Mi reco in edicola per acquisti vari e l'occhio viene catturato da una immagine e un titolo : Il compagno di Strada? E' il boia del SudanChi scrive è Paolo Guzzanti Giornalista de Il Giornale. Ma questo signorotto di mezza età ha la più pallida idea di cosa faccia Gino Strada per la gente?? di cosa vuo dire esser un chirurgo in mezzo alla guerra? al niente? Lui che probabilmente per una cefalea va da qualche illustre professore in una bella clinica privata a chieder consulenza... Ecco alcuni passi del suo articolo: "Toh, chi si rivede: Gino Strada, il politico amico di tutti i nemici dell’Occidente, degli Stati Uniti, di Israele e che traveste generosamente la sua attività politica facendo il medico con i soldi raccolti dalla sua Ong. Intendiamoci: lavora fortemente, è popolare e probabilmente, anzi certamente, è anche un bravo medico che aiuta molta gente. Ma ha il piccolo difetto di schierarsi sempre con satrapi sanguinari e assassini –Non ci sarebbe tutto sommato molto da ridire se un medico, per raggiungere il superiore scopo di curare i malati, nutrire i bambini e salvare persone condannate a morire, accettasse qualche compromesso anche con un governo tirannico e sanguinario come quello di Omar al Bashir. Ma Strada non ne fa una questione di diplomazia e di buon vicinato: lui è effettivamente pazzo di Bashir...Lui si fa i feriti suoi, i moribondi suoi, e non è particolarmente coinvolto per i morti, i torturati, gli imprigionati, i giustiziati, i massacrati dalle truppe speciali del suo ospite... Strada è fatto così. Sta sempre dall’altra parte, mai una volta che lo trovassi dalla parte della giustizia, neppure quella internazionale, europea e sotto egida Onu..."Ho avuto l'onore di partecipare ad un incontro di Gino Strada, di sentire le sue parole, il suo amore per la gente e per la giustizia, il prezzo che ha dovuto pagare la sua famiglia, le cose che nemmeno lui può dire in televisione... Trovo scandaloso quel che Guzzanti ha scritto. Dal sito di Emergency un piccolo esempio di impegno per l'Africa: Il Manifesto per una medicina basata sui diritti umani è stato ideato ed elaborato a Venezia nel maggio del 2008 in un incontro promosso da Emergency sui problemi della sanità in Africa a cui hanno partecipato i ministri della sanità di otto paesi africani. Con questo Manifesto, Emergency, insieme ai paesi che l’hanno finora sottoscritto, dichiara il "diritto ad essere curato" come un diritto fondamentale e inalienabile appartenente a ciascun membro della famiglia umana e chiede una sanità basata sull’equità, sulla qualità e sulla responsabilità sociale.Hanno finora sottoscritto il Manifesto: Eritrea, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Uganda.