Blog
Un blog creato da misterxb il 21/09/2007

Brasile Porto Seguro

Un paradiso Tropicale

 
 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

FACEBOOK

 
 

 

Aiuto...la concorrenza sleale cinese ci sta distruggendo l'economia italiana. (tratto da Repubblica)

Post n°3 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da misterxb
 
Foto di misterxb

Giocattoli, abbigliamento e high tech, si acquista sempre più in Cina
Addirittura mozzarelle e pomodori arrivano da laggiùLe tredicesime sulla via di Pechino
Compriamo molto cinese, ma cosa?
La provenienza a volte è del tutto chiara, a volte mimetizzata
Ma la qualità comincia a non essere più un grande problema
di MAURIZIO RICCI

 

CI SONO quattro bocchettoni da doccia sul bancone del negozio. Tre costano 20 euro l'uno, il quarto 15. E' di qualità inferiore? "Niente affatto. E' esattamente uguale agli altri tre" risponde il venditore. E allora? "E allora, è cinese, tutto qui. Se lei dovesse comprare una Jacuzzi, le direi di pensarci bene. Ma per prodotti come questo, la differenza è zero. Compri pure il cinese". Il mondo cambia, dieci anni fa al rubinetto cinese non ci avremmo neanche pensato, ma anche oggi, a prima vista, sembra tutto relativamente facile. Se il prodotto che ci interessa è relativamente semplice (una banale pentola, ad esempio) compriamo cinese: è uguale e costa meno. Se è tecnologicamente sofisticato (una pentola a pressione o antiaderente) cercheremo un marchio europeo o americano, accettando di pagare di più per la miglior qualità. Purtroppo, il mondo è più complicato di così e questa ricetta non funziona. 


Secondo, perché, nel mondo globalizzato, il marchio dice poco e non ci spiega se quel telefonino arriva dalla Finlandia o, in larga misura, dalla Cina. Terzo, perché stiamo vivendo in diretta una grande e rapidissima rivoluzione industriale, che ha già fatto della Cina "la fabbrica del mondo".

Vent'anni fa, dalle parti di Brescia e di Lumezzane, sognavano il giorno in cui i cinesi avrebbero imparato a mangiare con le posate, invece delle bacchette. "Pensi - fantasticavano gli industriali del settore - 700 milioni di forchette". La realtà è che noi, oggi, importiamo in massa dalla Cina oltre 40 mila tonnellate di stoviglie, pentolame, articoli da cucina, coltelli e forchette e ne esportiamo lì solo per 300. Importiamo più coltelli che forchette, magari, perché sono più facili da fare. "Ma è meglio non sottovalutare i cinesi" dice Virgilio Bugatti, che presiede la Fiac, la federazione degli articoli casalinghi all'interno dell'Anima, l'associazione della meccanica varia: "Imparano in fretta".

Insomma, quello che era vero ieri non sarà vero domani e, magari, non lo è neanche oggi. Il made in China sta risalendo velocemente quello che gli economisti chiamano "la catena del valore aggiunto": presto la Jacuzzi cinese sarà ottima, le giacche a vento lo sono già. I cinesi hanno smesso di fare accendini di plastica, siamo circondati da computer e tv che arrivano da Shanghai o da Xian. Risultato? Siamo sommersi da un fiume di prodotti cinesi (a volte ottimi, a volte pericolosi) molto più grande di quello che pensiamo. Attenzione, non stiamo parlando di falsi e contraffazioni, che pure pesano e non poco: 7 miliardi di euro l'anno nella sola Italia, per metà nel comparto abbigliamento-borse-valigie. Stiamo parlando del resto. Che si divide in tre categorie. I prodotti cinesi che si vedono. I prodotti cinesi che non si vedono (perché stanno dentro altri prodotti). I prodotti che non sappiamo (e non sapremo mai) essere cinesi.
 
