A guardare quanto sono naturale in tutta la mia teatralità. Ma perchè non mi ammiri? Perchè io sono il frutto delle tue fantasie, sono il risultato della tua fatica sprecata. Sono il tuo sogno, che ti ha tradito, che non è mai diventato realtà. Io sono quello piccolo “ma” che ti ostacola in tutte le tue iniziative. Allora perchè non sento ancora gli applausi? Voglio parlarti dell’amore, posso? Parlami in questo mio teatro di un attore. Raccontami, com’è che  il tuo amore è diventato distruttivo? Parlami del tuo amore, non tacere. Sono la tua follia, il tuo errore. Lotta con me, ammazzami. Guardami, quanto sono schifosa con il viso sporco dalla mascara e gonfio dalle lacrime. Ma non ti faccio schifo? Vuoi che ti dia uno schiaffo? Vuoi che ti faccia male? Sai che adoro far male alle persone care per me. Vuoi che me ne vada? Ma prima finisci di guardare il mio spettacolo. L’ho fatto per te...Ho fatto tutto solo per te. Per destarti, aprirti gli occhi, farti finalmente respirare. Così amo. Odiando, con crudeltà, ma amo. Così amo te. E tu? E tu – no. Vieni dietro le quinte del mio piccolo teatro. Lì è tutto buio e orrido. Ti ricordi, hai portato via l’ultima lampadina dal corridoio. Da allora non c’è mai la luce. E solo il paloscenico è illuminato con le luci dell’ipocrisia. Vieni, non aver paura. Eccoli qui tutti i miei costumi: “ragazza piccola e indifesa”, “donna fatale”, “buisness-women”, c’è anche la “bestia-seduttrice”. Tutti quanti sono qui. Li riconosci? Qual’è che ti piace di più? Non hai mai guardato oltre a questi costumi. Accendi la candela e guardali meglio. Cosa? Sì., è vero, non mi è rimasta neanche una candela, solo la tenebra.  E questo quaderno è il mio scenario, il mio diario. Sì, ha il tuo nome, perchè la mia vita sei tu. Sfoglialo. E’ tutto umido dalle lacrime. Prendilo, non mi serve più. Non temere, prendilo e basta. Oggi è il miglior giorno per un regalo del genere. Ti chiedo solo una cosa, quando uscirai, dai fuoco a questo teatro, perchè se vai via, esso non avrà più alcun senso. Oggi è il miglior giorno per questo.  E questa scatoletta non la puoi prendere. Rimarrà qui e brucerà insieme al teatro. E’ il mio amore. C’è il tuo nome anche qui sopra. E non ci sarà mai nessun’altro. E ora vattene. Vai via, se ce la farai. E tira il sipario dietro di te.