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Post n°2 pubblicato il 26 Gennaio 2006 da GenialEquilibrio
Capita di svegliati e di scoprire che faresti volentieri a meno del mondo che quotidianamente si confronta con te, capita di avere necessità di mollare il colpo non avendo voglia di metterti al servizio delle ragioni altrui, capita di avere voglia di provare a risolvere le tue che si sono nel frattempo accumulate in un disordine spaventoso e in un equilibrio talmente precario da rischiare di seppellirti sotto una valanga mortale. Stamani neppure le puttanate del Berlusca riescono a farmi sorridere o incazzare, avrei solo voglia di infilarmi tra le sue braccia, tra le sue gambe, farmi scaldare fuori e dentro dal suo corpo e dalle sue parole. Credo che avanzerò una rchiesta formale di presenza, in definitiva anche lei è "solo" al lavoro. Mi sento impotente di fronte ad una logica molto televisiva più che molto capitalistica (che strana parola questa ma questa mi viene!!!) che ci vuole disponibili, attenti, totalizzati, svegli, congrui e molto altro ancora, in un luogo che si chiama lavoro quando invece la voglia intima ed il desiderio vero sarebbe di essere altrove a fare le cose sentite e non quelle dovute. Ma chi è stato a imporre questa assurda regola del dovere? Eppure tutti si accaniscono a trovare coerenza intorno a questo implausibile concetto: "sono pienamente realizzato nel mio lavoro", "ritrovo me stesso quando finalmente riesco ad esprimermi nella mia professione", "il sapere di essere indispensabile nel lavoro mi crea uno stato di serenita interiore" e via di questo passo fino a quando "per il lavoro" non ci si lascia addirittura la pelle!!!!!!! Ma sono io che sono patologico nella mia incapacità di comprendere o forse è questa strana concezione che ci costringe in ambiti, situazioni, sfide, scontri, assolutamente alieni e fin quasi falsi ad essere patologica? Credo che le grandi personalità che hanno fatto virare le sorti del mondo, nel bene e nel male in questi secoli, poco si ponessero il problema del dovere e molto si dedicassero al loro sentire più intimo e sincero. Non sarebbe male tentare di recuperare questa sensazione antica e profonda e provare a rimetterla in campo, forse ci aiuterebbe ad essere meno finti nel quotidiano, più determinati in prospettiva e comunque molto meno avari e aridi di quello che, aimè, allo stato siamo! Nel frattempo, e scusate se dico che sono un uomo fortunato, Lei è venuta da me e tra qualche attimo me la prendo tra le braccia!!!!!!!! |
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