Cominciamo con il nostro albero di Natale. Se l'abete è di plastica è quasi certamente cinese, naturalmente. Ma guardiamo sotto. Quella pila di peluches, pupazzi, videogiochi, Bionicle, Barbie, destinati ai nostri bambini. Si calcola che gli italiani abbiano speso 15 miliardi di euro delle loro tredicesime in regali, il 10 per cento in giocattoli. Di quel miliardo e mezzo di euro, poco meno di un miliardo è stato speso in giochi (ci sia scritto chiaro oppure no) made in China: il 60 per cento del mercato italiano dei giocattoli (a cominciare dai videogames), dice il direttore dell'Assogiocattoli, Carlo Cossalter, è rifornito dalla Cina. In Europa siamo all'80 per cento.

I cinesi sono assoluti protagonisti anche nel settore a cui abbiamo dedicato la fetta più grossa della nostra tredicesima: l'abbigliamento. Maglie, magliette, maglioni, camicie, jeans e reggiseni: c'è una possibilità su cinque che l'abitino artisticamente impacchettato sotto l'abete per vostra moglie o vostra figlia venga dalla Cina. Questa è la quota dell'import cinese sull'abbigliamento femminile e anche quella sul settore in generale. Ma la statistica si basa sul valore delle importazioni. Poiché la roba cinese costa meno, in quantità la quota è assai maggiore. Lo vediamo se abbiamo comprato delle scarpe. Su duecento milioni di paia di scarpe vendute in Italia l'anno scorso, quattro quinti venivano dalla Cina: soprattutto calzature in gomma, ma crescono anche quelle in pelle, soprattutto gli stivali. Anche negli articoli sportivi l'invasione cinese è in atto. Sotto l'albero, il 60 per cento di zaini, zainetti e borsoni, metà delle tute da ginnastica, di quelle da sci, guanti compresi, il 65-70 per cento delle giacche a vento viene dalla Cina, anche quelle con le fibre più sofisticate.

Un altro decimo della tredicesima è finito in elettrodomestici. L'import dalla Cina copre meno del 7 per cento di questo mercato. C'è poco, infatti, nei grandi elettrodomestici (frigo, lavastoviglie), dove l'egemonia è ancora italiana e l'unica marca cinese che comincia ad avere qualche peso è la Haier. Ma l'avvitatore per papà, l'asciugacapelli per la figlia, lo scaldavivande con alimentazione a cavo Usb, per attaccarlo direttamente al computer, per il nipote all'università, in generale tutti i piccoli elettrodomestici fra i 5 e i 20 euro vengono quasi certamente dalla Cina. E, ormai, anche la nuova tv a schermo piatto che ci siamo voluti regalare per Natale, il lettore dvd o Mp3, il videofonino, lo stereo hanno buone probabilità di essere stati fabbricati in Cina: viene da lì, ufficialmente, il 12 per cento dei prodotti di questo tipo venduti in Italia. 


Non è però affare solo di supermercati e centri commerciali. Il marchio che cancella il made in China è, spesso, il frutto di procedure scorrevoli, semplici ed efficienti. Se c'è qualcun altro che si prende cura operativamente della distribuzione, ci potete riuscire da un sottoscala. Esiste un ventaglio di siti web a cui connettersi. Si sceglie il prodotto (telefonini, fotocamere digitali, bluetooth, ma anche spugnette e spazzolini da denti), esattamente come fareste per comprarne uno per casa vostra su uno dei tanti siti di vendite online al dettaglio. La differenza è che, alla voce quantità, potete scrivere mille o centomila (il prezzo cambia, naturalmente). Uno o più produttori cinesi vi faranno avere quanto richiesto. "Senza marchio, ovviamente" spiega uno di questi siti "a quello ci pensate voi".

Il problema è che il cinese "che non si vede" non riguarda solo cellulari e spugnette. Per esempio, l'italianissimo sugo che pensate di preparare stasera per i vostri italianissimi spaghetti è, con ogni probabilità, cinese. E anche la zuppa che vostro figlio mangia a scuola. Importiamo dalla Cina cospicue quantità di aglio e di mele, ma, soprattutto "semilavorati per ortofrutta", legumi secchi e funghi che finiscono nei succhi e nelle minestre del catering, nelle mense di scuole ed uffici.

E, in quantità imponente, importiamo pomodori. Quest'anno abbiamo importato 150 mila tonnellate di pomodori, una cifra pari ad un quarto della produzione italiana. Non li mangeremo mai in insalata con olio e sale. Arrivano in fusti da 200 chili, che vengono aperti, lavorati e mischiati insieme ai pomodori nostrani dall'industria delle conserve che, per legge, deve indicare solo dove è stato confezionato il prodotto finito, non da dove viene quello che, a noi consumatori, viene venduto, per dire, come "profumo del Golfo" (di Napoli).

