Vertigine

A VOLTE RITORNANO


Quand'ero piccola pensavo che fossi predestinata ad assomigliare a mio padre. Ambivo ad essere come lui. M'ero convinta che avrei potuto essere ciò che volevo e fare ciò che desideravo se fossi riuscita ad assomigliargli. Intorno ai 17 anni invece ho fatto di tutto per cambiare il mio carattere e differenziarmi da lui. Non potevo e non volevo più assomigliargli. Provavo nausea e rancore nei suoi confronti, i sentimenti tipici dell'adolescenza moltiplicati quelli dovuti al casino che era scoppiato a casa tra i miei. Successivamente ho cercato perfino di osteggiarlo, contrastarlo, cambiarlo...Fino a che un uomo molto molto saggio mi ha detto, non puoi cambiarlo, puoi solo accettarlo e accettarlo vuol dire trattarlo nel modo migliore: se fosse malato che cosa faresti? Lo cureresti. Allora curalo: ogni giorno. L'unica cura per mio padre era farlo sentire amato. Non irritarlo, non contrastarlo, non attaccarlo, non contraddirlo...è una fatica bestia però è l'unico sistema per farlo ragionare... Però io li ricordo quegli occhi da matto che aveva quando ci discutevo, ricordo quanta paura mi faceva e SO quanta paura può fare. Io le ricordo le notti in bianco con l'orecchio teso in attesa del peggio, ricordo quanta omertà c'era...Quindi so bene come si è sentita mia sorella ieri sera, quanta paura possa aver provato e proverà fino a che non capirà che deve cambiarsi per riuscire a cambiarlo. Pensavo che prima o dopo sarebbe arrivata un po di serenità (leggi rimbambimento), ma forse la vita è solo una serie di faticacce che non ti puoi esimere dal compiere.I'm back.