certi momenti

Tra Sacro e Profano


  Andare in pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo non è un semplice pellegrinaggio. Appena entri nella città ti sembra di entrare in un villaggio turistico pieno di alberghi, trattorie, case trasformate in alloggi, pensioni trasformate in case, souvenir in ogni dove. Il volto di Pade Pio è ovunque. Davanti al sagrato della chiesa antica di Santa Maria delle Grazie si rimane affascinati dalla bellezza del posto,pensi a quanto ha creato il piccolo frate di Pietralcina con amore, passione, e infinita fede. Sulla destra la scalinata lunghissima che porta alla Via Crucis immersa in un bosco.  Senti nell'aria un senso di pace, e serenità, quando all'improvviso ti si avvicina (primo di una lunga serie) un individuo armato di bigliettini da visita che ti consiglia questo o quel ristorante ultra economico!finchè non entri in chiesa sarai costretto a dire "no grazie" ad ogni piè sospinto, sempre tu non ti imbatta in qualche zingara che ti promette la grazia di Padre Pio in cambio di un offerta (vero che le vie del signore sono infinite ma...)Finalmente entri nella grande Chiesa. L'emozione si respira tra i fedeli silenziosi e composti che pregano. Nella vecchia sacrestia è allestito un maxi schermo dove viene trasmesso un breve video che fa rivivere il momento della tumulazione del frate e la successiva esumazione del corpo. Vedere quelle immagini,  la tomba che viene aperta con delicatezza, come se non si volesse disturbare il riposo del Santo, il silenzio è profondo, quasi ti sentissi solo, al buio con gli occhi incollati allo schermo ed il cuore che batte per l'emozione. Finito il video, ci si reca finalmente alla cripta che espone i resti del frate. Pur sapendo quel che si vedrà si prova una strana sensazione.Padre pio era un uomo semplice, schivo, di poche parole ma con un gran cuore. Cosa avrebbe detto di se stesso vedendosi trasformato in una statua di cera? i suoi resti mortali (come quelli di tanti altri santi), dovevano restare tali,semplici, come lo era lui... Forse era meglio non vederlo, sapendolo al sicuro nella sua tomba e non in mostra con fattezze irreali. Quanto ha pesato il business su questa scelta ? quanto il bisogno di spettacolarità ha influito sulle menti ecclesiastiche ?davvero il fedele vuole questo da Padre Pio?Si esce dalla cripta e ci si reca in una sala dove sono custoditi gli attrezzi usati per la riesumazione, ogni oggetto è gelosamente conservato in una teca, esposto ai fedeli, ogni più insignificante strumento (dai secchi, ai guanti, ai pennelli) è ormai reliquia. Tutto è trattato con rispetto e riverenza, ma se un secchionella sua essenza è stato conservato e protetto in una teca, senza orpelli, senza abbellimento alcuno perchè LUI che era il simbolo della povertà ed umiltà è stato trasformato in una statua? una come tante presenti nel suo santuario...Bisogna fare un grande sforzo per andare oltre l'apparenza che ti viene imposta e pregare con il cuore...Momento conclusivo del pellegrinaggio è la Santa Messa. Ogni buon cristiano si dovrebbe apprestare ad ascoltare la parola di Dio con il cuore in pace... In una sala comunicante con la chesa antica ci sono i confessionali per chi il cuore in pace non ha. Son ben diversi da quelli che vediamo nelle nostre piccole chiese. Tante piccole porte che si aprono e chiudono lasciando entrare l'ansia e facendo uscire il perdono. Il tutto gestito da dei semafori rossio verdi che ti indicano se è libero o occupato. Una folla di peccatori che si cronometrano i tempi per valutare chi più ha peccato... Tutti in silenzio come bimbi in punizione pronti a dover confessare quante caramelle si son rubate. Chi trovi nella cella è una sorpresa, la gente entra ed esce e rimane sconosciuto il volto di colui che dovrà assolverti dai peccati. Arriva finalmente il tuo turno. Un frate anziano con la sua lunga barba bianca ti accoglie con frasi sussurrate in un latino a te sconosciuto. La cella è stretta, con una panca piccolissima ed un tavolino che divide te dal frate. Sul tavolino una bibbia chiusa ed una piccola luce piantata sul viso che prelude l'interrogatorio.Il viso del frate nella penombra incute  quel sano timore reverenziale che ti mette nella condizione di peccatore al cospetto del tuo giudice. Il rito comincia come ogni buona confessione che si rispetti, finchè non ti rendi conto che c'è qualcosa che non va.La sensazione è di esser davanti alla santa inquisizione . Ti rendi conto che la tua vita quotidiana è costellata di peccati mortali, senza attenuanti.. Come se il tempo non fosse passato, come seil frate vivesse nel suo tempo senza ascoltare e capire i problemi della vita quotidiana di chi lavora, di chi ha una famiglia e dei figli. Le sue domande mirate esulano da quelli che possono essere i tuoi personali disagi, le tue paure, le tue difficoltà relazionali. L'biettivo è uno solo. Non commettere peccati mortali! Salvare la famiglia. La famiglia è sacra, i figli lo sono, il marito si rispetta a prescindere da tutto...Ma come il dialogo? il confronto? dove sono? bisogna accettare tutto senza fiatare? non parliamo di sesso poi... far sesso è peccato mortale! alla domanda sesso con preservativo o coito interrotto? si rimane interdetti... qualunque sia la risposta è ...PECCATO!!! il sesso deve esser libero, anche se ti arrivano figli che poi non riesci a mantenere... sesso e figli: sempre e comunque!! Amen...Se si esce indenni da tale confessione o si cambia religione o ci si chiede se un appartamento basterà per ospitare tutti i figli chela divina provvidenza manderà...Con questo spirito cristiano il pellegrino assiste alla santa messa e si congeda dal luogo sacro. Prima di lasciare S. G. Rotondo ogni buon pellegrino che si rispetti acquista un souvenir. La scelta è vasta, ogni oggetto reca l'immagine del Santo, medagliette, collanine, bracciali, ditali, portachiavi, bavaglini, e per finire anche profumi! Acquistare un profumo con l'immagine del frate è forse unadelle cose più vergognose che si possano immaginare.Non c'è più religione...