Se la denazionalizzazione della pasta al pomodoro vi sembra un sacrilegio, pensate alla mozzarella. Quella la fanno ancora nelle campagne italiane, ma il fermento con cui produrre il caglio che, alla fine, farà la mozzarella, è ormai un monopolio cinese. Del resto, la stessa cosa vale per buona parte degli additivi e dei conservanti alimentari.

Non sapevate di mangiare tanta Cina? In realtà, fate un passo anche più importante, ogni volta, o quasi, che vi prendete cura della vostra salute. La compressa di antibiotico, la bustina di antinfiammatorio a cui ricorrete quando state male, è stata prodotta e confezionata in Italia o in qualche altro paese europeo.


(29 dicembre 2007)

 
 
 

Affitto appartamento a Porto Seguro (Bahia)

Post n°2 pubblicato il 21 Settembre 2007 da misterxb
 
Foto di misterxb

AFFITTO APPARTAMENTO IN QUESTO RESIDENCE PER UNA VACANZA INDIMENTICABILE

Affitto in residence con piscina e reception situato a 200 mt dalla spiaggia di Taperapuan(la migliore di Porto Seguro) un appartamento di c.a 50 mq con 5 comodi posti letto composto da soggiorno living con divano letto matrimoniale,cucinotta attrezzata,disimpegno,e camera da letto matrimoniale con 3 letti,bagno spazioso con doccia e veranda esposta di fronte alla piscina.
All'interno del residence c'è un salone per le colazioni,un negozio di telefonia e la reception 24 ore al giorno.
La richiesta è di euro 250 a settimana per qualsiasi settimana escluse le settimane di Capodanno-Carnevale-Pasqua che la richiesta è di 350 euro.
Incluso il trasferimento dall'aeroporto al residence andata e ritorno con personale italiano.
Non dovrete versare nulla in Italia ma direttamente in Brasile al vostro arrivo nel residence.
Per contatti inviare mail mister1024@inwind.it

 
 
 

INFORMAZIONI SU PORTO SEGURO

Post n°1 pubblicato il 21 Settembre 2007 da misterxb
 
Foto di misterxb


Una volta arrivato a destinazione colpisce subito la bellezza atipica del posto, caratterizzato, a differenza di ogni città turistica del Brasile, dal fatto che le case e i palazzi sono tutti molto bassi. A Porto Seguro non troverete le distese di cemento e di grattacieli che tanto vi ricordano le nostre città e che sono largamente diffuse in Brasile.
Porto Seguro, pur non essendo ricca di monumenti da vedere, è un posto dalla storia e dal fascino particolare per i brasiliani: la storia del Brasile comincia infatti da qui, allorchè nel 1500 il comandante Pedro Alvarez Cobral raggiunse la terra proprio dove si trova Porto Seguro, ponendo le basi per la conquista lusitana del territorio.

VITA NOTTURNA
È la strada dove c’è il maggiore movimento notturno si chiama Pasarela do Alcool ed il nome in effetti è tutto un programma, in quanto in prossimità di questa regione storica, sviluppata intorno al commercio di pesca e costruzione delle barche. I vecchi magazzini e case di pesca compongono un mosaico di colori sono stati trasformati in bar, in ristoranti, nei butiques ed in deposito vari.
Alla notte vengono montati barraquinhas, dove i migliori maestri del ricco artigianato locale lavorano noce di cocco, legno e nelle famose tende vengono preparati drink , compreso “il Capeta hanno fatto la bevanda tipica alla base di vodka, il guaraná in polvere ed il latte condensato. Nei bar, la musica genera un clima permanente di gioia.
Una peculiarità della vita notturna di questo posto è data dal fatto che vige un accordo tra i proprietari dei locali secondo cui ogni giorno della settimana un locale diverso organizza una festa. Proprio così: ogni giorno qualcuno guadagna all’insegna dell’un pò per uno non fa male a nessuno, in virtù di questa “rotazione” concordata. Quindi non stupitevi se vedete un locale vuoto una sera e strapieno l’altra, è tutto programmato.

