Posi un'altalena alla fine del giardino , dove tutti potevano sedersi su e dondolare per sentirsi sereni come bambini. Avevo costruito una casa solida, era calda, ma piano piano a furia di scuoterla si è sfaldata e sotto la povere che cadeva c’erano pezzi di cuore senza sentimento traccie di unghia di chi si divertiva a rovinarmela con nessun sentimento, senza rispetto solo per acidula curiosità di sbirciarci dentro.Misi sedie e cuscini comodi, quadri dei miei ricordi ,un tavolo con fiori freschi e tazze di cioccolato sempre pronte per riscaldare chi passava di li. Qualcuno è rimasto al mio tavolo a lungo ne ascoltai le storie ,piangemmo insieme e ridemmo insieme,poi come si fa all’osteria lasciò il tavolo in disordine e come se ne fosse in diritto frugò tra le mie cose lasciò tutto sotto sopra e andò via.tutto senza sentimento per curiosità dettata dalle prorpie insicurezze. E ora la mia casa è sotto le bombe e io sono la miccia pronta ad accendersi e a dare fuoco a tutto, sono pronta ad esplodere perché non sento più battiti dentro, né nostalgie né delusione, il nulla lo stesso nulla col quale loro hanno rovinato tutto, quel nulla che mi porterebbe a parlare senza più scrupoli e a mettere sotto sopra le loro vite come hanno fatto con me…l’altalena ormai è arriuginita e nessuno ci sale più, il giardino non ha più fiori e solo rami secchi in cui ci si inciampa per cadere poi in un pantano.La mia casa era la mia anima,quel giardino era la speranza di poter aver fiducia ancora, era l’ascolto che ho prestato il tempo passato a impegnarmi,a scambiarmi goccie di vita ,ad aprire le porte e a fare accomodare e dividere ogni affetto.Quel giardino e quella casa erano i miei pensieri la fiducia che non ho più, i sentimenti che non ci sono più.
Post N° 422
Posi un'altalena alla fine del giardino , dove tutti potevano sedersi su e dondolare per sentirsi sereni come bambini. Avevo costruito una casa solida, era calda, ma piano piano a furia di scuoterla si è sfaldata e sotto la povere che cadeva c’erano pezzi di cuore senza sentimento traccie di unghia di chi si divertiva a rovinarmela con nessun sentimento, senza rispetto solo per acidula curiosità di sbirciarci dentro.Misi sedie e cuscini comodi, quadri dei miei ricordi ,un tavolo con fiori freschi e tazze di cioccolato sempre pronte per riscaldare chi passava di li. Qualcuno è rimasto al mio tavolo a lungo ne ascoltai le storie ,piangemmo insieme e ridemmo insieme,poi come si fa all’osteria lasciò il tavolo in disordine e come se ne fosse in diritto frugò tra le mie cose lasciò tutto sotto sopra e andò via.tutto senza sentimento per curiosità dettata dalle prorpie insicurezze. E ora la mia casa è sotto le bombe e io sono la miccia pronta ad accendersi e a dare fuoco a tutto, sono pronta ad esplodere perché non sento più battiti dentro, né nostalgie né delusione, il nulla lo stesso nulla col quale loro hanno rovinato tutto, quel nulla che mi porterebbe a parlare senza più scrupoli e a mettere sotto sopra le loro vite come hanno fatto con me…l’altalena ormai è arriuginita e nessuno ci sale più, il giardino non ha più fiori e solo rami secchi in cui ci si inciampa per cadere poi in un pantano.La mia casa era la mia anima,quel giardino era la speranza di poter aver fiducia ancora, era l’ascolto che ho prestato il tempo passato a impegnarmi,a scambiarmi goccie di vita ,ad aprire le porte e a fare accomodare e dividere ogni affetto.Quel giardino e quella casa erano i miei pensieri la fiducia che non ho più, i sentimenti che non ci sono più.