Anche un soldato piange, ma è un pianto di un altro genere».Nel nostro mondo in pace, dove ogni settimana troppe famiglie perdono un figlio sulle strade notturne, lo strano affacciarsi e rendersi pubblico di uno strazio uguale, ma vissuto dentro a un senso certo e ordinato.Perché era andato laggiù a fare qualcosa in cui credeva; a tentare di riportare un po' di pace in un Paese, dove i ragazzi la pace non l'hanno mai conosciuta.Un orizzonte di senso: ciò che sembra mancare alle nostre stragi del sabato, quando i fari delle auto della polizia lampeggiano sull'asfalto e sui resti di lamiere contorte.Ma temiamo che solo una profonda e radicata fede â€' e c'è da pregare che l'abbiano ancora in molti â€' possa reggere l'urto di una disgrazia così; e che altrimenti il dolore rischi di precipitare in un abisso annichilito.I genitori mutilati del lunedì mattina, forse più orfani che quelli dei sei ragazzi di Kabul.Ma non per sfida, o per gioco; per un senso buono.Li abbiamo visti tre anni fa, a Camp Invicta a Kabul, gli italiani, mangiare nella mensa che odorava di sugo, mentre suonavano le canzoni di Ligabue e appeso al muro, muto, stava il crocefisso con l'ulivo della domenica delle Palme. Fonte: http://www.avvenire.it/Commenti/COME+NEL+TACITO+DESIDERIO+DI+UN+ORIZZONTE+COMUNE_200909210701126270000.htm
Come nel tacito desiderio di un orizzonte comune
Anche un soldato piange, ma è un pianto di un altro genere».Nel nostro mondo in pace, dove ogni settimana troppe famiglie perdono un figlio sulle strade notturne, lo strano affacciarsi e rendersi pubblico di uno strazio uguale, ma vissuto dentro a un senso certo e ordinato.Perché era andato laggiù a fare qualcosa in cui credeva; a tentare di riportare un po' di pace in un Paese, dove i ragazzi la pace non l'hanno mai conosciuta.Un orizzonte di senso: ciò che sembra mancare alle nostre stragi del sabato, quando i fari delle auto della polizia lampeggiano sull'asfalto e sui resti di lamiere contorte.Ma temiamo che solo una profonda e radicata fede â€' e c'è da pregare che l'abbiano ancora in molti â€' possa reggere l'urto di una disgrazia così; e che altrimenti il dolore rischi di precipitare in un abisso annichilito.I genitori mutilati del lunedì mattina, forse più orfani che quelli dei sei ragazzi di Kabul.Ma non per sfida, o per gioco; per un senso buono.Li abbiamo visti tre anni fa, a Camp Invicta a Kabul, gli italiani, mangiare nella mensa che odorava di sugo, mentre suonavano le canzoni di Ligabue e appeso al muro, muto, stava il crocefisso con l'ulivo della domenica delle Palme. Fonte: http://www.avvenire.it/Commenti/COME+NEL+TACITO+DESIDERIO+DI+UN+ORIZZONTE+COMUNE_200909210701126270000.htm