Tenete presente comunque che la vita notturna inizia molto tardi (si comincia ad entrare nel vivo a partire dalle 23.00...) a Porto Seguro.
Un buon modo per iniziare la serata è quello di recarsi a partire da quest’ora nella prospiciente Praça do Relógio. Gustando una fresca caipirinha è possibile trovare molte fanciulle con cui discutere in seconda serata di metafisica platonica. E’ anche doveroso dire che a Porto Seguro si rinnova la forte passione dei Brasiliani per il ballo e costume del posto è andare tutti insieme a ballare alla discoteca di turno, dove, dopo la mezzanotte, si ritrovano un po’ tutti.

Locali celebri sono il Bombordo o l’Axe Mois, al mattino confortevoli e moderni lidi privati, che alla sera si trasformano in discoteche frenetiche. Qui muovendosi al ritmo delle danze latino-americane,
La città lascia un ottimo ricordo, soprattutto considerata la tranquillità e l’assenza di micro-criminalità, largamente diffusa altrove in Brasile. Interessanti anche i posti dove mangiare, mediamente non carissimi e la bellezza e la varietà di attività da fare, come lo snorkeling e il surf.

STORIA PORTO SEGURO
Porto Seguro e' la localita principale della costa do descobrimento, primo luogo avvistato dai portoghesi durante la scoperta del Brasile, ha un centro storico interessante per le costruzioni colorate in stile coloniale, le chiese del settecento, il forte antico ed il museo antico palaço municipal.
Obbligatoria al ``marco´´, la pietra posta nel 1500 da Coelho per testimonire la scoperta del Brasile da parte dei portoghesi.

CITTA’
Città dello stato di Baiha a 700 km da Salvador, completamente sul mare ospita una popolazione di circa 100 mila abitanti, nei mesi estivi si moltiplica.
Il popolo è allegro è molto giovane vi sono pochissimi anziani " fra di loro qualche Italiano", quasi inesistente la delinquenza " si consiglia però di non indossare oggetti di valore.
Le spiaggie più belle distano a qualche km dal paese scegliendo o una giornata calma e rilassante in una spiaggia semi deserta o in una struttura balneare piccola o scegliere uno dei tre stabilimenti balneari più grandi, vero centro di divertimento con ingresso gratuito dove quasi nessuno è sdraiato a prendere il sole. Per esempio l'Axè Moi situato nella spiaggia di Taperapuà a 7 km dal centro è il più frequentato, possiede più 300 m. di spiaggia, la struttura è gigantesca e durante il periodo estivo riceve più di 8000 persone al giorno, gruppi di musica axè, ballerini di capoeira e artisti famosi animano la giornata, all'interno dello stabilimento vi sono ristoranti e bar dove si potranno assaporare piatti tipici locali e degustare ottimi cocktail.
Una delle caratteristiche del paese è la musica, è impossibile trascorrere una giornata senza sentirne.
La notte parte tutto da una famosa strada chiamata Passarela do Alcool, si cena e si inizia a far festa.
Gli stabilimenti una sera per uno si trasformano in discoteche, alcune sere propongono addirittura il concerto. Una volta a settimana si può andare alla Ilha Dos Aquàrios, isolotto di circa 26.000 mq con acquario marino più grande del sud america, parco illuminato, ristorante, bar, galleria d’arte, labirinto di cristallo, bancherelle con artiganato e tre piste con musica dal vivo.
Il clima piacevole tutto l'anno è ventilato. L'estate è opposta a quella europea, il periodo più caldo coincide al nostro inverno mantenendo una temperatura costante non superiore i 35°, d'inverno non si scende mai al di sotto dei 18°.

