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Note di poetica ad uso personale


PERFO-CARD e MICROAZIONI DOMESTICHE Questi miei due progetti estetici sono un tentativo di coniugare  ‘arte di rete ’ – nelle sue componenti mail ed e/mail artistiche – e visual performance art.Quest’ultima intesa come “azione effettuata direttamente dall’artista (…) e caratterizza l’evento creativo in se stesso, spesso connotato da valenze multimediali “ (1).Lo scorso anno ho cercato di spiegare con alcune comunicazioni   le assonanze fra le due forme di  esperienza estetica (2). In queste dichiaravo che il “legame significativo fra arte effimera, performativa ( …) è la ‘dimensione della presenza ’, dell’ incontro, della partecipazione.Questo fa si che si possano associare per principio l’arte effimera con quella che generalmente si può chiamare  arte di rete,  come arte che produce ed è prodotta dall’incontro. E’  fatta per creare contatti, comunicare sincronicamente, è frase di un discorso che inizia e si conclude nell’Altro.” (3)Un lavoro grafico, pittorico etc. comunica ipotizzando un ‘lettore ipotetico ’ un fruitore genericamente inteso ma non specificato, sconosciuto.Un lavoro di mail art è fatto per essere spedito ad uno specifico fruitore, un destinatario di cui al minimo si intuisce l’interesse (ad esempio quando si partecipa ad un progetto a tema).In questo senso ogni lavoro rientrante nell’ ‘arte di rete ’ può considerarsi come  una ‘frase’ di un dialogo che si sviluppa nel tempo. Un modello visivo potrebbe essere una spirale o meglio una molla. Comunicazione che va e viene nel trascorrere dell’esperienza. Così un ‘azione poetica ’ o una ‘perfo’ che dir si voglia, si “caratterizza comunque come espressione estetica della ‘dimensione dell’incontro’ che le sostiene e le finalizza, all’interno di un setting di relazione significativa in cui spazio e tempo sono condivisi “ (4).La perfo prevede un spazio tempo specifico in cui l’operatore agisce esteticamente in relazione ad un gruppo specifico di presenti (5).Ecco allora che PERFO-CARD, MEDICART e MICROAZIONI DOMESTICHE sono un modo per approfondire queste assonanze che fino al 2005 avevano convissuto nella mia esperienza ma non si erano del tutto integrate. PERFO-CARDHo partecipato a numerosissimi progetti di mail art agendo fisicamente – specie a livello facciale- il tema proposto o  sollecitato e poi documentando con la fotografia  digitale tale micro-evento. Il digitale, dalla foto alla stampa passando per un programma semplice di fotoritocco,  abbrevia i tempi di preparazione  di un ‘immagine  tale da essere poi inviata per posta in formato cartolina 10x15 cm ca. (6).Nelle perfo-card rappresentavo attivamente  il tema o le suggestioni ricevute dall’interlocutore e la documentazione diveniva il mio contributo al progetto o alla relazione. In sintesi si tratta di autoritratti pilotati e ridotti graficamente all’osso, con le parole che  possono entrare nella composizione e dare significato.L’assonanza con la copy-art è solo apparente, pur nella frequente monocromia e sinteticità delle rappresentazioni, essendo visibilmente percepibile la natura digit attraverso i pixel. MICROAZIONI DOMESTICHEIl  modello è analogo e trasferito all’ambito della e-mail.In più tali azioni vengono presentate ed impaginate nei termini di eventi ufficiali, pubblici; ambiguamente inviti o notifiche dell’accaduto.Quindi veri e propri eventi in relazione alla connotazione che con “ ‘evento’ s’intende generalmente un’azione artistica di tipo comportamentale e concettuale (…) comunque ogni forma di performance è anche definibile come ‘evento performativo ’”(7).Il termine azione è quindi sinonimo di ‘performance , di ‘evento performativo ’ sul genere di quelli realizzati dagli artisti del movimento Fluxus. In particolare Joseph Beuys ha sempre definito le sue ‘performance actions’”(8). Proprio a Beuys  è dedicato il lavoro: ”(…) ‘stanchi sognatori di rivoluzioni / tired dreamers of revolutions - tribute to Joseph Beuys’, microazione domestica  # 04- visual art performance area, 29 dicembre 2006 / ore 18.00, salotto-studio di Casa Capatti, Medicina (Bologna), Italy” (vedi foto).Per quanto mi riguarda intendo la prassi performativa come produzione di  ‘pensiero agito’o  ‘azione pensante’.Il prefisso micro-  ne descrive la brevità e staticità delle azioni e paradossalmente  l’esecuzione fatta a  domicilio, senza presenti e documentata solo fotograficamente e all’origine della denominazione stessa.In qesti lavori a differenza delle perfo-card compare il corpo nella sua interezza e la foto è priva di elaborazioni.Riferendosi al lavoro su Beuys , in una e-mail aperta ai membri di ‘03 / Movimento Arte Effimera’ del 11 gennaio ’07, Raimondo de I Santini Del Prete ha creato  l’acronimo per quanto mi riguarda di D.E.P. - Domestic Ephemeral Performer.Fra l’altro è di Raimondo Del Prete l’utilizzo del termine domestico che definiva la sua ricerca di stampo neo-concettuale dei primi anni novanta, definita Arte Domestica e riferita all’ipotetica artista Caterina Casciello.Agli stessi Santini Del Prete era dedicata la prima microazione domestica : “ ‘I'm ISDP’, (…) 5 novembre 2006 / ore 22.30 (…)”. (9)In questo contesto famigliare, la fusione fra esperienza estetica e flusso esistenziale si fa molto stretto e richiama uno dei tratti importanti dell’esperienza effimera.Non c’è contraddizione con quanto detto relativamente all’idea della compresenza fra operatore e fruitore, fra mittente e destinatario nell’esperienza del M-A network e dell’arte performativa.La realizzazione infatti non è la microazione in sé ma il fatto di farne un messaggio da diffondere ad una definita lista di indirizzi. Il lavoro, se si volesse parlare di qualcosa di materiale, sarebbe l’e-mail stessa e non l’azione documentata di cui questa è veicolo.L’evento è il messaggio attraverso il medium della posta elettronica.Comunque le differenze esistono  fra snail art e la posta elettronica, specificatamente riferibili  alla apertura delle reti di riferimento, alle modalità di allargamento. Per quanto riguarda  il web risulta essere molto casuale,  mentre nell’arte postale passa spesso attraverso la spetacolarizzazione della stesa attraverso le mostre, le esposizioni a tema.Il problema è se la Mail Art rimane solo questo…ma questo è un altro problema. continua… (10)  (1) M. Corgnati, F. Poli, Dizionario dell’arte del Novecento, Bruno Mondatori, Milano, ’01 (2) B. Capatti, Note sull’arte di rete. Puntualizzazioni a ‘Considerazioni sull’arte effimera , ‘06in http://blog.libero.it/bnetblog(3) / (4) ibid.(5) Per le problematiche legate al tempo nella performance vedi Bruno Sullo, ‘Arte Effimera da zero a tre’, Livorno ’03, in http://www.corpus1dizerotre.net/default.htmhttp://www.corpus1dizerotre.net/Arte%20Effimera%20da%20zero%20a%20tre.htm(6) Vedi ad esempio il sito  dedicato al Tarocco d’artista www.museodeitarocchi.it/IconaCapatti.jpg.oppurehttp://www.eltallerdezenon.com/PV/pvinternac/galerintpv12.htm http://www.casaditolleranza.com/frank_is_back_gallery.htm http://www.guzzardi.it/arte/pagine/ambasciatadivenezia2.html http://digitalmailart.blogspot.com/2006_03_01_digitalmailart_archive.htmlhttp://sghinismus.blogspot.com/2006_02_01_sghinismus_archive.htmlhttp://nada.zero.free.fr/printemps2006-57/pages/page%202.htmhttp://www.comune.rignano-sullarno.fi.it/manifestazioni/creativa/Ricchezza%20e%20povertà06.htmhttp://jean-noel-potte.blogspot.com/2006/09/bruno-capatti.htmlhttp://puntodelectura.blogspot.com/2006_12_01_archive.html(7) M. Corgnati, F. Poli, op. cit. (8) ibid. (9) A questa azione è poi seguita: ”Bruno Capatti, ‘celui-ci n'est pas un artiste’(…) 3 dicembre 2006 / ore 18,30 (…)”. Anche in questo caso non è indifferente alla tematica espressa la poetica della dialettica fra arte-non arte dei Santini del Prete. Senza dimenticare il Magritte delle pipe.E ancora “ (…) ‘Xmas mission impossible’ (…) domenica 17 dicembre 2006 / ore 22,00 (…)” che riprende la moda dei babbi natale multidimensionali arrampicati e immobili appesi ad innumerevoli finestre italiane durante il periodo natalizio.(10) Altro progetto e-mailartistico di questo periodo è ‘MEDICART’ e sul versante più materialeinvece : ‘Note-books’, ‘cartocci’ (tit. prov.), ‘BOXES’.  Bruno Capatti (23.01.’07)