ATTRAZIONI
Il Carnevale, la festa più importante, almento una volta nel vita bisogna vedere un carnevale brasiliano, qui a Porto si festeggia per 9 giorni di seguito la tappa più lunga di tutto il Brasile
Riteniamo che Porto Seguro sia una perla nel cuore delle coste del Brasile, gode di un turismo prevalentemente locale, il rapporto uomo donna è di un'uomo su sette donne, il divertimento è assicurato

Centro Storico
Il sito storico della Città Alta è stata istituita nel 1973 Monumento Nazionale per mezzo di un decreto federale. È stato uno dei primi nuclei abitati del Brasile e ha svolto un ruolo importante durante i primi anni della colonizzazione. Vi si trovano tre chiese e circa 40 stabili (tra abitazioni private e istituzioni), recuperati dal Governo di Bahia in occasione dei festeggiamenti dei 500 anni del Brasile. Durante la notte sono illuminate in modo particolare, producendo un bell’effetto scenico.
Parco Nazionale del Monte Pascola
È stato creato nel 1961 per preservare il luogo dello Scoprimento del Brasile. Ospita regioni di allagamento, restinga, mangue e litorale intorno al monte roccioso, alto e tondeggiante, ritenuto il primo punto delle terra ferma avvistato dall’equipaggio del navigatore portoghese Pedro Álvares Cabral. Possiede un’area di 14.480 ettari che comprende la riserva indigena pataxó. Oltre alla sua importanza storica, preserva uno degli ultimi tratti della Mata Atlântica del Nordest. Mantiene legni pregiati come il pau-brasil e ospita varie specie di animali in estinzione come la preguiça de coleira, ouriço-preto, e altri.

Parco Marino di Recife de Fora
Primo Parco municipale del Paese. Durante la bassa marea, diversi specie di coralli e creature marine possono essere apprezzate. La passeggiata è fatte con le scune.

Riserva Indigena della Jaqueira
Un’immenso tronco di jaqueira, caduto naturalmente rappresenta il ritorno alle origini ed è il riferimento storico e culturale degli antenatti della tribu dei Pataxó per le famiglie che si sono trasferite recentemente a questa riserva di 827 ettari. Le oca, sparpagliate in mezzo alla Mata Atlântica primaria, mantengono la forma originale e trasmettono al viaggiatore la sensazione di trovarsi nelle terre di “Pindorama” (Terra delle palme).

Isola del Pirata
Ritenuto uno dei più raffinati complessi di acquari dell’America del Sud, l’isola del Pirata è un centro di svago tematico che abbina una superstruttura di divertimenti notturni alla preservazione della natura e della biodiversità marina nei suoi giganteschi acquari. Si trova sull’isola del Pacuio, sul fiume Buranhém ed è accessibile soltanto con i mezzi acquatici.
Museo Aperto dello Scoprimento
È un museo naturale, a cielo aperto, dove le “gallerie” sono le spiagge, le valli e i sentieri naturali e le “opere” sono l’insieme degli incidenti geografici e nuclei urbani tradizionali, disposti come pezzi in permanente esposizione, descritti in documenti antichi e distribuiti lungo i 130 km dello storico litorale Sud di Bahia.

Vila di Arraial D´Ajuda
Scoperto dal movimento hippie degli anni 70, l’Arraial D’Ajuda ha raggiunto fama internazionale con la sua elegante semplicità. Sedotti dalla sua atmosfera particolare, avventurieri dai più diversi paesi vi sono arrivati e vi si sono stabiliti, trasformando l’ Arraial nell’ ”incrocio del mondo”, così com’è conociuto.

Trancoso
Chi ama la natura trova nel trekking tra Arraial D'Ajuda e Trancoso un’eccellente attrazione. La Spiaggia Ponta Grande, a sua volta dispone di attrezzi quali il banana-jet, kaiak e barche per le passeggiate in 12 Km di spiagge che uniscono Arraial d'Ajuda a Trancoso, in un tragitto che può essere fatto a piedi, lungo la spiaggia, in pullman o in macchina, per una strada in terra battuta che parte dall’Arraial. Nella Praça do Quadrado, punto pricipale della città, ci sono ristoranti rustici ed eleganti, pousadas, bar e negozi di artigianato, responsabili dell’agitazione della città. È sul Quadrado che si trova la sede della Fondazione Quadrilatero dello Scoprimento e la Chiesa di São João Batista.



 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

giannitv2003giamaica24lpservizicommercialiannazanettitattoo2gr.fiorinicamillofaziomafra40mantebpbigbrust1945mazzonetto.946paolobongio83pedroz1975konsalik1stefanostra1965
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963